Jan Sibelius
Jan Sibelius (Hämeenlinna-Tavastehus FIN. 8 Dic. 1865 - Järvenpää ivi 20 Sett. 1957)

Compositore, Pianista e Violinista.
Impostata quasi esclusivamente sulla Musica sinfonica, la produzione di Sibelius rivela l'amore di questo maestro per la tradizione musicale del proprio Paese.


(in sved. Johan, in finl. Jan)

Figlio di un medico, Jean Sibelius nacque l'8 dicembre 1865, ad Hämeenlinna-Tavastehus, cittadina situata nel Sud della Finlandia, distante un centinaio di chilometri da Helsinki.

La sua famiglia aveva ascendenze svedesi, un fatto abbastanza comune a quei tempi soprattutto per quanto concerneva i ceti della media ed alta borghesia di questa regione, governata, fin dal 1809, dalla Russia.

Sibelius apprese i primi rudimenti musicali da Gustav Levander, direttore della Banda musicale del luogo e, benché suo padre lo volesse avvocato, Jean decise di dedicarsi interamente alla musica; a Hämeenlinna studiò privatamente il pianoforte e soprattutto il violino, del quale divenne un autentico virtuoso. Conclusi gli studi liceali nel 1883, Sibelius si trasferì a Helsinki per iscriversi all' Istituto Musicale, fondato l'anno precedente da Martin Wegelius. Questi, accortosi delle eccezionali doti del nuovo allievo, lo ammise alla propria Classe di Composizione. Per quanto riguardò lo studio del violino, il giovane fu guidato da Mitrovan Vasiliev e da Hermann Csillag.

In questo periodo, Sibelius fece la conoscenza di Ferruccio Busoni, pianista e dir. d'orchestra, che era stato assunto come insegnante di pianoforte nell'Istituto; pur non essendo mai stato  suo allievo, con il maestro italiano Sibelius stabilì un forte e duraturo legame d'amicizia, che apportò una preziosa lezione per il proprio stile compositivo futuro.

Dopo quattro anni di intensi studi violinistici, il giovane musicista finlandese decise di non intraprendere la carriera di concertista e di dedicarsi alla composizione. A tal proposito, grazie anche ad una sovvenzione statale, egli si recò prima a Berlino e poi a Vienna, con il proposito di approfondire gli studi musicali, rispettivamente con Albert Becker e Karl Goldmark. Nella Capitale austriaca, Sibelius, munito di una lettera referenziale di Busoni, si presentò a Brahms, il quale, a sua volta, gli fece conoscere il celebre didatta Robert Fuchs. Questo tirocinio, svoltosi nelle due Capitali mitteleuropee, fu di grande importanza per il giovane artista scandinavo, soprattutto per la caratterizzazione della sua musica, resa tecnicamente più credibile e già votata alla rivalutazione del Patrimonio folcloristico finlandese. Rientrato in Patria, Sibelius compose il suo Primo Poema sinf. Kullervo, per coro masch., 2 v. soliste (sopr. e bar.) e orch., che riportò un grande successo. Tratto dal Poema epico finlandese “Kalevala”, la sua traduzione in musica coincise con il debutto di Sibelius come Direttore d'orchestra (Helsinki, 1892).

Considerato in Finlandia il più autorevole compositore nazionale, Sibelius sentì l'esigenza di continuare a scrivere opere ispirate al Ciclo “Kalevala”. Nacque, così, il Poema sinf. En Saga (1892), e Karelia, opera strutturata in 9 Sezioni, tra le quali un'Ouverture ed una “Suite” (1893). Questo avvicinamento al patrimonio culturale finlandese fu anche determinato dal matrimonio del compositore con Aino Järnefelt (1892), appartenente ad una delle più importanti famiglie artistiche della Helsinki di quel tempo.

Quest'unione rafforzò in Sibelius la volontà di stabilirsi definitivamente in Finlandia. Accettò la Cattedra di violino, di teoria e di composizione all'Istituto Musicale di Helsinki, incarichi che, tuttavia, non gli impedirono di recarsi a Monaco e a Bayreuth, dove ebbe l'opportunità di ascoltare la musica di Richard Wagner (1894). Dopo essere stato anche a Venezia, Sibelius tornò in Finlandia ed impegnò il suo "Estro" nel Teatro, per il quale scrisse l'Opera Jungfrun i törnet (La fanciulla nella torre, Helsinki, 7 nov. 1896). Più tardi si accinse alla composizione di musica patriottica che, nel 1897, gli fruttò un vitalizio governativo, grazie al quale poté dedicarsi alla realizzazione di lavori più impegnativi.

Di questo periodo sono la Cantata per le cerimonie universitarie (1897); le Musiche di Scena Kung Kristian II (Re Christian II, 1898); Sandels, Composizione per coro masch. e orch. (1898); la Prima Sinfonia in Mi min. (1899), e il celebre Poema sinf. Finlandia op. 26, scritto nel 1899 in occasione dei festeggiamenti per l'Indipendenza del Gran Ducato di Finlandia dalla Russia.

