Prima delle scoperte tecnologiche legate all’Elettro-magnetismo, avvenute a fine '800, per ascoltare musica non vi era altro modo se non quello di essere presenti all’esecuzione. Si può, quindi, immaginare quanto fosse limitata la "fruizione", cioè la pratica, l’uso e la diffusione della musica a quei tempi. I nostri antenati, privi di mezzi tecnologici, per assistere alle “novità” musicali, erano costretti a viaggiare oppure aspettare che un certo evento musicale venisse rappresentato nella propria città o in un centro vicino. Per il consumo musicale tra le pareti domestiche, nei salotti musicali dei ceti aristocratici e borghesi, c’era quasi sempre un pianoforte, messo a disposizione per accompagnare cantanti o unirsi ad altri strumenti, e formare così “ensemble” (duo, trii, quartetti) di Musica da camera.
A questi ultimi, venivano dedicati partiture orchestrali ridotte, cioè adattate all’organico strumentale che doveva eseguirle. Esistevano inoltre, appositi spartiti per pianoforte, che erano delle “Trascrizioni” di Opere e Brani sinfonici la cui parte musicale serviva al compositore per far conoscere, anche se parzialmente, un nuovo lavoro.
Oggi, le numerose conquiste della Scienza e della Tecnica consentono una grande diffusione della musica, tramite i Mass media, cioè i “Mezzi” di comunicazione di massa, come la radio, il cinema, la televisione, i giornali ed internet. Con essi, l’informazione non ha più limiti di spazio/tempo e ci permette di conoscere, in un istante, tutto ciò che accade nel mondo.
La comparsa della Radio, e successivamente della Televisione, determinò all’interno della Società un nuovo modo di diffondere la musica, evento che fece nascere alcuni aspetti inediti nel Mondo della Comunicazione di massa. Attraverso le apparecchiature radiofoniche, ad esempio, prese forma un nuovo tipo di musica, detta “di Sottofondo”, che consiste nel trasmettere in continuazione brani musicali di vario genere, con l’intento di creare condizioni più favorevoli allo svolgimento di alcune attività sociali e produttive.
Un altro aspetto, certamente meno positivo, fu il generale appiattimento della musica su livelli “standard”, dovuto in gran parte alle strategie di mercato e ad elaborati studi, effettuati sui cambiamenti comportamentali delle varie Comunità.
Con l’avvento del Mezzo televisivo, poi, la figura professionale del Compositore si trovò a cimentarsi in altre produzioni musicali “commissionate”, in un certo qual modo, per assolvere compiti specifici, come nel caso del “jingle”: il commento musicale creato per promuovere sul mercato un dato prodotto. Negli anni Quaranta, in America, furono compiuti accurati studi riguardanti i vari condizionamenti psicologici causati dalla musica degli “spot” pubblicitari: le ricerche dimostrarono che alcune particolarità sonore, combinate con le immagini, avevano una maggiore efficacia persuasiva sui “target”, ossia sui potenziali acquirenti.
La musica destinata ai Mass media, nel corso degli anni, ha subito importanti modifiche anche dal punto di vista strutturale, un processo di trasformazione che si è verificato soprattutto nella creazione di Colonne sonore per telefilm e fiction, ove la musica è fortemente vincolata ai tempi delle riprese e ai repentini cambiamenti di scena.
Le novità più rilevanti, tuttavia, si sono manifestate nel modo di commercializzare la Musica di intrattenimento attraverso i Mass media. Prima della loro comparsa, agli inizi del XX Secolo, l’unico mezzo per diffondere un brano musicale su larga scala era quello di riprodurlo tramite “incisioni” su dischi, i quali potevano essere acquistati, conservati ed utilizzati ogni qualvolta lo si desiderasse. Con l’avvento della radio, grazie alla produzione discografica e alle varie tecniche di registrazione, le “emittenti” di tutto il mondo poterono ricorrere a grandi archivi, dai quali poter scegliere il materiale sonoro da inserire nei loro programmi musicali. Per la prima volta, venne mandata in onda, per milioni di persone, una Musica scelta in base a “regole di mercato”, dai risvolti commerciali, che condizionarono pesantemente il gusto musicale di intere generazioni.
Anche se la musica trasmessa per Radio e per Televisione hanno una pressoché identica finalità, cioè quella di raggiungere contemporaneamente ampie fasce di utenti, non si può fare a meno, di considerare, quanto siano differenti i modi, con i quali tali musiche vengono proposte.
