sassofono
(Sassofono, fr.ingl.saxophone; ted.Saxophon)

Origini e diffusione

Il Saxofono o “Sassofono”, prende il nome da Antoine-Joseph Sax, detto “Adolf ”, un cittadino belga che, dopo un periodo di attività come musicista, lavorò a Bruxelles nella fabbrica di strumenti del padre e, nel 1840, ideò questo strumento con il preciso scopo di farlo adottare dalle bande militari come valido collegamento tra i legni di registro basso (corno inglese, fagotto) e gli ottoni.

In un primo tempo, altri costruttori di strumenti tentarono di rivendicarne la paternità.

Il Tenoroon nato nel 1820, per opera dell’inglese Harry Lazarus, provvisto di un bocchino simile a quello del clarinetto e di un corpo a canna conica,si colloca in questo contesto.

Anche un fagotto alto (di nome “cadelonica”), costruito in Scozia verso il 1830, venne indicato come un possibile antenato del saxofono. Tutto ciò è comunque assai improbabile, poiché “Adolf “ Sax, quando mise a punto il suo progetto, difficilmente poteva essere a conoscenza di questi strumenti, per altro mai divulgati.

Dopo averlo sperimentato lui stesso, Sax nel 1842 si stabilì a Parigi, dove il Saxofono da lui presentato, incontrò subito ampi consensi negli ambienti musicali; al punto che il compositore Hector Berlioz , nel suo celebre trattato “Grand Traité d’Instrumentation”, ne espresse un entusiastico giudizio.

Nonostante questi inizi lusinghieri, durante la seconda metà del 1800 l’utilizzo del Saxofono in orchestra sinfonica e operistica fu alquanto limitato. Il suo impiego, la sua fortunata diffusione, si devono piuttosto alle bande militari francesi poiché, già dal 1860, alcune di esse adottarono, nei propri organici, un’intera famiglia di questo strumento composta da: sopranino, soprano, contralto, tenore, baritono, basso e contrabbasso.

Ben presto i complessi bandistici di paesi europei, come Olanda, Belgio e Inghilterra, seguirono l’esempio della Francia; mentre la Germania e l’Italia per molteplici ragioni ne restarono escluse, ed impiegarono il sassofono dopo la Prima Guerra Mondiale.

Alla fine del conflitto - al quale parteciparono anche gli Stati Uniti - il Saxofono diventò per le bande militari americane oggetto di grande interesse, e nel “jazz”, il genere musicale emergente di questo paese, ci fu un immediato e favorevole riscontro circa le possibilità sonore ed espressive che da esso si potevano ottenere. Da allora in poi il saxofono, sia come strumento solista, che all’interno dell’orchestra, svolge un ruolo di primissimo piano nella musica afro-americana e nel Rock.

Nel corso dello stesso secolo (il 1900), anche la musica colta si rese conto delle risorse di questo strumento; da Strawinski a Schönberg, dalla “Rapsodia in blù” di Gershwin al “Volo di notte” di Luigi Dallapiccola, partirono i presupposti e i convincimenti per adottare il saxofono in qualunque situazione moderna e d’avanguardia.

Struttura

Lo strumento, che appartiene al gruppo “ance” della sezione fiati di un’orchestra, si divide in 4 parti: bocchino, chiver, fusto e campana. Il materiale con cui viene costruito è generalmente una lega a base d’ottone con ragguardevoli percentuali d’argento che, nei modelli di maggior pregio, spesso costituisce l’unico metallo impiegato.

Il bocchino è quella parte di strumento in cui viene fissata l’ancia per mezzo di una fascetta. Esso viene montato sul chiver, o “pipa” dove risiede la chiave “porta-ottave” la quale trasferisce i suoni prodotti ad un’ottava superiore.

Sul fusto, di forma tronco-conica, è montato gran parte del congegno dei perni e chiavi per la chiusura e l’apertura dei fori, la qualcosa avviene mediante “tamponi” o “cuscinetti” di pelle, inseriti in piattelli di metallo.

Per l’articolazione delle dita, il saxofono è munito di una serie di tasti a bottone, chiamata “tastiera” che, unitamente alle chiavi, garantiscono il funzionamento dello strumento.

Nella parte terminale del fusto, si innesta il “gomito”, sul quale è avvitata la campana o padiglione.

I modelli che formano la famiglia del Saxofono sono 7: sopranino, soprano, contralto, tenore, baritono, basso e contrabbasso e sono tagliati alternativamente in Mib e Sib.

Questi strumenti, oltre alle dimensioni, hanno anche una forma diversa: generalmente diritta quella dei soprani, ricurva a gomito quella degli altri modelli. L’estensione del saxofono è di 3 ottave e mezzo e, se viene impiegata l’intera famiglia, è possibile coprire tutta la gamma dei suoni musicali.

famiglia dei sassofoni

1. Contrabbasso  2.Basso  3.Baritono  4.Tenore  5.Contralto  6.Soprano  7.Sopranino

Tecnica

L’esecutore sostiene lo strumento con il collo per mezzo di un cinturino a lunghezza regolabile ed ha le mani (sinistra in alto e destra in basso) libere per occuparsi della diteggiatura sui tasti e sulle varie chiavi.

Con il Saxofono è possibile sviluppare una tecnica agile e un fraseggio tra i più articolati, che si addicono a tutti i generi musicali.

Molto importanti, ed alquanto impegnative, sono la tecnica dell’imboccatura, dalla quale dipende in gran parte la qualità timbrica dello strumento, e l’articolazione della lingua contro l’ancia, fondamentale per la scioltezza del fraseggio. Esiste poi la tecnica respiratoria, fatta esclusivamente con la bocca, per la quale è indispensabile l’uso del diaframma.

 

Curiosità

  1. Nel 1900, a Budapest venne costruito un Saxofono soprano interamente di legno a canna diritta con il bocchino direttamente innestato sullo strumento e non risulta sovrapposto come nei comuni saxofoni.

  2. ”Adolf ”Sax inventò e brevettò parecchi altri strumenti, che non ebbero però alcuna diffusione; si tratta dello saxhorn, un aerofono in ottone con bocchino ad ancia e munito di pistoni simili a quelli del corno, e la saxotromba, costituita da un tubo cilindrico-conico con un timbro a mezza via tra il corno e la tromba.

  3. Alla famiglia di strumenti ideati da Sax, appartiene anche il saxtuba, del quale esiste un solo esemplare al Metropolitan Museum di New York.