Alban Berg
Alban Berg (Vienna 9 febb. 1885 - ivi 24 dic. 1935)

Appartenente alla cosiddetta II Scuola di Vienna, sulla sua identità di compositore emerge talento teatrale e la volontà compositiva di coniugare il concetto di “Avanguardia” con elementi appartenenti alla tradizione musicale tardo-romantica.


(Alban Maria Johannes)

Terzogenito di Conrad Berg, un commerciante di Norimberga di libri ed oggetti sacri, e di Johanna Braun, figlia di un gioielliere della Corte asburgica, Alban Maria Johannes nacque a Vienna il 9 febbraio 1885. Influenzato dai progressi musicali della sorella maggiore Smaragda, un'allieva di Theodor Leschetitzky, anch'egli si dedicò allo studio del pf. e, nel 1901, iniziò a scrivere lieder nello stile dei grandi maestri romantici e post-romantici, nonostante le sue conoscenze compositive fossero alquanto limitate. Raggiunta l'adolescenza, il clima culturale vissuto in famiglia permise ad Alban di coltivare i propri interessi sia sul versante musicale che letterario alla stregua di un moderno Schumann.

L'attenzione rivolta agli ambienti artistici viennesi di primo Novecento distolse, tuttavia, il giovane dai suoi impegni scolastici; di conseguenza, nel 1903 dovette ritardare di un anno il conseguimento dell'esame di maturità liceale. In questo periodo, Berg si legò alla corrente letteraria viennese “Sezession”, di cui facevano parte scrittori e poeti d'avanguardia, come Peter Altenberg (pseud. di Richard Engländer), Gustav Klimt e Karl Kraus: per quest'ultimo Alban provò un'autentica venerazione. A causa della prematura morte del padre Conrad (1900), la situazione economica della famiglia Berg subì un drastico tracollo, costringendo Alban a cercare lavoro: un impiegò che trovò nell'Amministrazione statale dopo aver frequentato un Corso universitario alla Niederösterreichische Statthalterei (1904).

In questi anni avvennero due episodi, che sconvolsero la già precaria situazione economica della famiglia Berg. Nel 1903 Alban tentò di suicidarsi a causa di una delusione amorosa e, nel frattempo, ebbe una figlia, Albine, nata da una relazione con la domestica di casa.

Nel 1906, grazie ad una provvidenziale eredità, Berg poté dimettersi dal lavoro impiegatizio per dedicarsi completamente alla musica; fin dal 1904, infatti, egli stava frequentando i Corsi privati di composizione tenuti da Arnold Schoenberg, che fu il suo unico e venerato maestro.

L'anno successivo Alban incontrò Helene, che sposerà nel 1911 dopo una lunga e tenace resistenza del padre di lei. Figlia di Anna Nowak, una dama di corte, e di Franz Nahowski, alto ufficiale dell'esercito prussiano, per lungo tempo circolò la voce (ora la notizia sembra accertata) che Helene fosse in realtà figlia del Kaiser Francesco Giuseppe, con il quale la Nowak ebbe una lunga relazione amorosa.

Conclusi gli studi di Composizione con Schoenberg nello stesso anno del matrimonio, Berg non assunse incarichi stabili e, raramente, si esibì in qualità di pianista o di dir. d'orchestra, come fece la maggior parte di musicisti appartenenti alla “Schoenbergkreiss” (la Cerchia del maestro viennese).

In questo periodo, l'attività di Berg si svolse, invece, nell'insegnamento privato, nella composizione di Lieder (gli Altenberg-Lieder op.4, 1912) e nella redazione di un volume sull'opera di Schoenberg, insieme a Webern e al pittore Vasilij Kandinskij, curatore delle illustrazioni.

Nel marzo 1913, Schoenberg diresse a Vienna un concerto in cui, oltre a musiche proprie, furono inseriti alcuni lavori dei due discepoli Anton Webern ed Alban Berg; l'ostile reazione di pubblico e di critica fu tale, che l'esecuzione venne interrotta. L'anno successivo, mentre si avvertivano i primi e chiari sintomi del futuro sfaldamento dell'Impero asburgico, Berg assistette a Vienna ad una rappresentazione del “Woyzeck”, un lavoro teatrale dello scrittore tedesco Georg Büchner, scritto nel 1837 e rimasto incompiuto a causa della morte dell'autore. Immediatamente il musicista viennese decise di ricavarne un'Opera lirica, alla quale erroneamente fu dato il titolo Wozzeck.

Le ragioni di ciò sono attribuite al fatto che Berg, quando si apprestò a scrivere il libretto, prese come riferimento l'edizione manipolata di Paul Landau (1909), in quanto non aveva avuto modo di consultare i manoscritti di Büchner. Solo nel 1919, dopo aver composto il primo atto, Berg si accorse dell'errore e delle numerose imprecisioni rispetto al dramma originale; di conseguenza egli mantenne volutamente il titolo errato per indicare l'origine della fonte consultata.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Alban si arruolò volontario nell'esercito, ma risultò, in un primo momento, inabile poi, nell'agosto del 1915 venne richiamato in un campo di addestramento a Bruck an der Leitha (Bassa Austria) e, solo qualche mese più tardi, ottenne il congedo a causa di un forte deperimento psico-fisico.

