Compositore, Trombettista, Arrangiatore e Dir. d'Orch.
E' uno dei compositori più prolifici ed influenti della Storia del Cinema.
Le Colonne sonore - più di 400 - sono solo una parte della gigantesca produzione musicale di Morricone.
All'interno di essa, infatti, risiede un nutrito elenco di composizioni sinfoniche, concertistiche ed appartenenti alla musica leggera, senza tuttavia dimenticare le rigogliose realizzazioni sacro-vocali.
Primogenito di Mario Morricone e di Libera Ridolfi, Ennio nacque nel quartiere di Trastevere la mattina del 10 novembre 1928. Suo padre, stimato trombettista in orchestre di musica leggera, con la propria attività riuscì ad assicurare ai cinque figli un'adeguata Istruzione e quando la moglie, da casalinga, avviò un piccolo laboratorio tessile, la famiglia conobbe anche un discreto agio economico.
Ricevuti i primi rudimenti musicali dal padre, come intuibile, il primo strumento al quale Ennio si avvicinò fu la Tromba, fatto che permise al giovane di barcamenarsi durante i tragici anni del Periodo bellico. In un'intervista Morricone ebbe a dichiarare: “Al mattino studiavo in conservatorio e la sera suonavo la tromba per gli Ufficiali tedeschi, che si riunivano in un locale di via Crispi a ballare i Valzer di Strauss con le ragazze romane”. E ancora: “ Poi arrivarono gli americani e, per loro, suonavo negli alberghi di via Cavour. Non ci davano soldi ma cibo, pane bianco, cioccolata, pietanze cucinate e sigarette; io non fumavo, rivendevo le sigarette e portavo i soldi a casa”.
Mentre lo studio della tromba proseguiva regolarmente, sotto la guida di Umberto Semproni, nel 1944 Morricone si iscrisse alla Classe di armonia complementare, gestita da Roberto Caggiano, il quale, avendo intuito le precoci attitudini del ragazzo, gli consigliò di partecipare al Corso di Orchestrazione per Banda e di Composizione, rispettivamente tenuti da Antonio D'Elia e da Goffredo Petrassi.
Nel 1946, ottenuto il Diploma in Tromba, per rendersi finanziariamente indipendente, sulle orme del padre, Morricone iniziò la professione di orchestrale in vari locali romani e della provincia, senza, tuttavia, interrompere gli studi al Conservatorio. Fu sempre in questo periodo che i legami stabiliti con il mondo dello Spettacolo favorirono il giovane anche come compositore ed arrangiatore, soprattutto per il Teatro di rivista. Si interessò anche ad altri generi musicali: nel 1948, egli compose Il Mattino, su testo di Fokuko (pseud. della poetessa veneta Attilia Prina Pozzi) che fece parte di una antologia di sette Lieder, ed Imitazione, lied su testo di G. Leopardi. Seguirono, quindi, due anni di intensi studi sulla musica vocale e direzione di coro senza, tuttavia, ottenere alcun diploma: ottenne invece il diploma a pieni voti, quando sostenne l'Esame finale di Orchestrazione per Banda (1952) e di Composizione (1954).
Nel triennio intercorso tra i due Esami, Morricone iniziò a scrivere le sue prime musiche di commento ad alcuni programmi radiofonici, pur rimanendo fedele alla musica vocale, con la Cantata Verrà la morte per v. contralto e pf., su testi di C. Pavese (1954), e la Cantata Oboe sommerso, per v. baritono e 5 strum., su testo di S. Quasimodo (1955). Fu proprio in quegli anni che il giovane musicista trovò il percorso artistico a lui confacente: a partire dal 1955, infatti, egli iniziò a comporre musica leggera, teatrale e ad arrangiare musica per il Cinema. L'anno successivo Ennio Morricone portò all'altare Maria Travia, una giovane appena giunta a Roma dalla provincia di Messina e diventata amica di Adriana, sorella del compositore.