La Radio, come tutti sappiamo, non si avvale dell’apporto visivo e proprio per questo essa rappresenta il “media” più efficace, ideale per un ascolto "attivo" della musica. Il video-ascolto, invece, quello offerto dal mezzo televisivo, diminuisce in modo significativo la concentrazione dell’utente sulla componente sonora. Ciò accade, soprattutto, quando la telecamera viene fatta penetrare all’interno di un "evento musicale", affinché il telespettatore possa cogliere ogni minimo particolare di quanto viene ripreso. Questa ricchezza di dettagli, infatti, distrae l’attenzione uditiva del telespettatore, procurando in lui (come affermano gli esperti), l’errata illusione di vivere l’evento in prima persona.
La Televisione ha, dunque, rivoluzionato il mondo della comunicazione musicale che, in questo ambito, svolge importanti funzioni. La più rilevante è, senza dubbio, quella di carattere culturale ed educativo, con lo scopo di far conoscere al grande pubblico, concerti, produzioni operistiche, attraverso programmi televisivi dedicati ai vari generi musicali, quasi sempre seguiti da servizi divulgativi sulla vita e sulle Opere degli autori più famosi. Di grande rilievo è, inoltre, il contributo che la Musica apporta all’Industria pubblicitaria operante nei media “dinamici” ( che si avvalgono di immagini in movimento), come radio, cinema e televisione.
Per attirare l’attenzione dei potenziali consumatori, questo genere di pubblicità ricorre quasi sempre alla musica, poichè quest’ultima, rappresenta uno dei pochi strumenti in grado di evocare suggestioni, che l’utente tende ad associare al prodotto pubblicizzato. In quest’ottica, la musica diventa un elemento fondamentale della pubblicità, in quanto colpisce gli individui nel loro immaginario profondo e stimola un effetto di attrazione verso il prodotto, rappresentato da una particolare canzone o da uno specifico motivetto (jingle) musicale.
La grande “Rete”
Agli inizi degli anni Ottanta, con la nascita della Musica in formato digitale, la capienza, relativa ai supporti (CD e DAT), aumentò notevolmente, rispetto ai tradizionali dischi in vinile e nastri magnetici, utilizzati dai dispositivi analogici (giradischi, riproduttori a nastro magnetico ecc).
Con i nuovi Strumenti digitali, che trasformavano i suoni in sequenze numeriche, fu possibile immagazzinare grandi quantità di dati musicali in supporti sempre più piccoli, con una qualità audio priva di qualsiasi imperfezione.
Il passo successivo avvenne verso la Fine degli anni Ottanta, quando il Progresso tecnologico permise il trasferimento della musica digitale dai CD e DAT ad un Computer, con il quale poter effettuare ogni genere di modifica ed elaborazione. Nel 1995, con la nascita di Internet, ovvero la grande “Rete” di computer “connessi” tra loro da un Server (modello server-client), si pensò alla possibilità di far fruire la Musica in modo completamente nuovo. Il maggior ostacolo che si presentò agli ingegneri informatici, quando presero in esame l’ambizioso progetto, fu la scarsa velocità di trasferimento, dovuta all’eccessiva dimensione (comunemente detta “peso”), che i brani di musica analogica avevano, quando venivano trasformati in files. La risoluzione del problema avvenne qualche anno più tardi, tramite sofisticate tecniche di “compressione” dei files, che ridussero la dimensione di questi ultimi anche del novanta per cento, rendendoli quindi trasferibili su Internet che, nel frattempo, era cresciuta enormemente.
A seguito di questa grande innovazione, negli ultimi anni del Secolo scorso, ebbe inizio una capillare diffusione di siti, che utilizzarono sistemi di Commercio musicale “on-line”, alternativi ai Canali di vendita tradizionali. Da almeno un decennio, l’aumento vertiginoso degli utenti, che “navigano” in Internet, ha determinato un inedito fenomeno, quello della pirateria musicale, cioè la possibilità di “scaricare” dalla “rete” musica completamente gratuita.
Questa operazione, che ancor oggi, dal punto di vista legale non è stata pienamente definita, si può effettuare sia attraverso la connessione a siti web specializzati, sia con il sistema “peer to peer” (P2P), che permette agli utenti lo scambio diretto di files, attraverso appositi Programmi, anch’essi reperibili sul Web, ossia la "Grande Rete”.