Maurice Ravel
Maurice Ravel (Cibure FR 7 Mar. 1875 - Parigi 28 Dic.1937)

Compositore, Pianista, Arrangiatore e Dir. d'Orch.
Raffinato orchestratore di brani pianistici e viceversa, Ravel fu un musicista dalla complessa personalità. Parve che tutta la sua arte convivesse con una esistenza ai limiti della dissolutezza, da autentico "Voyeur" nella Parigi della “Belle Epoque”. Questo, probabilmente, influì su una produzione sì limitata, ma di delicata ed evanescente bellezza, legata al movimento impressionista.


(Joseph M.)

Joseph Maurice Ravel nacque il 7 marzo 1875 a Ciboure, cittadina portuale francese del dipartimento dei Pirenei Atlantici, poco distante da Saint-Jean de Luz.

Suo padre Joseph, ingegnere ginevrino originario dell'Alta Savoia, nel 1874 aveva sposato, in Spagna, Marie Delouart di ascendenza basca. Poi la Coppia, nello stesso anno della nascita di Maurice, si trasferì a Parigi al n. 40 di rue de Martyres.

All'età di sette anni, Ravel iniziò privatamente lo studio del pf. con Henry Ghys e, a dodici, acquisì i primi rudimenti di armonia da Charles René, il quale, vista la spiccata attitudine del giovane allievo per la materia, consigliò ai coniugi Ravel di iscrivere il proprio figliolo al Conservatorio cittadino.

Nel 1889, dopo aver superato brillantemente gli esami preliminari, Maurice venne ammesso nella Classe di pf. di Eugène Jean Baptiste Anthiome. Poi, vinto il Primo premio di pf., nel 1891 partecipò ai Corsi di perfezionamento gestiti da Charles de Bériot. A completamento della sua formazione musicale, Ravel frequentò le lezioni di Armonia di Emile Pessard e, successivamente, fu allievo di André Gédalge, per il Contrappunto, e di Gabriel Fauré, per la Composizione.

Terminati gli studi, grazie a suo padre, Ravel conobbe Erik Satie, il quale lo introdusse nell'ambiente artistico-musicale parigino. Il debutto del giovane Maurice avvenne con le composizioni pianistiche Sérénade grotesque (1893) e Menuet antique (1895), seguite da 2 liriche, su testi di Paul Verlaine e di Stephane Mallarmé. L'incoraggiante esito riportato indusse il promettente musicista a scrivere altri lavori. Il 5 marzo 1898 vennero rappresentate pubblicamente Les Sites auriculaires per 2 pf. “Habanera” (trascr. anche per orch.) e “Entre cloches”. Eseguita a Parigi dall'amico Ricardo Viñes e da Marthe Dron, questa “Suite” fu accolta sfavorevolmente da pubblico e critica; tuttavia, per nulla scoraggiato, Ravel si dedicò alla composizione di una Cantata, (Myrrha), con la quale, nel 1901, si aggiudicò il Secondo posto al “Prix de Rome”. Al prestigioso Concorso, il compositore francese si ripresentò nei due anni successivi, rispettivamente con le Cantate Alcyone e Alyssa.

Ritentò l'esperienza nel 1905, ma senza ottenere alcun risultato. In quel periodo Ravel iniziò a frequentare lo studio del pittore Paul Sordes, punto d'incontro di letterati, pittori, musicisti, autodenominati “Les Apaches". Questi appuntamenti artistici settimanali, che durarono fino al 1909, così come l'amicizia per lo stravagante Satie, incisero parecchio sulla scarsa benevolenza della critica ufficiale nei confronti di Ravel.

Dopo le immeritate accoglienze negative riportate dall'esecuzione delle sue 5 Histoires naturelles, per voce e pf. (Parigi, Salle Érard 12 giu. 1907), egli preferì lasciare temporaneamente Parigi. Ritiratosi a Valvins, nei pressi di Fontainebleau, per il compositore francese si aprì un Periodo particolarmente fecondo. Agli inizi del 1908 scrisse, di getto, la celebre Rhapsodie espagnole, in origine scritta per pf. a 4 mani, successivamente arrangiata per orchestra; in questa versione venne eseguita al T. du Châtelet sotto la direzione di Édouard Colonne (Parigi, 5 mar. 1908). Nello stesso anno Ravel scrisse il Trittico poemico per pf. Gaspard de la nuit e la Suite per pf. a 4 mani Ma mère l'oye, successivamente orchestrata per l'omonimo Balletto, al quale fu aggiunto un Preludio (Parigi, T. des Arts 28 genn. 1912).

