Compositore, Pianista, Organista, Dir. d'Orch e Cattedratico.
Artista abbastanza controverso. Reger, infatti, pur amando profondamente gli autori classici, romantici e tardo-romantici, egli pose le basi alla nascita della musica moderna con particolare attenzione verso l'operato della II Scuola di Vienna (Schoenberg e discepoli). Raffinato trascrittore di opere altrui, rivisitò parecchia musica di genere sacro-vocale.
(Johann Baptist Joseph Maximilian)
Figlio di due musicisti, Maximilian Reger nacque il 19 marzo 1873 a Brand, villaggio dell'Alta Baviera, situato nel distretto dell' Oberpfalz, a qualche decina di km. da Bayreuth e dal confine con la Rep. Ceca.
I primi rudimenti musicali gli furono impartiti dalla madre Philomena Katharina Reichenberger, buona pianista, e da suo padre Joseph, Insegnante di violino e violoncello alla Praparandenschule della vicina Weiden, nonchè organista della Parrocchia di Brand.
Per “Max”, gli anni dell'infanzia non dovettero essere particolarmente felici. Joseph Reger, a detta di chi lo conosceva, era un uomo integerrimo, sia in famiglia, che nella Fede cattolica osservata con assoluto rigore.
Dopo cinque anni di rigide imposizioni, continui ammonimenti ed estenuanti esercizi pianistici che rischiavano di soffocare l'Innato talento musicale del giovane, nel 1884 Max venne affidato agli insegnamenti dell’organista Adalbert Lindner. Quest'ultimo non si limitò alla mera pratica strumentale; egli trasmise al ragazzo la Tecnica del Contrappunto, attraverso l'analisi delle “Invenzioni” a due e a tre Voci di J.S. Bach; lo educò al pianismo classico e romantico sull'esempio di Mozart, di Beethoven, di Schumann e di Chopin; poi, affinchè ampliasse la sua cultura musicale, presentò il prediletto allievo a Hugo Riemann (1890).
Per studiare con il grande musicologo, saggista e teorico tedesco, Reger avrebbe dovuto trasferirsi in Turingia, precisamente a Sondershausen, dove l'illustre Docente insegnava. Una prospettiva alla quale Joseph Reger si oppose energicamente, non tanto per la giovane età del figlio ma, soprattutto, perchè considerava il Fatto un vero e proprio tradimento nei confronti della famiglia e del piccolo ambiente culturale in cui egli viveva. Tuttavia Max non ebbe esitazioni: ruppe i rapporti con il genitore e raggiunse Riemann che, nel frattempo, si era trasferito a Wiesbaden (1891), secondo Centro del Land Assia dopo Francoforte sul Meno.
Con il nuovo Maestro, Max Reger approfondì lo studio delle più importanti opere bachiane, si diplomò in pf. e Composizione e, quando Riemann fu nominato “Conferenziere” all'Università di Lipsia (1895), prese il suo posto al Conservatorio Fuchs di Wiesbaden, incarico che mantenne fino al 1898. In questa città Reger conobbe Ferruccio Busoni, che gli dedicò la prima versione dei suoi Klavierstücke op. 33\b, e strinse amicizia con Karl Straube, uno dei più grandi organisti ed interpreti di Musica liturgica del Primo Novecento, divenuto in seguito il principale divulgatore delle opere organistiche regeriane.
A Wiesbaden, Reger non fu attivo soltanto come Insegnante. La sua Vena artistica si manifestò nei vari brani per Organo, tra cui i 3 Stücke op. 7 (1892), la Suite in mi min. op. 16 (1894-95), e nei lavori pianistici, come i 7 Valzer op. 11 (1893) e le 8 Improvvisationen op. 18 (1896). Dopo questo fruttuoso periodo, Reger tornò a Weiden dove, riconciliatosi con il padre, trascorse tre anni fino al 1901, quando si recò a Monaco di Baviera, attratto dall'invito della Musikakademie locale di tenere Lezioni di Organo e di Composizione. Anche in questa occasione, Reger svolse una duplice attività: a quella di docente, egli affiancò la professione di pianista in “ensemble” cameristici, orientati alla musica progressista, una scelta che suscitò forti opposizioni da parte dell'Ala musicale conservatrice cittadina.