Da questa unione, nel 1957 nacque Marco e, per far fronte ad incombenti esigenze economiche, Morricone trovò impiego come Assistente musicale alla RAI. Ma dopo un solo giorno, rassegnò le dimissioni, dopo aver appreso che le musiche composte dai dipendenti, per regolamento, non potevano essere trasmesse. Fu allora l'RCA ad assumere il promettente compositore e a garantirgli completa libertà d'azione. La fiducia fu ben ripagata. A lui, infatti, durante la permanenza nella storica casa discografica, si devono collaborazioni artistiche di prim'ordine: con Renato Rascel, Mario Lanza, Gianni Morandi, Jimmy Fontana, Rita Pavone, Milva, Gino Paoli, Luigi Tenco, tanto per restare in Italia. Con Paul Anka, Catherine Spaak, Françoise Hardy, Mireille Mathieu, Rosy Armen, Amii Steewart, Demis Roussos, se ci si vuole estendere in Campo internazionale. Furono anche le più rinomate orchestre italiane ad avvantaggiarsi degli arrangiamenti di Morricone, quando si esibivano in teatri, negli studi radiofonici,televisivi o in sale d'incisione. Tra queste vanno ricordate quelle dei direttori Carlo Savina, Gorni Kramer, Angelo Brigada, Guido Cergoli, Elio Luttazzi e, perfino quella del mitico Cinico Angelini, che accompagnò al trionfo Nilla Pizzi, durante il “Primo Festival di San Remo” con “Grazie dei fiori” (1951).
Alla fine degli anni Cinquanta, ormai trentenne, Morricone si recò a Darmstadt, dove conobbe Pierre Boulez, K.Heinz Stockhausen, Luciano Berio, Bruno Maderna e John Cage, in pratica le avanguardie più agguerrite della “Neue Musik”, che gli consentirono di acquisire quella forte riconoscibilità stilistica, quando si accinse a comporre per il cinema.
Nel 1961, anno della nascita della secondogenita Alessandra, Morricone iniziò la produzione di un intero commento musicale per il film “Il Federale”, prodotto dalla D.D.L. e diretto da Luciano Salce. Prima, le musiche morriconiane, destinate al cinema, venivano realizzate, per lo più, sotto pseudonimo (Dan Savio o Leo Nichols) e in cooperazione con maestri allora più blasonati, tra cui Carlo Savina, Armando Trovajoli e Mario Nascimbene. Con quest'ultimo, inoltre, il maestro romano stabilì un proficuo sodalizio artistico iniziato nel 1959 quando, insieme, musicarono “Morte di un amico”, film drammatico diretto da Franco Rosi. Ma fu con Salce che il nome del compositore romano iniziò a comparire nei Titoli di testa di una pellicola.
Di questo periodo, Morricone ricorda che: “ I primi film che musicai erano Commedie leggere o in costume, che richiedevano Partiture semplici... uno Stile che ho sempre mantenuto, anche quando mi sono impegnato in film più importanti, diretti da grandi registi”.
Nel 1962, il rapporto artistico con Luciano Salce si fece ancora più intenso, attraverso la realizzazione della Colonna sonora del film drammatico “La Cuccagna”, e del film commedia “La Voglia Matta” che, nonostante i problemi avuti con la censura, lanciò la carriera cinematografica di Catherine Spaak al fianco di Ugo Tognazzi.
Due anni più tardi, un'altra coincidenza: la nascita del terzogenito Marco, che seguirà le orme del padre, avvenne lo stesso anno del binomio “Ennio Morricone - Sergio Leone”, il più celebre dell' ambiente cinematografico italiano. Compagni di classe fin dalle scuole elementari, i due si persero di vista per poi incontrarsi nell'estate del 1964, sul Cast di “Per un pugno di dollari”, il primo Film della Trilogia “Western all'italiana”, detta anche “Dollari trilogy”, sceneggiata e diretta da Sergio Leone, che include “Per qualche dollaro in più” (1965) e “Il Buono, il Brutto, il Cattivo” (1966).
Un altro capolavoro di Sergio Leone, ambientato nell'America dei pionieri, musicato magistralmente da Morricone, fu “C'era una volta il West” (1968), film epocale nel suo genere, prodotto dalla Paramount Pictures ed interpretato da un cast d'eccezione, del quale fecero parte Claudia Cardinale, Enry Fonda e Charles Bronson.
