Tommaso Traetta compose due versioni del Stabat Mater, entrambe considerate capolavori della musica sacra del XVIII secolo. La prima versione, composta a Vienna nel 1755, è per soli, coro e orchestra.
La seconda versione, composta a Napoli nel 1767, è per soli, coro a quattro voci e orchestra.

La versione del 1767 è la più nota e apprezzata delle due. È caratterizzata da una grande ricchezza espressiva e da un uso magistrale del contrappunto. Traetta utilizza una varietà di tecniche musicali per esprimere le diverse emozioni del testo, tra cui cromatismi, dissonanze e cambiamenti di tempo.

Punti salienti della Stabat Mater del 1767:

  • "Cuius animam gemendo": questo duetto per soprano e tenore è uno dei brani più famosi della composizione. Esprime il dolore profondo della Vergine Maria per la morte del figlio Gesù.
  • "Eja, mater, fons lacrymarum": questo coro è un'invocazione alla Vergine Maria, implorandola di concedere la grazia del pianto e del pentimento.
  • "Sancta mater, istodie": questo duetto per soprano e alto è un'altra preghiera alla Vergine Maria, questa volta chiedendole di intercedere per le anime dei peccatori.
  • "Tantum ergo sacramentum": questo coro conclude la composizione con un'invocazione al Santissimo Sacramento.

La Stabat Mater del 1767 di Traetta è stata eseguita e registrata da molti artisti famosi. Alcune delle registrazioni più note includono quelle di Maria Callas, Cecilia Bartoli e Renée Fleming.