Nel 1902 Max conobbe Elsa von Bagenski e, dopo due mesi, la sposò. Il matrimonio non fu tra i più felici. Elsa, di tre anni maggiore, era già stata moglie del maggior generale Franz von Bercken, di conseguenza abituata ad un tenore di vita ben superiore a quella offerta da Reger. Quest'ultimo, logorato da una vita di coppia precaria e dai continui attacchi della critica tradizionalista, iniziò ad accusare i primi sintomi di un forte Stato depressivo, che influirà notevolmente sulla sua futura carriera artistica. Ad aggravare ulteriormente le cose, subentrò la morte del padre (28 sett.1905). Il duro colpo, per reazione, provocò in Reger il desiderio di rinnovare la propria esistenza. Dopo un breve lasso di tempo trascorso a capo della Corale fondata dal wagneriano Heinrich Porges, nel 1907 Reger lasciò Monaco e si trasferì a Lipsia, dove assunse la Direzione musicale dell'Università ed insegnò composizione al Conservatorio cittadino, un incarico che mantenne per tutta la vita.
Nel Capoluogo sassone, cuore pulsante della cultura e della Tradizione musicale tedesca, rifiorì il suo "Filone creativo". Tra i lavori composti da Reger in questo periodo, furono particolarmente apprezzati la Symphonie Prolog zu einer Tragödie op. 108 (1908); il Sestetto per archi in fa magg. op. 18 (1910); il Concerto per pf. in fa min. op. 114 (1910); l'Ouverture Eine lustspielouvertüre op.120 (1911); le suites Eine romantische Suite op.125 e la Ballettsuite op. 130 (1913). I riconoscimenti non mancarono: nel 1908 l'Università di Jena conferì a Reger la laurea “Honoris causa” in Filosofia e, nel 1910, ricevette il Dottorato onorario in Medicina dall'Università di Berlino. L'anno successivo, Reger si trasferì a Jena e il Duca Georg II di Sassonia-Meiningen gli offrì la conduzione della Meininger Hofkappelle, fino allora diretta da Richard Strauss e, prima ancora, da Hans von Bülow. Nel piccolo "Ducato", questi due illustri maestri avevano istituito un Oorganico strumentale-vocale di grande efficienza, che Reger potenziò ulteriormente. Con esso, interpretò memorabili esecuzioni di lavori propri, come l'imponente Cantata An die hoffnung op. 124 per V. contralto, coro misto e orch., su testo del poeta di fine Settecento Friedrich Holderlin, e la già menzionata “Eine romantische Suite”.
Con questa orchestra Reger intraprese numerose Tournées concertistiche in varie città tedesche, contribuendo anche alla diffusione di musiche altrui, soprattutto di Bruckner, di Wolf, di Brahms e di R. Strauss. Tuttavia, l'accostamento delle Opere regeriane con quelle della generazione musicale precedente non ebbe successo; al contrario, il compositore fu accusato di essere un passatista, un epigono di maestri più grandi di lui, che con grande manierismo egli sapeva imitare.
A tal proposito, un'accorata lettera inviata da Reger al dir. d'orch. Hans Treichler pone in luce la situazione: “ Il mio cammino di compositore nel nome di Bach, di Beethoven e di Brahms mi ha creato implacabili nemici fra tutti coloro che da tempo considerano Brahms del tutto superato [...] Mi accusano di essere fedele alla Tradizione della musica tedesca e di conoscerla con notevole perizia nelle pieghe più segrete, e di usare tale conoscenza per comporre una Musica difficile, altamente dotta, contrappuntistica [...] mi si accusa inoltre di essere un compositore artificioso e tecnicamente agguerrito...” (apr. 1911).