Nel 1910, Ravel fondò la “Société Musicale Indépendante” insieme ad un gruppo di musicisti (tra i quali A.Roussel e G.Fauré) con lo scopo di diffondere la musica contemporanea, in contrapposizione alla gloriosa “Société Nationale de Musique”, che difendeva strenuamente la tradizione musicale ottocentesca. Nel 1913, su invito dell'impresario e coreografo Sergej Diaghilev, Ravel si recò a Clarens, villaggio nel dipartimento degli Alti Pirenei, dove risiedeva Stravinskij, con il quale il compositore francese si impegnò in una minuziosa revisione dell'Opera “Chovanščina” di Musorgskij. Attraverso Stravinskij, Ravel venne a conoscenza delle Opere di Schoenberg, in modo particolare del “Pierrot lunaire”, dalla cui suggestione scaturirono i Trois Poèmes de Stephane Mallarmé, il suo poeta preferito; la prima esecuzione di questi lavori avvenne a Parigi (14 genn. 1914), per conto della Société Musicale Indépendante.

Nella primavera del 1916, Ravel fu inviato al Fronte come conduttore di autocarri. Dopo un anno, a causa di un intervento chirurgico, venne congedato. Tuttavia, gli orrori della guerra avevano toccato nel profondo la sensibilità del musicista; tornato alla vita civile, egli si recò in Normandia, a Lyons-la Forêt, ospite nella casa di campagna di M.me Fernand Dreyfus. Fu lì che Ravel riprese a lavorare alla Suite per pf. Le tombeau de Couperin, iniziata prima della chiamata alle armi, poi dedicata ai compagni caduti durante il conflitto.

Dopo due anni inoperosi, a causa di una forte depressione psicologica, Ravel riprese l'attività musicale con La valse, composizione per pf. solo, ded. a Johann Strauss snr., (ott. 1920), arrangiata per orchestra (dic.1920), e, successivamente, trasformata in poema coreografico, rappresentato all'Opéra di Parigi il 23 maggio 1929. Questo lavoro fu anche eseguito a Vienna, per pf. a 4 mani, da un duo formato dallo stesso autore e da Alfredo Casella, un altro significativo esponente musicale di quell'epoca.

Nel 1920, Ravel si trasferì a Montfort-l'Amaury, cittadina distante una cinquantina di km. da Parigi, probabilmente con l'intenzione di lasciare definitivamente la Capitale in quanto oggetto di uno scandalo scoppiato perchè, dopo aver accettato malvolentieri la Medaglia della Legion d'Onore, si era rifiutato di pagare i diritti di cancelleria. Nonostante avesse acquistato una casa, Ravel rinunciò alla pace agreste di quei luoghi sia per dedicarsi al concertismo, sia per farsi conoscere, presenziando alle esecuzioni delle proprie opere, che si stavano affermando a livello internazionale.

Con questi propositi, egli viaggiò molto: oltre a varie tournées in Scandinavia (1918), negli Stati Uniti (dove si entusiasmò per il jazz e conobbe George Gershwin) e in Canadà (1921), nel 1922 soggiornò a Londra, ad Amsterdam e a Venezia. Poi, l'anno successivo, fu di nuovo nella Capitale inglese. Rientrato in Patria, per il maestro francese seguì un periodo di relativa tranquillità, che gli permise di comporre nuovi lavori, come la Rapsodia concertata Tzigane (1924), la Fantasia lirica in due parti L'enfant et les sortileges, rappresentata all'Opéra di Montecarlo (21 mar. 1925) e, soprattutto, il celeberrimo Bolero, scritto su richiesta della famosa ballerina Ida Rubinstein (1928). Fu proprio grazie alla generosità di quest'ultima che, nel 1935, Ravel potè intraprendere, con l'amico scultore Léon Leyritz, un lungo viaggio in Marocco e in Spagna per curarsi da una grave malattia celebrale (Afasia di Wernicke), manifestatasi fin dal 1933 e che, progressivamente, gli impedirà ogni possibilità compositiva.