Al grande successo di questo felice rapporto musica/azione, che rivoluzionò la tradizionale idea del film western, fecero seguito pellicole di grande prestigio, fuori da questo contesto, ma supportate da colonne sonore di efficace coerenza, come quelle di “Giù la testa” (1971) e “C'era una volta in America” (1984).
Dal 1964, Ennio Morricone, grazie alla propria esperienza maturata con Petrassi, fece parte del “Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza” (G.I.N.C.), una compagine di musicisti italiani, dediti allo sviluppo dei vari metodi di improvvisazione e delle tecniche compositive d'avanguardia.
Nel 1966, il maestro, oramai celebre nel mondo del cinema, diede vita a due altre significative cooperazioni con i Registi Sergio Corbucci e Sergio Sollima, anch'essi attivi nel filone “Western all'italiana”. Del primo si ricordano, musicati da Morricone, i Film “Navajo Joe” (1966), “Il Grande silenzio” (1968), “Il Mercenario (ivi), mentre sono di Sollima “La resa dei conti” (1967), “Faccia a faccia” (Face to face, ivi), “Corri uomo corri” (1968).
Nel 1970, in veste di pedagogo, Morricone assunse la Cattedra di Composizione al Conservatorio di Frosinone Licino Refice. Questa nuova attività diede ulteriore impulso alla sua vena creativa, esplicatasi attraverso intense ricerche, svolte all'interno dello Studio Sperimentale R7, fondato nel 1967 da Egisto Macchi, compositore grossetano, allievo di Roman Vlad, di Hermann Scherchen e Co-fondatore dell' “Associazione Nuova Consonanza”, insieme ad un manipolo di compositori tra i quali i romani Mario Bertoncini, Franco Evangelisti, l'umbro Mauro Bortolotti e il barese Domenico Guaccero.
Negli gli anni Sessanta, Morricone dedicò la propria arte soprattutto al mondo del cinema western. Quanto detto è confermato da una miriade di film, cosiddetti “Spaghetti western”, diretti da registi di minor rilevanza, tra i quali Mario Caiano (“Le pistole non discutono”, 1964), Duccio Tessari (“Una pistola per Ringo” e “Il ritorno di Ringo”, 1965), Giulio Petroni (“Da uomo a uomo”, 1967 e “Tepepa,” 1968). Ma già dal 1970 in poi, il talento e la creatività del Compositore romano facevano breccia in produzioni cinematografiche totalmente differenti da quelle sopra citate, in quanto eclettico per natura, egli si trovò a proprio agio nelle più disparate realizzazioni di colonne sonore, spaziando a "tutto campo" in ogni genere musicale.
A partire dagli anni Settanta, anche Hollywood iniziò ad accorgersi di Ennio Morricone, del suo particolare talento riguardo le musiche da Film. I registi americani che si rivolsero a lui, da questo periodo in poi, furono, tra gli altri, Brian de Palma, John Carpenter, Mike Nichols, Barry Levinson, Oliver Stone e Quentin Tarantino. Tuttavia, il modello di vita americano non fu mai congeniale a questo compositore che, nonostante avesse avuto molte proposte per stabilirsi negli Stati Uniti, preferì restare in Italia, nel popolare e suggestivo rione di Trastevere, rinunciando anche ad imparare la lingua inglese. Ciò, tuttavia, non gli impedì una proficua collaborazione con il grande regista americano, di origine ucraina Edward Dmytryk, per il quale musicò pellicole di successo come “Barbablù” (1972), e “ The human factor” (Il giustiziere 1975).