Nel 1914, le condizioni di salute di Reger iniziarono a peggiorare repentinamente, a causa di un tracollo psichico, probabilmente dovuto ai continui attacchi della critica e al carattere intemperante della moglie. I disturbi nervosi, dimostrati da tempo e i frequenti attacchi d'asma, di cui egli soffriva fin dall'infanzia, gli provocarono l'insorgenza di un grave scompenso cardiaco, che obbligò il compositore a rassegnare le dimissioni dall'Incarico assunto a Meiningen. Per curarsi, Reger si recò a Merano (primavera 1915); poi tornò a Lipsia in qualità di Insegnante, senza tralasciare, tuttavia, l'attività di compositore. Tra i lavori di questo periodo emergono le Variationen und Fughe über ein Thema von Mozart op. 132 (Variazioni e Fuga su un Tema di Mozart - 1914)) e il Requiem per voce contralto o baritono, coro e orch. op. 144\b, dedicato ai soldati tedeschi “Caduti di guerra”, su testo poetico di Friedrich Hebbel: quest'opera rappresenta l'ultima realizzazione corale di Max Reger interamente compiuta (1915).
Nel 1915 nacquero i migliori lavori cameristici del compositore, tra i quali la Serenata per fl. vl. e vla. in re magg. op. 141, e il Trio per archi in re min., seguiti dalle Comp. per Organo Fantasie und Fughe in re min. op. 135\b e i 7 Orgel-Stücke (7 "pezzi" organistici) del 1916. L'11 maggio di quell'anno, mentre stava preparando un Concerto benefico a favore degli Orfani di guerra lipsiesi, Reger fu colto da un improvviso malore. Accompagnato all'albergo Henteschel, fu trovato morto il giorno successivo.
Dopo il Funerale, svoltosi in forma privata (14 maggio), anche se a quei tempi era una pratica inusuale, la Salma fu cremata e le Ceneri consegnate alla vedova che le custodì nella sua casa di Jena fino al 1922. Successivamente l'Urna fu traslata nel Cimitero di Weimar, dove rimase per otto anni; dal 1930 in poi essa si trova al Ostfriedhof di Monaco di Baviera, tumulata in un monumento marmoreo bianco, sul cui monolito è scolpita una fila di canne d'organo.
Qualche mese dopo la morte del musicista, grazie all'interessamento del compositore e dir. d'Orch. Fritz Steinbach, venne inaugurata a Lipsia la “Max-Reger Gesellschaft” (Associazione Max Reger); nel 1918, la vedova fondò a Jena il “Reger- Arkiv”, che fu poi trasferito a Weimar e, quindi, a Meiningen (1922). Dopo la Seconda Guerra mondiale (1947), la Fondazione prese il nome di “Max-Reger Istitut” con Sede stabile a Bad Godesberg, uno dei quattro Distretti di Bonn.
Il percorso musicale e la vocazione artistica di Reger possono indurre a pensare che fosse un compositore anacronistico, con una possente e variegata produzione, ricca di Forme rivolte al passato, quali il preludio, la toccata e la fuga, tanto da meritarsi l'appellativo di “Secondo Bach” dal suo insegnante, l'autorevole teorico e musicologo Hugo Reimann. In realtà, Reger, pur rifacendosi a Forme del passato, in particolare Classiche e Barocche, arrivò a mettere in discussione i Principi fondamentali della Tonalità, attraverso un linguaggio straordinariamente moderno, che ancora oggi rappresenta una enigmatica anomalia della Storia musicale.
Artista dal carattere intrattabile con una forte propensione al bere, Reger conobbe pochissimi estimatori all'estero; soltanto in Germania divenne uno dei Compositori viventi più eseguiti: la sua fama fu onorata dall'allestimento di alcuni “Festivals Reger” in diverse città tedesche e da 2 lauree Honoris Causa (Jena e Berlino). La sua musica, certamente complessa e difficilmente inquadrabile in un preciso "Senso estetico" venne e, tuttora, viene liquidata dalla maggior parte della critica come “accademica e poco ispirata”. Un giudizio forse un po' troppo sbrigativo, ma sostenuto da un'effettiva aderenza stilistica di questo compositore ai modelli tardo-romantici (in particolar modo “wagneriani” e “brahmsiani”) e da una sua candida, quanto ingenua, affermazione: “ Se non fosse esistito Bach, neppure io sarei esistito”.