Pur restando lucido di mente, l'aggravarsi delle condizioni di salute del compositore impose un suo immediato rientro a Parigi, dove fu sottoposto ad un delicato intervento chirurgico al cervello, eseguito dal famoso neurologo Vincent Clovis (19 dic. 1937). In un primo momento Ravel parve riprendersi, ma si trattò di un'effimera speranza. Il decesso dell'illustre Maestro avvenne il 28 dicembre 1937. Oggi le Spoglie sono inumate a Parigi, nel cimitero di Levallois, accanto alle Tombe dei suoi genitori.

Tracciare il profilo artistico di Maurice Ravel è sempre un compito arduo per chi cerca di inquadrare, razionalmente, la complessa personalità di questo compositore. Per conseguire tale scopo bisogna considerare le sue radici culturali, studiare i suoi tratti psicologici, tenere conto del periodo storico-culturale in cui si è formata la sua sensibilità e, soprattutto, occorre individuare quali compositori abbiano realmente influito su di lui. Queste esigenze valgono per l'indagine su qualsiasi altro musicista, ma Ravel costituisce un caso pressochè unico, non solo in ragione del particolare momento in cui visse, nella Parigi della “Belle Epoque”, ma per via del suo carattere indecifrabile, ricco di contraddizioni, sia in arte che nella vita privata. Elegante, raffinato, Ravel aderì, per natura, al Decadentismo, ebbe molte relazioni amorose con donne del Bel mondo. Tuttavia, da scapolo impenitente qual era, fu anche un assiduo frequentatore di case di piacere.

Amava leggere “Le Meditazioni” di A. de Lamartine, i Romanzi “feuilleton” di A. Dumas e, nel contempo, adorava la poetica di Mallarmé, la letteratura simbolista di Baudelaire e le Idee decadentiste di Joris Karl Huysmans, il cui “romanzo dell'artificio e dell'artificiale” svolse un ruolo decisivo per le scelte artistiche del maestro francese.

Sul piano musicale, queste ambiguità caratteriali apparvero ancora più accentuate e si distinsero in tutte le fasi creative di Ravel; neppure quel marcato “spagnolismo”, presente in gran parte dei suoi lavori, derivò da un effettivo amore per la musica iberica.

Riguardo alla sua formazione artistica, non è stata ancora pienamente quantificata l'effettiva Influenza esercitata da Debussy e da alcuni maestri russi, anche se, nelle composizioni giovanili raveliane, pur decisamente personali, riecheggia lo stile impressionista del “Pelléas et Melisande” debussiano. Ravel, tuttavia, seppe imporre assai precocemente la sua individuabilità artistica, così diversa dagli altri compositori a lui contemporanei, ai quali, a volte, egli si contrappose.

Considerato uno dei più grandi orchestratori moderni, Ravel si tenne lontano dalle atmosfere evanescenti, tipiche dell'Impressionismo. Il carattere prevalente della sua musica si fonda, piuttosto, sulla "chiarezza strutturale" della forma e l'Invenzione melodica rimane spesso ancorata ai Principi Tonali e Modali del passato: queste prerogative risultano assai evidenti anche nel modo di armonizzare. Discorso analogo vale per la scrittura pianistica raveliana. Essa, infatti, pur attenendosi strettamente ai Modelli classico-romantici, prosegue verso Forme più complesse, sulla la strada indicata da Chopin e da Liszt, recando in sè profonde innovazioni nel linguaggio, senza, tuttavia, rinunciare allo stile virtuosistico baroccheggiante di D. Scarlatti e al naturalismo dei clavicembalisti settecenteschi francesi.

La produzione artistica di Ravel non è corposa. Tuttavia l'esigua dimensione non deve stupire in quanto egli ricorse alla consueta abitudine di trascrivere molti "lavori pianistici" in veste orchestrale e viceversa. A tal proposito, esempi famosi furono l'orchestrazione della Suite pianistica “Quadri di un'esposizione” di Musorgskij, la cui Prima esec. avvenne all'Opéra di Parigi (19 ott. 1922), e la trascr. per pf. a 4 mani della “Rhapsodie espagnole”, concepita inizialmente in Versione per Orchestra.