Le collaborazioni con il mondo del Cinema americano occupò il compositore romano in un crescendo che, dopo gli anni Settanta, ebbe il suo culmine nel decennio successivo, sia in termini quantitativi che qualitativi. Basti ricordare le colonne sonore di “Decameron” e ”I racconti di Canterbury” di Pier Paolo Pasolini (1971-1972), di “Allonsanfàn” dei fratelli Saviani (1974), di “Novecento” diretto da Bernardo Bertolucci (1976), di “Days of heaven” (I giorni del cielo (1978), dei film “Un sacco bello” e “Bianco rosso e verdone” interpretati da Carlo Verdone (1980 - 1981). Negli anni Ottanta apparvero colonne sonore, considerate vere "pietre miliari" della Musica per film, come quella di “Sahara” (1983), di “Mission” (1986), di “The Untouchables” (Gli Intoccabili, 1987), di “Nuovo Cinema Paradiso” (1988). A queste, si affiancarono commenti musicali per Miniseries e Sceneggiati TV, tra cui “Tre donne”, miniserie di Alfredo Giannetti, “Marco Polo”, sceneggiato e diretto da Giuliano Montalto (1982), “Gli indifferenti”, miniserie di Giancarlo Bolognini” (1988), “La piovra 4”, miniserie diretta da Luigi Perelli (1989).
Questa frenetica attività compositiva, della quale le opere sopraccitate rappresentano solo una minima parte, venne riconosciuta anche attraverso premi e riconoscimenti che, tuttavia, a volte, non si rivelarono all'altezza del valore artistico e, soprattutto, funzionale di queste musiche. Su 7 Nomination all' ”Oscar” (ad esempio), il maestro venne premiato solo nel 2007 (alla carriera) e, nel 2016, per la migliore colonna sonora del film “The Hateful Hight”, diretto da Quentin Tarantino. In Italia, tuttavia, le cose andarono diversamente. A Morricone, infatti, dal 1965 al 1988 vennero assegnati, per la “miglior colonna sonora”, cinque “Nastri d'argento (premio indetto dal Sindacato nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) e, dal 1988 al 2013, nove “David di Donatello”, che può considerarsi l'equivalente italiano del premio “Oscar” statunitense. Al merito della migliore colonna sonora, dal 1979 al 2016 la BAFTA (British Academy of Film and Television Arts) assegnò al compositore romano ben 6 Adward (Premi) e, nello stesso periodo (1987-2016), anche la “Hollywood Foreing Press Associaton” si unì con l'attribuzione di 4 premi Golden Globes.
Nel 1988, ebbe inizio la lunga collaborazione artistica tra Ennio Morricone e il regista Giuseppe Tornatore, un rapporto che, instauratosi con il film “Nuovo Cinema Paradiso”, indusse il maestro romano a compiere quelle ricerche musicali, che contribuirono all'esaurimento del Sodalizio con Sergio Leone.
Anche se non appartenenti alla stessa generazione e provenienti da culture diverse, l'origine della proficua intesa tra il compositore romano e il giovane regista siciliano è da cercare nella unanime visione su cosa voglia dire “fare cinema”, che sostanzialmente si è sempre mantenuta in equilibrio tra tradizione e sperimentazione.
Con la colonna sonora di “ Nuovo Cinema Paradiso”, iniziò anche la collaborazione musicale con Andrea Morricone (figlio del maestro), che fu l'artefice del tema conduttore, premiato nel 1990 dalla British Academy of Film and Television Arts (BAFTA). Negli anni Novanta, questo Sodalizio proseguì, con i film di Tornatore “Stanno tutti bene” (1990) e “Una pura formalità” (1994), con i miniserials televisivi “La Piovra 5” di Luigi Perelli (1991), “Ultimo” e “Ultimo: la Sfida” rispettivamente diretti da Stefano Reali e Michele Soavi (1998- 1999). Altri film di questo periodo, "musicati insieme", sono “L'uomo proiettile” di Silvano Agosti (1995) e “Il quarto Re” di Stefano Reali (1996).
Anche i riconoscimenti alla carriera non mancarono. Tra quelli conferiti negli anni Novanta, vanno ricordati la “Grolla d'Oro” di Saint Vincent (1992), il “Leone d'Oro” della Mostra del Cinema di Venezia (1995) e la nomina a “Commendatore dell' Ordine al merito della Repubblica Italiana”, ricevuta dall'allora presidente Oscar Luigi Scalfaro (1995).