Tuttavia il collegamento Bach-Reger non trova una ragione sufficientemente plausibile, se non nell'utilizzo del Corale protestante, che rappresentò il punto di partenza della produzione organistica di questo musicista. Come compositore, egli diede il massimo contributo alla letteratura del proprio strumento, l'Organo, nell'osservanza delle tecniche contrappuntistiche canoniche (toccate, variazioni, preludi, fughe ecc.), ma in un periodo storico in cui queste Forme apparivano obsolete. Se gli esponenti del Primo Novecento musicale dimostrarono un notevole interesse per l'Opera organistica regeriana, fu perchè il compositore impiegò tutte le risorse foniche di questo strumento, riuscendo ad ottenere effetti sonori inediti, applicati a progressioni Armoniche paragonabili, per modernità, alle Arditezze compositive dei suoi contemporanei. L'influenza di Reger si estese, infatti, su Schoenberg, che lo definì un “Genio assoluto”, contaminò Alban Berg, elemento di spicco della Seconda Scuola di Vienna, e incise su Paul Hindemith, il quale più volte ammise che, senza l'esempio di Reger, non gli sarebbe stato possibile sviluppare il proprio stile compositivo.
Nei confronti della musica sinfonica e cameristica, Max Reger aderì con passione alla tradizione classica, romantica e tardo-romantica. La sua natura artistica, la sua maestria compositiva, filtrata da un'impareggiabile conoscenza del Contrappunto, lo indirizzarono alla pratica della “Variazione”, espressa nelle Composizioni orchestrali Variationen und fuge über ein Teme von Hiller (1907); Variationen und fuge über ein Teme von Mozart (1914); Variationen und fuge über ein Teme von Beethoven (1916). Su questo versante, Reger si dimostrò particolarmente attento alla lezione di Brahms, che applicò anche nell'imponente produzione cameristica, nella quale emergono 2 Sonate per cl. e pf. op. 49 (1900); il Sestetto per archi in fa magg. op. 118 (1910); il Quintetto con cl. in 1a magg. op.146 (1915-16), la celebre antologia dei 6 Quartetti del 1911 e una ventina di Sonate dedicate agli strumenti ad arco, soprattutto al violino, per il quale esistono anche 14 ciaccone.
In questa estesa produzione strumentale, la Musica per Organo è sicuramente quella predominante: oltre 200 Composizioni: 111 canoni, una cinquantina tra Fantasie, Preludi e Fughe su Corali, tra cui la Phantasie und Fuge über B-A-C-H op. 46 (1900). Anche il pf. non fu trascurato: Reger gli dedicò circa 90 "Pezzi" Caratteristici nelle Forme di Variazioni, Capricci, Sonate, Fantasie, Danze e vari Studi, tra i quali i 5 Spezialstudien nach Chopin (1899); la Variationen und fuge über ein Thema von J. S. Bach , tratta dalla Cantata n. 128 op. 81 (1904); la Variationen und fuge über ein Thema von G. Ph. Telemann. op. 134 (1914), e per due pf. la Variationen und fuge über ein Thema von Beethoven op. 86 (1904), come già accennato, elaborata anche per orchestra (1916).
Buona parte della Musica vocale di Reger è dedicata al genere sacro. Ne sono esempio 12 Marienlieder (Lieder dedicati alla Madonna), 12 Tantum ergo, 8 Cori spirituali a 4 e a 8 voci op. 138 (1912) ed altre composizioni, alle quali seguono più di 250 Lieder profani, con accomp. del pf. e con testi di vari poeti e drammaturghi, come Christian Morgesnstern, Stefan Zweig, Robert Hammerling, Chr. Friedrich Hebbel ed altri ancora.
Max Reger fu anche un prolifico ed abile trascrittore. 12 suoi Lieder furono arrangiati per strum. solista e orch. e 14 Corali organistici vennero adattati per coro. A queste Trascrizioni seguirono le riduzioni per pf. di movimenti lenti, tratti dalle 4 Sinfonie di J. Brahms; quelle per pf. a 4 mani dei 6 Concerti brandeburghesi di J.S. Bach; infine alcuni frammenti di opere wagneriane, trascritte per pf. Riguardo agli Scritti lasciati da questo compositore, una particolare menzione va fatta per il Saggio Beiträge zur Modulationlehre ( Contributo all'apprendimento della modulazione), pubblicato. a Lipsia nel 1903.