Giovanni Pierluigi da Palestrina
Giovanni Pierluigi da Palestrina (Palestrina ITA. ? 1525 - Roma 2 Febb.1594)

Compositore, Organista e Maestro di Canto.
Ritenuto universalmente il massimo autore di Musica sacra rinascimentale, per "lineare bellezza" ed efficace "Intreccio contrappuntistico", questo maestro aderì spontaneamente all'azione riformatrice sancita dalla Chiesa di quel tempo.


(Giannetto da Palestrina)

Nella figura di questo compositore viene riconosciuta la manifestazione più perfetta dello stile polifonico contrappuntistico rinascimentale. Nato nel 1525 a Palestrina, borgo sui colli laziali, Giovanni Pierluigi fu ammesso come “Putto cantore" nel Coro della Basilica di S. Maria Maggiore in Roma.

Qui egli ricevette, per circa sei anni, una solida preparazione musicale che consentì al giovane compositore di ricoprire la carica di organista e maestro di canto nella cattedrale della città natale (1544). Nel 1551, sposato e padre di due figli, venne chiamato a Roma dal Cardinale Giovanni del Monte che, eletto Pontefice con il nome di Giulio III, lo volle Maestro della Cappella musicale di S. Pietro in Vaticano. Durante la sua lunga permanenza a Roma, durata tutta la vita, il “Palestrina” svolse prestigiose mansioni musicali nelle maggiori chiese romane (S. Pietro, S. Giovanni in Laterano, S. Maria Maggiore).

Profondo conoscitore delle tecniche compositive del tempo, questo maestro seppe associare lo stile contrappuntistico, appreso dai Maestri fiamminghi, con un’innata Invenzione melodica di stampo italiano. Anche quando la Chiesa, con il Concilio di Trento (1545-63), avviò una Riforma contro gli eccessi della pratica polifonica nella musica sacra, Palestrina rispose quasi spontaneamente e con naturalezza alle Imposizioni dettate dai Padri conciliari.

Come si può intuire, la produzione musicale di Palestrina è prevalentemente di genere sacro; le 102 Messe polifoniche, tra le quali la celebre Missa Papae Marcelli, in onore del Pontefice Marcello II, rappresentano l’apice della sua produzione. Accanto alle Messe vanno posti, per importanza artistica, i 307 Mottetti, seguiti da composizioni polifoniche sacre di vario genere (Inni, Magnificat, Offertori, Lamentazioni ed altro ancora).

Palestrina morì il 2 febbraio 1594 e, dopo i funerali in forma solenne, la Salma venne tumulata nella Basilica di San Pietro, ove giace tutt'ora.