Composto di un unico movimento, suddiviso in diverse sezioni, il testo per il Tema melodico finale fu scritto dal poeta Veikko Antero Koskenniemi nel 1941; sessant'anni dopo, il Parlamento finlandese presentò una mozione, affinché il lavoro venisse adottato come Inno Nazionale.

Dopo lo sfortunato tentativo di ottenere un incarico di Insegnante di musicologia, Sibelius decise di dedicarsi esclusivamente alla Composizione. Per sopperire alle ristrettezze economiche in cui versava, nel 1900, egli compì una serie di Concerti in varie città europee tra cui Parigi, durante l'Esposizione Universale. Questa tournée ebbe risvolti positivi per il compositore finlandese, in quanto contribuì notevolmente ad allargare la sua notorietà su scala europea; nel 1902 venne ultimata la Seconda Sinfonia, in re magg., composta quasi interamente in Italia (Rapallo), che, grazie all'interessamento di Busoni, Sibelius poté dirigere a Berlino, riscuotendo vivi apprezzamenti.

Dopo il successo ottenuto, tra il 1903 e il 1905, per il compositore finlandese si aprì un proficuo periodo creativo, iniziato con Kuolema (la Morte), Musiche di scena (per orch. d'archi, gran cassa e campane), comprendente la celebre Valse triste, che lo pose all'attenzione della critica internazionale. Ad essa seguirono l'altrettanto famoso Concerto in re min. per violino, l'abbozzo della Terza Sinfonia, ultimata nel 1907, e la Suite da Concerto Pélleas et Mélisande del 1905. Nello stesso anno, Sibelius venne invitato a dirigere una serie di concerti in Inghilterra, paese che, in seguito, dimostrò di accogliere con favore la musica sibeliana. A Londra, strinse amicizia con i più noti esponenti del mondo musicale britannico, soprattutto con l'eminente studiosa di musica slava Rosa Newmark, che divenne una sua appassionata sostenitrice e consigliere artistico.

Fin dal 1904, Sibelius aveva acquistato una casa a Järvenpää, nei sobborghi di Helsinki, dove trascorse il resto della vita. Qui, nel silenzio agreste, questo compositore nordico trovò la giusta concentrazione per comporre, oltre ai lavori già citati, Belsazars gästabud (Il festino di Belshazar), 8 “Pezzi”, dai quali fu ricavata una “Suite da concerto”. Nel 1907 avvenne l'incontro tra Sibelius e Mahler, di passaggio a Helsinki. L'Evento non ebbe rilevanza artistica, data l'incolmabile divergenza tra i due maestri sul modo di concepire la forma sinfonica. Più dialettico fu, invece, l'approccio con Debussy (Londra, 1909): quest'ultimo ebbe parole di lode per i lavori di Sibelius, il quale ricambiò la stima, definendo la musica del compositore francese: “Una parola detta al momento giusto”. Nel 1907, una forma tumorale colpì alla gola il maestro che, tuttavia, non rinunciò all'attività compositiva; di questo periodo sono, infatti, il completamento della Terza Sinfonia in Do magg., e i 14PezziSvanevit (Bianca-come-cigno), dai quali fu ricavata una “Suite” da Concerto.

Ma il pensiero di una morte imminente rese Sibelius ancor più cupo e solitario, e ciò si rifletté nel tempo, anche quando, ristabilitosi, poté recarsi negli Stati Uniti, in qualità di direttore d'orchestra ed esegeta al Conservatorio di Boston. Sempre nel Continente americano, Sibelius ricevette l'invito, da parte del mecenate Carl Stoekel e del musicista William Parker, di scrivere un nuovo Poema sinfonico e di dirigerlo al Festival di Norfolk (Connecticut). Realizzato in appena tre mesi, questo lavoro, dal titolo Le Oceanidi, ebbe un immediato successo, che gli valse una Laurea “honoris" Causa, rilasciata dalla Yale University di New Haven e la programmazione di un'ampia tournée concertistica (1914). Di fatto, tuttavia, questo lungo giro di concerti non avvenne, a causa dello scoppio della Prima Guerra mondiale. Costretto a tornare in Patria, Sibelius si ritrovò forzatamente isolato anche in d'Europa, da quei "contatti artistici" di vitale importanza per lui.

Durante il Primo Conflitto Mondiale, il compositore finlandese si dedicò, soprattutto, alla stesura della sua Quinta Sinfonia in Mi bem. magg., che presentò in occasione del suo cinquantesimo compleanno. Non soddisfatto della realizzazione, egli la rimaneggiò parecchie volte fino a conferirgli la sua forma definitiva nel 1919, anno in cui Sibelius partecipò, con questo lavoro, al Festival di Musica Nordica di Copenaghen.

