Franz Joseph Haydn
Franz Joseph Haydn (Rhorau AU 31 Mar. 1732 - Vienna 31 Magg. 1809)

Vissuto in un momento di grandi cambiamenti, Haydn seppe adattarsi alle novità dello Stile Galante e Rococò e, contemporaneamente, incamminarsi sulla via del sinfonismo, senza trascurare il genere operistico e la musica di carattere religioso.


Nato il 31 marzo 1732 a Rohrau (Austria meridionale) in una famiglia di umili origini, Franz Joseph Haydn venne notato per la sua bella voce infantile da un parente che era responsabile dell’attività musicale nella chiesa del vicino e più importante borgo di Hainburg.

Qui, il piccolo “Franz” ricevette, per tre anni, lezioni di canto, violino e clavicembalo fino al suo trasferimento a Vienna, nella Scuola corale del Duomo di S. Stefano. Congedato dal coro per il cambio della voce, Haydn, oramai diciottenne, visse nella capitale austriaca un’esistenza di stenti e privazioni finché ebbe la fortuna di diventare allievo del celebre compositore Nicolò Porpora e di conoscere il grande poeta, letterato e librettista Metastasio. I contatti con queste due eminenti personalità artistiche furono decisivi per il giovane Haydn, in quanto poté impadronirsi della lingua e delle tecniche per la composizione di Opere all’italiana, requisito a quei tempi indispensabile per un musicista desideroso di affermarsi nel difficile Mondo del Teatro musicale. Dopo questa esperienza, Haydn cominciò a farsi notare e, nel 1759, su invito del Conte Morzin, passò l’estate a Lukavec in Boemia, dove compose le sue prime sinfonie.

Due anni dopo, trovandosi in ristrettezze finanziarie, il Conte fu costretto a sciogliere l’orchestra, un avvenimento a seguito del quale Haydn passò al Servizio del Principe Paul Anton Estherázy, capostipite di una delle più illustri e facoltose famiglie europee. Morto quest’ultimo, nel 1762 gli subentrò il fratello Nicolaus (il Magnifico), grande appassionato di musica. Il nuovo principe mise a disposizione del suo compositore una validissima orchestra, un coro da chiesa, un teatro d’opera, e una sala da concerto, per l’alto consumo musicale che si svolgeva regolarmente nella splendida residenza Estheráz, situata sulla riva del Lago Neusiedler a Sud di Vienna, a quei tempi soprannominata “la Seconda Versailles”. In questo ritiro dorato, Haydn visse e lavorò per più di trent’anni, componendo tutta la musica richiesta la quale, all’inizio, si limitò ad essere in prevalenza strumentale (sonate, sinfonie, concerti, trii, quartetti ecc), dedicata soprattutto al Baryton: una specie di viola da gamba, della quale Nicolaus era un profondo cultore. Nel decennio 1760-70, la fama di Haydn cominciò a diffondersi in tutta Europa.

La sua musica, dapprima conosciuta nei principali monasteri austriaci, iniziò a circolare nei palazzi di nobili casati tedeschi, italiani, francesi ed olandesi. Dopo questo periodo, su richiesta del suo Principe committente, Haydn scrisse e mise in scena le sue prime opere in stile italiano. Una produzione teatrale di circa novanta opere, che valse al compositore austriaco alcune importanti proposte d’Ingaggio da parte di nobili famiglie; e fra queste, quella del Re Ferdinando IV di Borbone. Ma Haydn, trovatosi improvvisamente libero da ogni Impegno per via della morte del Principe Nicolaus (1790), decise di recarsi a Londra su invito del violinista impresario Johann Peter Salomon, il quale lo convinse ad effettuare due tournées in Inghilterra. Nella nuova situazione di libero professionista, l’ormai celebre sessantenne compositore austriaco entrò in contatto con i maggiori musicisti europei residenti nella Capitale inglese. I diari dei soggiorni haydiani a Londra sono colmi di annotazioni stupefatte sulla vitalità della metropoli “moderna”, ben lontana dal lento scandire del tempo trascorso nella pacata residenza di Estheráz.

