La tecnologia nella musica
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Prima delle scoperte tecnologiche legate all’Elettro-magnetismo, avvenute a fine '800, per ascoltare musica non vi era altro modo se non quello di essere presenti all’esecuzione. Si può, quindi, immaginare quanto fosse limitata la "fruizione", cioè la pratica, l’uso e la diffusione della musica a quei tempi. I nostri antenati, privi di mezzi tecnologici, per assistere alle “novità” musicali, erano costretti a viaggiare oppure aspettare che un certo evento musicale venisse rappresentato nella propria città o in un centro vicino. Per il consumo musicale tra le pareti domestiche, nei salotti musicali dei ceti aristocratici e borghesi, c’era quasi sempre un pianoforte, messo a disposizione per accompagnare cantanti o unirsi ad altri strumenti, e formare così “ensemble” (duo, trii, quartetti) di Musica da camera.
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L’Arte cinematografica, fin dai suoi esordi, utilizzò la musica come supporto sonoro allo scorrimento delle immagini. Nonostante alcuni studiosi di storia del cinema affermino che tale impiego, all’inizio, venne adottato come rimedio alla rumorosità delle prime e rudimentali apparecchiature di proiezione, i rapporti tra musica e cinema sono stati sempre molto stretti, per via delle caratteristiche ed affinità presenti in entrambi i linguaggi. In altre parole, la musica, con tutte le sue possibili sfumature, diventa per il cinema un elemento indispensabile per caratterizzare l’azione rappresentata, la quale, a sua volta, suggerisce al compositore il genere di musica da sovrapporre alle immagini.
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Dicono che la pubblicità sia l’anima del commercio. Niente di più vero!
Fin da tempi antichissimi, nel luogo degli scambi, il mercato all’aperto, la qualità dei prodotti e delle varie merci veniva esaltata dagli stessi venditori, i quali gridando, o molto più spesso cantando, diedero vita alla forma più elementare di pubblicità.
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L’idea di produrre musica in modo meccanico spinse i costruttori di strumenti musicali ad elaborare, fin dall’antichità, congegni in grado di eseguire automaticamente determinate serie di suoni. Esperimenti di questo genere erano gia noti in Grecia e in Egitto, attraverso l’impiego di macchine musicali, risalenti al II secolo a.C., come il flauto idraulico, azionato dallo sgocciolamento dell’acqua, ed alcuni tipi di percussioni meccaniche: congegni progettati rispettivamente dagli alessandrini Ctesibio ed Erone.