Nel 1921 il maestro compì il suo ultimo viaggio in Inghilterra e, due anni dopo, si recò a Roma per dirigere alcune composizioni di repertorio, accolte con favore al T. Augusteo. Tuttavia, oramai prossimo ai sessant'anni, a Sibelius parve essere giunta la fine della sua vena creativa. Era convinto che quest'ultima fosse anacronistica rispetto alle produzioni delle avanguardie europee, nonostante avesse realizzato pregevoli lavori, come la Sesta e la Settima Sinfonia, le musiche di scena per La Tempesta di W. Shakespeare, per soli, coro misto, armonium e orch. (1925), e il Poema sinf. Tapiola, che volle dedicare all'Orch. di New York (1926).

Quando era oramai considerato il maggiore esponente della musica finlandese, Sibelius interruppe improvvisamente l'attività compositiva agli inizi degli anni Trenta; invano i suoi estimatori attesero la realizzazione di un'Ottava Sinfonia, che egli sicuramente abbozzò.

Nel trentennio che gli rimase da vivere, il maestro smise di comporre definitivamente, anche quando, nel 1935, l'Istituto Musicale di Helsinki divenne la “Sibelius Akatemia” e, negli anni successivi, gli furono dedicate vie, piazze ed istituzioni in diverse Città del suo Paese. Uscì così di scena il Patriarca della musica finnica, che la morte colse a Järvenpää il 20 settembre 1957, a causa di un'Emorragia celebrale.

Dopo le imponenti Onoranze funebri, la Salma venne tumulata provvisoriamente nel Cimitero di Helsinki; in seguito fu trasferita a Järvenpää accanto a quella della moglie, nel giardino della loro casa, trasformata, nel 1972, in un Museo dedicato al grande Compositore.

Anche se i primi cimenti compositivi di Sibelius avvennero nel genere cameristico, la sua più importante produzione musicale riguardò il genere orchestrale: 7 Sinfonie, 11 Poemi sinfonici, 8 “Suite”, 6 Musiche di scena, 3 Ouvertures, il celebre Valse triste op. 24, un intermezzo e una marcia funebre. lavori che questo compositore dell'estremo Nord-Europeo perseguì nel segno della grande tradizione Tardo-romantica, la quale, partita dall'esempio di Beethoven, aveva cercato, non senza difficoltà, nuove vie di sviluppo. Significativo, in tal senso, è l'approccio tardivo di Sibelius alla forma sinfonica; come era già accaduto a Brahms, egli avvertì un'enorme responsabilità quando affrontò l'impresa. La sua Coscienza artistica, memore delle realizzazioni beethoveniane, glielo permise solamente a trentatré anni.

Sibelius fu maggiormente sedotto dai Poemi sinfonici, in gran parte ispirati alle antiche vicende e ai canti popolari del “Kalevala”, il poema epico, scritto da Elias Lönnrot verso la Metà dell'Ottocento, che racchiude l'intero Patrimonio di Saghe e Leggende di questo Paese: Kaleva è, infatti, il nome del progenitore della Stirpe finnica.

Pur essendo un abilissimo strumentatore, Sibelius non giunse mai ad eccessivi virtuosismi orchestrali, ad imponenti masse sonore o ad accorgimenti tecnici, spesso utilizzati con l'unico scopo di "stupire" da parte di smaliziati colleghi, come Mahler, Strauss, e lo stesso Wagner. Sibelius mantenne sempre un deliberato autocontrollo, derivante da un innato Senso poetico, che prevalse in ogni ambito della sua vasta produzione, soprattutto quando si cimentò nelle musiche di Scena e nelle composizioni per violino e orchestra.

La produzione di questo compositore è davvero imponente e spazia in tutti i generi. Solo il Teatro gli restò alieno: una sola opera, in un atto, tra l'altro inedita.

Oltre alle opere già citate per vl. e orch. Sibelius scrisse 2 Serenate, 6 Humoresques e due “Pezzi” anche adatti al violoncello. Tra le Comp. sinf. sono da annoverare le 4 Leggende che compongono la Lemminkäinen Suite, le Scènes historiques dai Tableaux vivent, e l'Andante festivo per orch. d'archi e timpani. Nella sua copiosa produzione cameristica si trovano, praticamente, tutte le Forme: Quartetti, Trii, Sonate, Preludi, Andanti, Allegri, Minuetti ecc. Per pf. occorre ricordare i 10 "Pezzi" Pensée Liriques, la Sonata in Fa magg. e la Marcia triste. Quanto alla musica vocale, la sua vastità non è da meno: 21 comp. per soli, coro, e orch., la cui la maggior parte in forma di cantata; 15 composiz. per coro e org. (o pf.); un Centinaio di comp. per Coro a Cappella (femm. masch. e misto), a cui si aggiungono altrettanti Lieder per canto e pf., raccolti in Antologie di numero variabile.