Tornato a Vienna, nel 1916 Berg lavorò al Ministero della Guerra fino al termine del conflitto. In questo lasso di tempo egli poté riprendere il progetto del ”Wozzeck”, sia pure in modo discontinuo a causa di altre iniziative. Una di queste fu l'adesione alla “Verein für musikalische Privataufführungen” (Associazione delle esecuzioni musicali private), fondata nel 1918 da Schoenberg e da Webern allo scopo di diffondere la musica contemporanea in Austria. Benché di nobili intenti, questo sodalizio finì purtroppo nell'agosto 1921 per mancanza di fondi.

Nel 1922 il “Wozzeck” era terminato. Grazie all'aiuto finanziario di Alma Mahler (vedova di Gustav Mahler), Berg riuscì a pubblicare a proprie spese la partitura, che venne inviata, dapprima senza successo, ai principali Teatri d'Opera tedeschi e dopo un'attenta analisi, nel 1923, il critico musicale Ernst Viebig fu il primo a recensire positivamente l'opera. Il debuttò in versione integrale di quest'ultima avvenne alla Staatsoper di Berlino, sotto la direzione del “Generalmusikdirektor” Erich Kleiber (14 dic.1925) e, in quella occasione, la critica conservatrice scatenò furibonde polemiche e tacciò il lavoro di palese degenerazione, di inaudita barbarie ed ostentato bolscevismo. Ciò nonostante l'opera ebbe lusingati consensi e rappresentò una svolta decisiva per la carriera artistica del suo autore. Accolto con favore a Praga, a Bruxelles (1926) e, l'anno successivo, a Leningrado, il “Wozzeck”, oltre a far emergere dall'anonimato alcuni lavori di Berg (è il caso del Quartetto op. 3, scritto nel 1910), suscitò nuove speranze in una generazione di musicisti d'avanguardia, che vedeva ora  possibile un'affermazione ad ampio raggio del teatro musicale moderno.

A queste prime rappresentazioni ne seguirono quasi duecento tra Europa e Stati Uniti nelle quali Berg curò personalmente l'allestimento nei teatri più importanti.

Per inciso va detto, inoltre, che il successo dell'opera avanzò più spedito nei Paesi anglosassoni rispetto a quelli latini. La prima rappresentazione italiana avvenne al T. dell'Opera di Roma nel 1942; tredici anni dopo fu la volta della “Scala” di Milano (1955) e l'Opéra di Parigi la mise in scena solo nel 1963.

Al compimento del Wozzeck seguì un ritorno di Berg alla composizione cameristica. Tra il 1923 e il 1925 scrisse il Kammerkonzert per vl., pf. e tredici strum. a fiato, che il compositore viennese dedicò a Schoenberg per il suo 50° compleanno; quindi, nello stesso genere, compose la Lyrische Suite per quart.d'archi, dedicata segretamente ad Hanna Fuchs-Robettin, con la quale Berg intrattenne un contatto epistolare per molti anni.

La vera natura di questo rapporto non è stata ancor'oggi appurata e provoca un ragionevole dubbio sull'immagine felice e la solidità matrimoniale dei coniugi Berg. Nella seconda metà degli anni'20, l'oramai affermato compositore viennese si assicurò una certa agiatezza economica grazie ai successi del “Wozzeck”, del “Kammmerkonzert” e della “Lyrische Suite”: finita nel maggio 1926, quest'opera procurò al suo autore vasta popolarità l'anno successivo, dopo essere stata eseguita a Vienna dal prestigioso “Quartetto” del violinista Rudolf Kolisch (8 genn. 1927).

Libero da problemi finanziari,  Berg acquistò una villa in Carinzia, la “Waldhaus”, dove poté dedicarsi alle esperienze musicali più disparate. In questo periodo si avvicinò al Sistema dodecafonico con la conversione del Lied Schliesse mir die Augen beide (già scritto in una versione tonale nel 1907) e, nel 1928, iniziò la stesura del libretto della sua seconda opera teatrale Lulù, tratto dalle tragedie “Erdgeist” (Lo Spirito della terra) e “Die Büchse der Pandora” (il Vaso di Pandora), scritte dal drammaturgo bavarese Frank Wedekind. Riguardo alle musiche, esse subirono significative interruzioni dovute alla realizzazione di altri lavori e a viaggi all'estero del compositore.

