Carl Maria von Weber
Carl Maria von Weber (Eutin GER. 18 Nov. 1786 - Londra 5 Giu.1826)

Compositore, Pianista, Maestro di Coro e Dir. d'Orch.
Pur avendo le capacità di affrontare una carriera di Concertista, a quattordici anni iniziò quella di Operista dove potè esprimere pienamente la propria personalità artistica. Nel novero della Musica vocale sono presenti Composizioni Sacre e Profane di struggente matrice Proto-romantica.


Carl Maria von Weber nacque nel 1786 ad Eutin, una cittadina vicino a Lubecca, nella regione tedesca dell’Holstein, ai confini con la Danimarca. Suo padre Franz Anton fu il primo della discendenza von Weber ad occuparsi professionalmente di musica in quanto, nel 1779, lasciò l’esercito per andare a dirigere il Teatro di Lubecca.

Qui, rimasto vedovo, ebbe dalla seconda moglie il piccolo Carl Maria, l’ultimo di nove figli. Ritrovatosi vedovo per la seconda volta, Franz Anton avviò con i figli più grandi una modesta Compagnia di Teatro, con la quale Carl Maria, ancora in tenera età, si trovò a girovagare per le varie regioni della Germania e dell’Austria. Le sue precoci attitudini musicali indussero i fratelli maggiori ad impartirgli i primi rudimenti della Materia, curati saltuariamente anche da alcuni validi Insegnanti che il fanciullo ebbe occasione di conoscere durante i suoi continui spostamenti.

Nel 1797 compose a Salisburgo 6 piccole Fughe sotto la guida di Michael Haydn, fratello del grande Franz Joseph e direttore della Scuola Corale cittadina. Tre anni dopo cominciarono i primi avvicinamenti di Weber al mondo del Teatro musicale. Nel 1800, abbandonato lo studio virtuosistico del pianoforte, compose, a soli quattordici anni, la sua prima Opera documentata: La Ragazza muta della foresta, che rielaborò cambiando libretto e titolo in Silvana, per rappresentarla dieci anni dopo a Francoforte. Recatosi a Vienna nel 1801, dopo una estenuante tournée, Weber decise di perfezionarsi in Composizione alla Scuola dell’Abate Vogler, teorico, organista e compositore, ma soprattutto profondo esperto di musiche esotiche, etniche orientali (in particolare) che influenzeranno la futura produzione del giovane artista.

Nel 1804, a soli diciassette anni, Weber fu nominato Maestro di Cappella a Breslavia, città polacca in cui completò la sua formazione musicale per poi, due anni dopo, prendere servizio a Karlsruhe e a Stoccarda, presso i Duchi del Württemberg. Questo periodo (1806-10) rappresentò per il ventenne maestro l’unico momento di stabilità della sua vita, ma fu anche contrassegnato da un’Incriminazione per Truffa che gli procurò seri guai con la Polizia. Ciò, tuttavia, non impedì a Weber di comporre musica cameristica e di esibirsi, come concertista di pianoforte, prima di essere allontanato dalla città sotto la scorta delle Forze dell’Ordine.

Tornato ad una vita girovaga, che praticamente non abbandonò mai più, nel 1813 e nei tre anni successivi diresse il Teatro dell’Opera di Praga per poi approdare a quello di Dresda con mansioni di Direttore di Coro e d’Orchestra, promuovendo numerose Rappresentazioni, tra cui il Fidelio di Beethoven. Nel 1820 Weber completò l’Opera romantica Der Freischütz (Il Franco Cacciatore), considerato il suo capolavoro, nel quale si riscontra un totale recupero della tradizione germanica e che rappresenta, ancor oggi, il modello ideale operistico, di concezione puramente “romantica”.

La prima rappresentazione avvenne il 18 giugno1821 al Teatro Schauspielhaus in una Berlino ancora appassionata dell’opera italiana e che vedeva in Gaspare Spontini il suo più valido rappresentante. Weber, con il suo “Freischütz”, volle sfidare Spontini davanti al suo pubblico, scatenando una tesissima polemica tra i sostenitori dell’Opera italiana e i difensori di quella Tedesca, incontrando la una solenne stroncatura da parte della critica, che si contrappose ad un grande successo di pubblico. Tanto fu grande l’entusiasmo da non poter sfuggire all’abile impresario napoletano Domenico Barbaja, il quale, nell’Autunno dello stesso anno, fece rappresentare quest’opera a Vienna e, dopo qualche mese, commissionò a Weber un nuovo lavoro musico-teatrale: Euryanthe, la grande Opera eroico-romantica in 3 atti, dedicata all’Imperatore Francesco I d’Austria. Rappresentata al Teatro di Porta Carinzia a Vienna (25 ottobre1823), l’opera fu sottoposta alle critiche più discordanti, che divisero il pubblico in accaniti Sostenitori e spietati Denigratori. Sebbene insoddisfatto della prima esperienza, Weber decise di portare a Berlino anche questo nuovo lavoro e sferrare un altro "attacco" a Spontini e ai suoi sostenitori, ma l’Impresa non ebbe i risultati sperati.

Nel 1824, a seguito del grande successo ottenuto alla "Prima" viennese dell’Euryanthe, il compositore, al culmine della carriera, ricevette da Charles Kemble, direttore del Covent Garden di Londra, la proposta di scrivere una nuova opera per questo Teatro. Weber accettò l’incarico, benché la sua salute fosse minata dalla tubercolosi, che non gli lasciava molte speranze di vita.

Terminato il nuovo lavoro, Oberon (con libretto in inglese), verso la fine del 1825 egli partì per l’Inghilterra in pessime condizioni di salute, sostando a Parigi nel febbraio 1826. Arrivato a Londra, l’opera andò in scena il 12 aprile sotto la direzione dello stesso autore. Due mesi dopo, esattamente il giorno prima del suo ritorno in Germania, stroncato dalla malattia, Weber si spense il 5 giugno 1826.

Diciotto anni dopo, le Spoglie del Maestro furono riesumate e tumulate a Dresda con grandi Onori e accolte da un toccante discorso commemorativo di Richard Wagner, il musicista che più di ogni altro seppe individuare ed esaltare l’Idea di un Teatro nazionale tedesco, iniziata da questo geniale ed innovativo compositore.

Nonostante la produzione di Weber abbia toccato quasi tutti i generi musicali del suo tempo, è al Teatro d’Opera che occorre guardare, se si vuole cogliere il senso profondo della sua personalità artistica.

Nelle 2 Sinfonie e nei 4 Concerti di Weber, infatti, risiedono ancora in modo evidente le influenze di Mozart e Beethoven, mentre, fin dalle prime opere da lui composte, si assiste ad un lento, ma inconfondibile processo di rielaborazione di perfezionamento continuo, che sfocerà nel carattere tedesco-romantico del Franco cacciatore e dell’Euryanthe. Weber fu un acerrimo nemico dell’Opera italiana e, in minor misura, di quella francese, che tentò, in tutti i modi, di bandire dai teatri tedeschi, contrapponendo quelle Opere teatrali dai libretti impregnati di Contenuti fiabeschi, Riti demoniaci ed Esotismi, gli elementi tipici della letteratura romantica. La restante produzione musicale è formata da Musiche di scena e da altre Composizioni strumentali, inserite in lavori teatrali di vario genere, più un considerevole numero di Brani per pianoforte, Trii e Duetti. Per quanto riguarda la musica vocale, sono da considerare un’ottantina di Lieder, circa 50 Cantate e, per il genere sacro: 5 Messe, tra le quali la “Grosse Jugendmesse” (Grande Messa giovanile) composta quando Weber aveva appena quindici anni.