Pur continuando intensamente a comporre per il cinema, non bisogna dimenticare l'assiduo impegno di Morricone per la divulgazione della musica colta e contro il degrado culturale, che essa stava attraversando in quel periodo. In questa nobile iniziativa, al fianco del maestro, si attivarono il pianista concertista e compositore napoletano Michele Campanella, il virtuoso violinista lombardo Bruto Diodato (in arte Uto Hughi ) e il maestro romano, aquilano d'adozione, Vittorio Antonellini.
A partire dagli anni Duemila, la frenetica produzione di musiche da film di Ennio Morricone andò progressivamente scemando per dare spazio a quella Attività direttoriale che caratterizzerà la "vita pubblica" del maestro.
Il 22 Agosto 1999, il “Meeting di Rimini” aprì la sua ventesima edizione con musiche del compositore romano, ed un concerto che lo vide sul podio a dirigere l'orchestra Internazionale Italiana e il coro Kodaly del M° Arped Joob.
Nel 2001, ebbe inizio quella lunga serie di Tournèes, che appassionò il vasto pubblico internazionale. Salvo un paio di interruzioni per problemi di salute, avvenute nel 2009 e nel 2014, Morricone svolse un'intensissima attività direttoriale sia in Italia che all'estero. Gli oltre 200 concerti, svolti fino al 2015, portarono l'arte di questo maestro in ogni angolo del pianeta. Si pregiarono di questi appuntamenti musicali non solo le maggiori città italiane (Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo, Genova, Firenze, Verona e Venezia), ma anche quelle di tutto il mondo (Londra, Parigi, Madrid, Berlino, Madrid, Mosca, Leningrado, Kiev, Tokyo, New York, Città del Mexico, Stoccolma, Helsinki, Budapest, Adelaide, Seul, Rio de Janeiro, Santiago del Cile, Buenos Aires ed altre ancora).
In questa miriade di appuntamenti musicali, alcuni meritano una particolare citazione, tra cui il Tour europeo “My Life in Music”, che, tra il 2014 e il 2015, si svolse con un strepitoso successo in venti città di dodici nazioni diverse; l'esecuzione di musiche composte per una Messa in onore di Papa Francesco, Commissionata dall' Ordine dei Gesuiti, in occasione del 200° Anniversario della sua ricostituzione (Roma, Chiesa Romana del Gesù, 10 Giu. 2015). Degni di nota sono anche i due concerti svolti nel 2007: il primo, nella Sala dell'Assemblea dell'ONU, aperto dalla suite “Voci dal Silenzio”, composta per commemorare i tragici eventi dell' 11 settembre 2001; il secondo sancì il debutto di Morricone al Teatro alla Scala, dove diresse la Filarmonica e il Coro in una Serata benefica, organizzata da Giorgio Armani e a favore dell'Associazione No-profit “don Giuseppe Zilli” (16 apr. 2007).
Insignito dal Governo francese “Chevalier dans l'Ordre de la Legion d'Honeur” (2009), nel 2010 e nel 2013 Morricone ricevette il “David di Donatello”, per la migliore colonna sonora dei Film “Baaria” e “La migliore offerta”, entrambi diretti da Giuseppe Tornatore.
Nel 2011, Morricone aprì a Roma il Concerto del I° Maggio e i festeggiamenti per il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, con la propria Composizione Elegia per l'Italia, ispirata al “Va Pensiero” verdiano e all'Inno di Mameli.
Nel Febbraio 2016, accompagnato dalla moglie Maria, il maestro si recò negli “States”, in quanto la Colonna sonora da lui composta per il film “The Hatefull Eigth” di Quentin Tarantino, aveva ricevuto la “Nomination” all'Oscar, Premio che, effettivamente, gli venne consegnato il giorno 28 di quel mese. Due giorni prima, le autorità di Los Angeles gli conferirono la Stella n° 2574, che ora si trova incastonata nel lungo camminamento, a doppio marciapiede, della Hollywood Walk of Fame, creata per immortalare quei personaggi che hanno contribuito (direttamente o indirettamente) allo sviluppo dello “Star system” e dell'Industria dello spettacolo statunitense.