Nel 1929, su commissione del soprano ceco Ruzena Herlinger, Berg scrisse l'aria da Concerto Der Wein (Il vino) su tre liriche di Ch. Baudelaire. Poi si recò a Firenze, in qualità di giurato al “Concorso di Musica Contemporanea”, organizzato dalla SIMC (Soc. It. Mus. Contemp. - 1931). Nel 1933, fu a Cambridge e a Monaco di Baviera per seguire gli allestimenti del “Wozzeck”. Salito al potere Hitler (marzo 1933), la “degenerata” ed “anti-culturale” musica contemporanea venne messa al bando; di conseguenza Berg visse gli ultimi due anni della sua vita in crescenti difficoltà economiche.

Appartatosi nella sua casa in Carinzia, il compositore viennese lavorò febbrilmente alla sua “Lulu” e al Concerto per vl. e orch., commissionato dal violinista americano Luis Krasner. Purtroppo, nell'agosto 1935 si manifestarono i sintomi di un'infezione (dovuta alla puntura di un insetto) che, trascurata, degenerò in setticemia. Nonostante le sofferenze e il parere contrario dei medici, Berg continuò lavorare per portare termine il “Concerto per vl.”, che volle dedicare “Alla memoria di un Angelo”, essendo stato concepito come “Requiem” per Manon Gropius (la figlia di Alma Mahler), morta a 18 anni. Quanto all'opera “Lulu”, al momento del ricovero per un estremo tentativo di salvargli la vita, al compositore mancava di musicare l'ultimo atto. Alban Berg morì in un ospedale di Vienna la notte tra il 23 e il 24 dicembre 1935.

Dopo una semplice cerimonia funebre, alla quale parteciparono soltanto la vedova Helene e uno sparuto numero di amici e colleghi, la Salma fu deposta nel cimitero di Hietzing, un borgo situato su una collina ad Ovest di Vienna, nei pressi del Castello di Schönbrunn.  Lì si può ancora vedere, semi-nascosta da piante rampicanti, una Croce di legno con inciso solamente “Alban Berg”.

Musicista d'avanguardia, che il compositore e teorico musicale polacco René Leibowitz definì “Coscienza del passato”, Berg si presenta nel contesto della musica moderna come il compositore viennese che seppe coniugare al meglio il linguaggio atonale e dodecafonico con gli elementi armonici tradizionali. L'accoglimento giovanile della "lezione tardo-romantica" di Brahms, di Wolf e, soprattutto, di Mahler, unito, più tardi, all'attenzione per Debussy, costituisce la fonte della complessità eterogenea della musica berghiana.

La Vocazione ai meandri labirintici, tuttavia controllata con estrema coscienza stilistica, fa parte della tendenza di Berg a condensare materiali musicali più disparati, che impegna ad estenuanti analisi: serva d'esempio, la ritrattazione di Pierre Boulez, passato da un primo giudizio scettico all'invito ad approfondire i diversi “Livelli di lettura”, a cui si prestano le partiture del maestro viennese.

A differenza del suo mentore Schoenberg e del compagno di studi e di lavoro Webern, Alban Berg fu un compositore particolarmente dotato per il Teatro: oggi il “Wozzeck” viene universalmente riconosciuto come una delle opere più importanti del teatro moderno, capace anche di parlare alle masse popolari. Altrettanto si può dire dell'incompiuta “Lulu”, andata in scena postuma a Zurigo (2 giu. 1937), limitatamente ai primi due atti, seguiti dai frammenti sinfonici del terzo.

A causa di un categorico divieto di Helene, la vedova di Berg, solo dopo la Seconda Guerra Mondiale il compositore Friedric Cerha poté completare il "Terzo atto", tenendo conto delle molte indicazioni trovate negli appunti dell'autore. Il lavoro nella nuova versione fu presentato al pubblico parigino da Pierre Boulez (T. dell'Opéra, 24 febb. 1979) ed ebbe in seguito una larga diffusione in tutto il mondo. Fuori dall'ambito teatrale, al pari di Schoenberg e di Webern, anche Berg fu attratto dalla composizione di “Pezzi” brevi, come i 5 Lieder per voce e orch., e i 4 “Pezzi” per cl. e pf. del 1913. Tuttavia, nel 1915, con i 3 “Pezzi” per orch. il compositore viennese riuscì ad inserire organicamente l'atonalità nelle forme sinfoniche di ampio respiro. In questo contesto Berg fu il primo ad usare i procedimenti dodecafonici, anche se la Dodecafonia, come sistema, fu esplicitamente formulata da Schoenberg.

La produzione di Berg è alquanto limitata. Oltre ai lavori già citati si ricordano i Drei fragmente aus “Wozzeck” (3 Frammenti tratti dal “Wozzeck”, 1924) per v. sopr. e orch.; la Klaviersonate op. 1 (Sonata per pf., 1908); le 12 Variazioni su un tema originale per pf. (1907-08); il Quartetto per archi op. 3 ded. alla moglie Helene (1910) e il Trio per vl. cl. e pf. (trascriz. dell'Adagio del “Kammerkonzert”, 1935).