Per quanto riguarda il Balletto, ai già citati lavori occorre aggiungere la Sinfonia coreografica Daphnis et Chloé (Parigi, T. du Châtelet 8 giu. 1912) e la versione coreografica delle “Valses nobles et sentimentales” Adélaïde ou Le langage des fleurs (Paris, T. du Châtelet 22 apr. 1912).

Al Teatro d'opera, Ravel dedicò 2 opere: L'heure espagnole, commedia in un atto (su libr. di Franc-Nohain), che ottenne un mediocre successo (Parigi, Opéra-Comique 19 magg. 1911); e la già citata Fantasia in due parti “L'enfant et les sortileges”, di cui solamente negli anni '30, a Londra, a NewYork e a Bruxelles, venne riconosciuto l’effettivo valore.

Per orchestra, oltre alle già menzionate Composizioni, si ricordano Pavane pour une infante défunte, (trascriz. dell'omonima comp. per pf.), che debuttò la notte di Natale del 1911, Fanfare, inserita nel balletto “L'éventail de Jeannne”; in Alborada del gracioso, trascriz. del n. 4 dei Miroirs per pf.; infine Une barque sur l'océan, trascriz. del n. 3 dei Miroirs per pf.

Le Composizioni per strum. solista e orch. consistono nella Rapsodia concertata Tzigane per Vl.; nel Concerto in re magg. per la mano sinistra, ded. all'amico Paul Wittgenstein, rimasto mutilato durante la Prima Guerra Mondiale (5 genn. 1932), e nel Concerto in sol magg. per pf., ded. alla celebre pianista, una delle rare conduttrici d'Orchestra, Marguerite Long (14 genn. 1932).

Il Pianoforte è lo strumento con il quale Ravel espresse gran parte della sua creatività. Tuttavia citarne le composizioni, porterebbe alla ripetizione dei titoli presenti nell'elenco dei lavori trascritti per orchestra, e di quelli già sopracitati. Fanno eccezione il Minuetto sur le nome de Haydn (11 mar. 1911); i 2 “Pezzi” A la maniere de Borodin e Chabrier (10 dic. 1913); Frontespice per 2 pf. a 5 mani e il Preludio ded. a Mlle Jeanne Leleu (1913).

Per le composizioni cameristiche, Ravel si attenne strettamente ai modelli tradizionali Classico-romantici e, nonostante siano soltanto otto, ricoprono l'intero arco della vita del compositore. Qui, si ritrova la Rapsodie de Concert “Tzigane” per Vl. e Pf.,orchestrata nel luglio 1924; seguono il "Primo Movimento" della Sonata per vl. e pf., quella per vl. e vlc., il Quartetto in fa magg. per archi, il Trio in la magg. per vl., vlc e pf. e la Beceuse sul nome di Gabriel Fauré, per vl. e pf.

Riguardo alla Musica vocale, tra le numerose composizioni per voce e pf., vanno annoverate le 5 Melodie popolari greche, 7 Canti popolari, Reves (sogni), Chanson du rouet, e la lirica Don Quichotte à Dulcinée, della quale esiste una versione per voce baritono e orchestra. La musica corale comprende, oltre ai lavori già citati, Matinée de Provence, per piccolo coro e orch., i tre poemi Schérazade, su testi di Tristan Klingsor; le cantate La nuit, Tout est lumiere e Les Bayadères, tutte per voce soprano e orch., e Manteau de fleurs, per v. e orch., trascr. dall'omonimo Brano per v. e pf.

Tra le maggiori trascrizioni raveliane di Opere provenienti da altri autori, oltre ai “Quadri di un' Esposizione” di Musorgskij, esistono i “Nocturnes (per 2 Pf.), il “Prélude à l'après-midi d'un faune (per pf. a 4 mani) e l'orchestraz. della “Sarabande et Danse di Debussy, la riduz. pianistica dell'Opera “Margot la Rouge” di Frederic Delius, l'orchestraz. di “Carnaval” di Schumann e il “Menuet pompeux” di Emmanuel Chabrier, orchestrato per il “Ballet Russe”, rappr. a Londra al T. Alhambra (18 lug. 1919).