Durante la sua prima permanenza londinese, Haydn ricevette ogni tipo di riconoscimento artistico, culminati con la Laurea “Honoris causa” nell’ Università di Oxford. Tuttavia, il successo dei concerti organizzati, l’essere al centro dell’attenzione nei ricevimenti mondani dati in suo onore contribuirono ad affaticare il non più giovane maestro, che raccolse, con notevole sollievo, l’invito del nuovo principe Nicolaus II Estherázy a tornare in Patria. Durante il viaggio verso Vienna, Haydn si fermò a Bonn, città nella quale conobbe Beethoven, il quale gli sottopose alcuni suoi lavori, e l’impressione avuta dal celebre maestro di tali musiche fu particolarmente positiva al punto che gli offrì l’opportunità di diventare suo allievo.

Il ritorno di Haydn a Vienna fu accolto da una imprevedibile, quasi totale indifferenza generale, cosa che, unita alla morte di Mozart, al quale il compositore era legato da tempo da profondo affetto, rafforzò in lui l’Idea di tornare in Inghilterra, dove poteva contare ancora su importanti amicizie. Il viaggio fu intrapreso nel gennaio 1794, e il conseguente soggiorno londinese rappresentò, dal punto di vista artistico, il momento più proficuo della sua lunga carriera.

Giova ricordare in proposito che l’esecuzione di alcuni lavori sinfonici indusse Re Giorgio III a cercare di trattenere il maestro definitivamente in Inghilterra. Pur lusingato da tale proposta, Haydn volle ritornare a Vienna, su invito del Principe Nicolaus II, il quale gli affidò l’incarico di ricostituire l’orchestra e il coro della sua Corte. Il ritorno nella Capitale austriaca passò ancora una volta sotto silenzio (autunno1795); tuttavia il consenso del pubblico viennese giunse dopo le sue ultime composizioni - le 6 Messe e i 2 grandi Oratori La Creazione e Le Stagioni, le cui esecuzioni pubbliche suggellarono il trionfo di Haydn in Patria.

Nel 1804, l’anziano maestro si congedò dalla Corte dei principi Estherázy, dove aveva trascorso gran parte della vita e, dopo la scomparsa, ad un anno di distanza l’uno dall’altro, dei suoi due fratelli Johann e Michael, cadde in uno stato di profondo dolore e si spense nella sua casa di Vienna il 31 Maggio 1809.

Sulla morte di Haydn, esiste un aneddoto, forse il più singolare di tutta la Storia musicale. Negli ultimi giorni di vita del compositore si presentò, alla porta della sua abitazione, un Ufficiale dell’esercito napoleonico che stava presidiando Vienna. Per ordine dell’Imperatore francese, il soldato dispose un "Picchetto" d’onore e, con buona voce tenorile, gli rese omaggio intonando l’Aria principale della “Creazione”, che commosse il vecchio maestro fino alle lacrime.

L’attività musicale di Haydn abbraccia circa mezzo secolo, un periodo di grandi trasformazioni stilistiche che, nel loro insieme, determinarono la formazione dello stile classico viennese, del quale egli, insieme a Mozart e Beethoven, fu uno dei maggiori protagonisti. Delle 108 Sinfonie, composte da Haydn, quelle del primo periodo (1750-70) subirono ancora le influenze dello stile rococò e galante; le 6 Sinfonie “parigine”, scritte per i Concerti della Loge Olympique di Parigi (1786), e le successive 12, cosiddette “Londinesi”, composte per la Capitale inglese tra il 1791 e il 1795, sono frutto della sua piena maturità artistica. Alla musica strumentale appartengono anche 26 concerti per strumenti vari, un rilevante numero di musiche per quartetto e trio d’archi (baryton, viola e violoncello), parecchia musica per clavicembalo, danze e marce per orchestra o banda militare. In ambito sacro, oltre alle ultime 6 Messe e all’Oratorio La Creazione, vengono ricordate altre 8 Messe, 2 Oratori, varie Preghiere e, soprattutto, le musiche da alternare ai Sermoni sulle “Sette ultime parole di Gesù Salvatore sulla croce”: 7 Adagi per Orchestra, commissionate dalle Autorità religiose della Cattedrale spagnola di Cadice (1785).

Al genere operistico appartengono 13 lavori teatrali, prevalentemente di carattere comico, cantati in lingua italiana, come i Drammi giocosi Lo speziale, Il mondo della luna, Le Pescatrici e la Burletta in due Atti, L’infedeltà delusa, rappresentati tutti nella splendida Residenza dei principi Estherázy.