Giunto alla veneranda età di novant' anni, l'attività del Maestro romano si limitò a quella di dirigere le proprie Composizioni in Serate musicali dedicate in suo Onore. Ciononostante, nel suo sontuoso appartamento condusse una vita serena e appagata dai successi ottenuti, fino a quando una brutta accidentale caduta gli procurò la rottura del femore destro che lo costrinse alla completa immobilità. Ricoverato al Campus Bio-Medico di Roma, confortato dai familiari Morricone si spense all'alba del 6 luglio 2020.
Su espressa volontà del Maestro le Esequie si svolsero in forma strettamente privata e la Salma tumulata al Cimitero Laurentino, in attesa che il Comune di Roma edifichi una Tomba a lui dedicata al Cimitero del Verano.
Benchè Ennio Morricone rappresenti il più prestigioso e fecondo Compositore di Musica da film, sarebbe alquanto riduttivo - nonostante le oltre Quattrocento Colonne sonore realizzate - relegare l'attività di questo Maestro alla mera composizione di Musica subordinata all'Azione cinematografica e, quindi, nella maggior parte dei casi, priva di responsabilità artistica. Infatti, per dirla con le parole di Giuseppe Tornatore: “Morricone non è soltanto un grande Compositore di Musica da film... egli è, soprattutto, un grande Compositore!” A lui, infatti, si devono realizzazioni musicali di indubbio valore, appartenenti ai più disparati generi e stili. Grazie ad una solida preparazione, forgiata da Arrigo Petrassi, uno dei grandi Compositori del '900 italiano, Morricone ha potuto mantenere distinti i tre Versanti, che contraddistinguono la sua produzione: musica assoluta, leggera e applicata al Cinema.
Quello che stupisce, e rende unica l'azione di questo Maestro, è l'incredibile capacità di personalizzare ogni sua Opera, di renderla immediatamente riconoscibile sia dal punto vista strutturale che espressivo. Abile oltremisura nel valorizzare le Risorse timbriche dei vari strumenti, di questa peculiarità il Maestro seppe sempre fare il proprio "punto di forza". A tal proposito, in un'intervista egli disse: ” La scelta di un suono, di un timbro, è molto importante, ma non può essere isolata da tutto il resto. Nella Musica ci vuole essenzialità, capacità di arrivare al punto nel minor tempo possibile. Il timbro può essere una via per ottenere questo risultato. Ma non avrebbe alcuna riuscita se non fosse accompagnato da una Logica compositiva coerente in grado di far risaltare nel modo giusto le caratteristiche di quel suono e, al limite, di saperne sfruttare i difetti.”
Anche il suo maestro Petrassi una volta ammise: “ Non ho mai conosciuto un Musicista più abile di Morricone a valorizzare il Potenziale espressivo degli Strumenti, anche i più semplici, come un'ocarina, uno scacciapensieri o un flauto di bambù.”
Con l'introduzione di questi strumenti, per così dire, “inaspettati” ed una copiosa effettistica sonora e del rumore (campane, cimbali, incudini castagnette, guiri, carillons, colpi di frusta, versi di animali, fischi umani ecc.) Morricone rivoluzionò il modo occidentale di comporre Colonne sonore, anche se, la vera innovazione consistette, fin dall'inizio, nell'inserimento di temi di grande lirismo, spesso affidati alla pura vocalità e sostenuti da accompagnamenti orchestrali armonizzati con tecniche inedite, affatto personali.
Tetragono per natura, la fermezza nei propositi e il dovere professionale portarono questo Maestro a trascorrere molto tempo da solo, relegato nel suo Studio a comporre, oppure in viaggio per il mondo, invitato a dirigere le proprie musiche. Questo, tuttavia, non vuol dire insensibilità verso i rapporti con la famiglia: ad essa, infatti, se non il Tempo, egli sacrificò, quasi certamente, le iniziali tendenze artistiche. Lo si deduce da questa sua affermazione: “Quando iniziai a comporre Musica leggera, tentai immediatamente di riscattare la mia professionalità con un continuo scambio tra Musica assoluta e ciò che componevo per esigenze economiche.”
