Tommaso Traetta
Tommaso Traetta o Trajetta (Bitonto ITA. 30 Mar. 1727 - Venezia 6 Apr. 1779)

Compositore, Clavicembalista, Maestro di Canto e Dir. di Coro.
Autore di quasi 50 Opere teatrali, prevalentemente di carattere “Serio”, Traetta, compositore di area napoletana, seppe guadagnarsi la fama internazionale grazie ai consensi di pubblico e critica ottenuti grazie ad una copiosa vena creativa in entrambi generi Sacro e Profano.


(Michele, Francesco, Saverio Trajetta)

Nato a Bitonto (Bari) il 30 marzo 1727, il giovane Tommaso entrò, all’età di undici anni, al Conservatorio di S. Maria di Loreto a Napoli, dove intraprese gli studi musicali sotto la guida di Nicolò Porpora, Leonardo Leo e Francesco Durante.

Dopo un promettente inizio come Insegnante di Musica, nel 1751 Traetta esordì, in qualità di compositore, al Teatro San Carlo di Napoli con l’Opera seria “Farnace” e in seguito, sempre per i palcoscenici napoletani, continuò questa attività, scrivendo musiche di scena, arie e varie parti di melodrammi. I buoni successi ottenuti estesero la notorietà di Traetta a Roma. Per il Teatro delle Dame di questa città il trentenne maestro compose il Dramma “Ezio” (1757) e, nello stesso anno, fu rappresentato a Reggio Emilia un altro suo Lavoro tragico: “La Nitteti.

Musicista oramai famoso, l’anno seguente venne assunto da Filippo di Borbone, Duca di Parma, come Maestro di Cappella e di Canto, incarico che ricoprì fino al 1765, senza però mai abbandonare l’attività di Operista. Dopo aver scritto alcuni lavori minori per i teatri di Venezia, Mantova e Verona, Traetta si recò a Vienna per curare l’allestimento di una sua nuova Opera Armida, rappresentata al Burgtheater nel gennaio 1761. Incoraggiato dai consensi ottenuti ed agevolato dal Conte Giacomo Durazzo, che lo introdusse negli ambienti aristocratici viennesi, Traetta si presentò nella Capitale austriaca, due anni e mezzo dopo, con un Dramma in 3 atti di carattere tragico- mitologico Ifigenia in Tauride, opera che riscontrò un enorme successo (ottobre 1763).

Congedatosi dal suo mecenate Filippo di Borbone (1765), Traetta assunse per qualche tempo la direzione del Conservatorio dell’Ospedaletto di Venezia, fino al momento in cui, nel 1769, su invito della Zarina Caterina II, si recò a Pietroburgo, in qualità di Maestro di Corte, succedendo a B. Galuppi. Lasciata la Russia nel 1775, Traetta si trasferì a Londra, città nella quale fece rappresentare un paio di suoi Lavori operistici, senza suscitare particolari entusiasmi, tant’è vero che, l’anno seguente, l’ormai sessantenne compositore si stabilì con la moglie e il figlioletto a Venezia. Per circa due anni, pur afflitto da una grave malattia polmonare, il Maestro riuscì ancora a comporre; poi, il suo cagionevole stato di salute lo stroncò definitivamente (Venezia, 6 aprile 1779).

Come è accaduto a molti compositori del suo tempo, Tommaso Traetta scrisse le Opere più rappresentative lontano dai luoghi dove avvenne la sua preparazione musicale.

La cospicua produzione teatrale di questo maestro consiste in una cinquantina di Opere, prevalentemente di carattere serio, nelle quali appare evidente una precisa volontà di aderire all’azione riformatrice intrapresa da C. W. Gluck qualche anno prima. Dei suoi drammi in musica, oltre quelli già citati, sono da ricordare: Didone Abbandonata, Sofonisba e Antigone. Nel genere comico, Traetta raggiunse i migliori risultati quando dimorò a Venezia, soprattutto con la messa in scena del Dramma giocoso “Le serve rivali”, su libretto del grande Carlo Goldoni. Nonostante egli fosse un compositore legato indissolubilmente al genere teatrale, Traetta compose anche un Oratorio, una Messa, una Passione secondo S. Giovanni ed un mirabile Stabat Mater, composizioni, queste ultime, scritte con un inaspettato fervore religioso.