Altra cosa fu l'approccio con l'Arte cinematografica, probabilmente perchè la Musica da Film, dato il suo elevato grado di libertà, permise a Morricone di applicare tutte quelle Tecniche, apprese nei vari cicli di Studio, che gli permisero di fondere Tradizione e Contemporaneità. Intervistato sull'argomento egli ebbe a dire: “ Ho cercato di far coesistere le semplificazioni armoniche tradizionali con la serializzazione degli Intervalli, delle durate, dei timbri, delle dinamiche, cercando di conferire all'Armonia e alla Melodia tradizionali una certa "sospensione", propria della nostra Musica contemporanea.”
Alla sfolgorante carriera di questo Maestro, oltre ad una smisurata vena creativa ed una solida competenza dei mezzi, ha probabilmente influito un raro senso del dovere, esercitato con metodo e ferreo rigore. Chi conosce Morricone non può far altro che confermare quanto egli stesso più volte ammise: “ La mattina mi alzo molto presto, intorno alle quattro. Dopo aver fatto mezz'ora di ginnastica e un'altra mezz'ora di camminata in casa (un appartamento di mille metri quadri con terrazzo e vista sul Campidoglio), alle sette meno un quarto esco a prendere il giornale che leggo mentre faccio colazione. Infine mi chiudo nel mio studio e, se ho del lavoro urgente, nessuno mi deve chiamare fino a sera.”
Riguardo al “Modus operandi”, Morricone ammette candidamente di non conoscere le nuove conquiste della tecnologia nè, tanto meno, desidererebbe giovarsene: “ Non riesco ad immaginare la mia musica che appare sul display di un computer tramite l'ausilio di un programma […] Quanto al pianoforte, ne faccio uso solo per controllare ciò che ho scritto al tavolo, non faccio brogli e scrivo direttamente sulla partitura”.
Nella lunga carriera di Morricone, oltre ai vari Registi, collaborarono validi Compositori, tra cui Bruno Nicolai, amico e compagno di studi al Conservatorio, con il quale stabilì un sodalizio artistico durato circa un ventennio e che terminò per alcune controversie che trascinarono i due in tribunale. Oltre a Nicolai altri collaboratori da ricordare sono Manuel De Sica, Franco Evangelisti, Nello Salza, Stefano Cucci e, da qualche anno, anche il figlio Andrea.
Morricone possiede una straordinaria capacità di analisi e l'umiltà di chi è conscio del duro lavoro che occorre per realizzare una partitura, a qualunque genere essa appartenga. Nonostante il grande valore artistico, che questo maestro è sempre riuscito ad apportare in un film, in qualche occasione ebbe a dichiarare: “ Un buon film funziona anche con una brutta musica, ma non accade mai che una buona musica renda migliore un brutto film […] molti film di Sergio Leone avrebbero potuto benissimo restare senza musica, come anche alcuni film di Tornatore. ”
Come già detto, le Musiche da film, composte da Ennio Morricone, sono più di Quattrocento, un numero esorbitante, al quale si aggiunge un centinaio di opere di Musica assoluta e una quantità davvero imponente di Musica leggera, scritta ed arrangiata per impreziosire i repertori dei più significativi Cantanti del Panorama musicale italiano ed internazionale. Tra questi vanno ricordati Domenico Modugno, Mina, Renato Rascel, Claudio Baglioni, Gianni Morandi, Rita Pavone Zucchero Fornaciari, Gino Paoli, Luigi Tenco, Sergio Endrigo, Edoardo Vianello, ma anche Catherine Spaak, Paul Anka, Joan Baez, Peter Tevis.
Per quanto riguarda la produzione morriconiana di Musica concertistica, iniziata nel 1957, vanno annoverate, per importanza, 3 Concerti per Strum. e Orch. (1957-1993; Ut, per Tromba, Archi e Percuss., (1991); Braevissimo I, II, III, per Ctb. e Archi (1993); Ombra di lontananza presenza, per Vla. Orch. d'Archi e Nastro magnetico, (1997); Notturno e Passacaglia per Cervara, per fl. ob. cl. pf. e archi (1998); Immobile, per Armonica a bocca e Sezione d'Archi, (2001).
Per la Musica orchestrale si ricordano Concerto (1957); il lavoro sinf. Epso (1989); Una Via Crucis, Introduzione a forma di Croce (1991); Una Via Crucis, Secondo intermezzo (1992).
L'elenco di Musica vocale comprende un vasto numero di lavori di Genere sacro e profano: Gestazione, per v. femm., strum. suoni elettr. pre-registrati e orch. d'archi (1980); Cantata per L'Europa, per V. sopr., 2 v. recitanti, Coro misto e orch. ( 1988); 4 Vie Crucis (I, V, IX, XIII Stazione) per Doppio coro, v. recitanti e orch. (1991-1992); Vidi Aquam, per v. sopr. e piccola orch. (1993).
L’elenco continua con Grido per v. soprano, orch. d’archi e nastro magnetico (1998);
Musica per una fine, per coro a 4 v. miste, orch. e nastro con la registr. di un testo di Pier Paolo Pasolini (1998); Non devi dimenticare, per v. sopr., v. recitante e orch.(1998); Ode, per v. sopr., v. maschile recitante e orch. su testo di Giuseppe Bonaviri (1999); Se questo è un uomo, per v. sopr., v. recitante, violino solo e archi su testo di Primo Levi (2001);
Voci dal silenzio, per v. recitante, coro, coro registrato e orch. (2002); Neodiscanto, per v. recitante, pf., percuss. su testo di Sergio Miceli (2004); Vuoto d'anima piena, cantata per fl., orch. e coro, composta su testo di Francesco De Melis per il millennio della Basilica di Sarsina,(2008).
Nutrita è anche la Musica cameristica di questo Maestro che comprende: 4 Pezzi per chitarra,(1957); Rag in frantumi, per pf. (1986); Cadenza, per flauto e n. magnetico, dal II concerto per fl., vcl e orch.; Neumi per clavic. (1988); Mordenti per clavic. (ivi); 4 studi per pf. (1984-89);
Specchi per 5 strum. (1989); Studio per ctb. (ivi), Riflessi per vcl. Solo (1990). L'elenco continua con Frammenti di giochi, per vcl. e arpa (ivi); Elegia per Egisto, per vl.solo (1993); Canone breve, per 3 chit. (ivi); Scherzo, per vl. e pf., (ivi); Il sogno di un uomo ridicolo, per vl. e vla. (1997); Grilli, per 4 Quartetti su testo di Stefano Benni, (1999); Metamorfosi di Violetta, per cl. in si bem. (2001); Vivo, per vl., vla., vcl. (ivi); la versione per cl., vl. e pf. del già citato “Notturno e Passacaglia per Cervara” (ivi); Finale, Invenzione improvvisata per 2 org. (2002); Come l'onda, per 2 vcl. (2004).
Tra le numerose Canzoni scritte o arrangiate per interpreti di Musica leggera è d'obbligo almeno menzionare: Quello che conta, per Luigi Tenco (1962); Pel di carota, per Rita pavone (1963); Domani prendo il primo treno, per Paul Anka (1964); Penso a te, per Chaterine Spaak (1965); Se Telefonando, per Mina (1966); Uccellacci e Uccellini, per Domenico Modugno; Scirocco, per Renato Rascel (1968); Canzone della libertà, per Sergio Endrigo (1968); The Ballade of Sacco e Vanzetti, per Joan Baez (1971); Ho visto un film, per Gianni Morandi (1971); Libera l'amore, per Zucchero Fornaciari (1989).
Le Canzoni arrangiate sono: Il Barattolo, per Gianni Meccia (1962); Abbronzatissima, per Edoardo Vianello (1963); Sapore di sale, per Gino Paoli (1963); Il Mondo, per Jimmy Fontana (1965); C'era un ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones, per Gianni Morandi (1966); Anima, LP di Riccardo Cocciante (1974); Pura luce, per Renato Zero, (2001).
Alcuni Gruppi e Orchestre di caratura internazionale, infine, hanno inserito le Composizioni di Morricone nei loro concerti. E' il caso dei “Metallica”, che utilizzano il brano L'estasi dell'oro come introduzione delle loro performance; la stessa cosa hanno fatto, con brani diversi, i Gruppi statunitensi “Ramones”, “Mars Volta” e, perfino, il grande Bruce Springsteen.