Compositore, Pianista, Organista .
Dotato di straordinario istinto musicale fin dall'infanzia, Camille Saint-Saën fu il fautore dell'introduzione del Poema Sinfonico in Francia, Le sue esperienze compositive lo avvicinarono alla musica di Gabriel Fauré, di Franz Listz, mentre, a volte, si trovò in aperta polemica con l'operato della Generazione a lui successiva, aperta alle nascenti Correnti stilistiche di Fine Secolo.
La sua produzione di musica vocale - sia Sacra che Profana - è imponente e ricca di raffinate conduzioni polifoniche.
(Charles-Camille)
Camille Saint-Saëns fu un autentico “Enfant prodige”. Nato il 9 ottobre 1835 in Rue du Jardin nel Quartiere latino di Parigi, dopo tre mesi perse il padre Victor, impiegato governativo al Ministero delle Poste. Guidato dalla madre F. Clémence Collin e dalla prozia materna Charlotte Masson, a quei tempi stimata pianista, il piccolo Camille intraprese lo studio del pianoforte all'età di tre anni, facendo intravedere, fin dall'inizio, le sue enormi potenzialità musicali, che gli permisero, l'anno seguente, di comporre un breve brano per pf., tutt'ora conservato nella Biblioteca Nazionale di Francia e datato 22 mar. 1839. Le straordinarie doti intellettive del giovane Saint-Saëns non si limitarono solo all'Arte musicale; fin dall'età prescolare egli sapeva leggere e scrivere ed aveva una naturale predisposizione nell'apprendimento dell'aritmetica: una mente superiore che, se non si fosse dedicata alla musica, avrebbe potuto emergere in qualsiasi altra disciplina.
La sua prima importante esibizione pianistica in pubblico avvenne quando egli aveva dieci anni nella Sala parigina “Pleyel”, dove affrontò, come solista, il Concerto in si bem. magg. K.450 di Mozart, suscitando grande entusiasmo tra i presenti. Nel 1846, fermamente deciso ad intraprendere la carriera musicale, Saint-Saëns si affidò agli insegnamenti di validi maestri, quali Camille Stamaty (per il Pf.), amico e allievo di Mendelssohn, e Pierre de Malden, che gli insegnò Teoria e Composizione. Due anni più tardi, raggiunta un'adeguata preparazione, il tredicenne Camille si iscrisse al Conservatorio Nazionale di Parigi; qui studiò l'organo nella classe di François Benoist e la tecnica Compositiva con Jacques Halévy, distinguendosi brillantemente in entrambe le discipline. In questo proficuo periodo di studio, Saint-Saëns vinse molti premi ed importanti riconoscimenti. Tuttavia, non riuscì ad ottenere il “Prix de Rome”, quello che egli considerava il più ambito e che vanamente tentò di aggiudicarsi per ben due volte, nel 1852 e nel 1854. Ma la degna fama di promettente musicista, dovuta alle sue impeccabili doti di organista, iniziò a circolare negli ambienti musicali di mezza Europa.
Dopo aver vinto il Premio della Société Sainte Cécile (Santa alla quale dedicò un'”Ode” - 1852), dal 1853 al 1857, Saint-Saëns fu titolare all'Organo dell'Église parigina di Sainte-Merri e, successivamente, per diciannove anni, a quello "de la “Madeleine”. In questo arco di tempo, iniziato con la stesura della sua Seconda Sinfonia in Mi bem. magg. (pubblicata come Sinf. n° 1 - 1853), per il maestro francese si aprì (dopo il 1871) un periodo di intensissima attività concertistica, sia in Francia che all'estero. Delle sue magistrali esecuzioni beneficiarono tutte le maggiori città francesi, quelle europee (Roma, Napoli, Anversa, Atene, Stoccolma, Londra, Vienna, Pietroburgo e Lisbona) e quelle di altri continenti (Cairo, Chicago, San Francisco, Buenos Aires, Montevideo, Bombay, Ceylon e Saigon).
Tornando agli Anni '60 parigini, Saint-Saëns dedicò quasi un quadriennio all'Insegnamento (1861-65). Egli, infatti, mantenne la Cattedra di pianoforte alla “Ècole Niedermeyer”, succedendo al suo fondatore (Abraham L. de Niedermeyer). Tra i suoi allievi ebbe Gabriel Fauré e un gruppo di discepoli (Messager, Gigout, Koszul, Laussel ed altri), i quali, unitamente al maestro, diedero una vigorosa spallata ai programmi della tradizione, affiancando ad essa Opere di musicisti contemporanei, quali Listz, Gounod, Berlioz, Wagner e Schumann. Per questi ultimi due, il compositore francese pubblicò numerose recensioni positive, in qualità di critico musicale su alcuni periodici, tra i quali il prestigioso “Voltaire”.
Nel 1870, Saint-Saëns partecipò alla Guerra franco-prussiana come volontario nella Guardia Nazionale, una breve esperienza durata sei mesi che tuttavia incise notevolmente sulla sua psiche. L'anno seguente, come reazione alla disastrosa sconfitta della Francia, egli collaborò con C. Franck, e il cantante Romain Bussine, alla fondazione della “Société Nationale de Musique”, di cui fu membro fino al 1886. La missione di questa Società fu essenzialmente quella di promuovere la musica cameristica e sinfonica nel nuovo stile francese e di arginare la preponderante supremazia della musica strumentale tedesca ed operistica italiana. In questa posizione di “Conservatore”, Saint-Saëns, da sincero ammiratore di Wagner, finì per diventare antiwagneriano, una contraddizione dettata più che altro da una precisa volontà di evitare quegli inutili virtuosismi che stavano entrando nell'uso comune di fare musica in Francia.
Quanto alla vita privata, Camille Saint-Saën ebbe un'esistenza tortuosa: si sposò con Marie-Laure Truffot nel 1875; dalla loro unione nacquero due figli, André e Jean-François, che morirono entrambi in tenerissima età. Nel 1881 lasciò la moglie e la Coppia, pur non essendo divorziata, visse separata per il resto della vita. Nella condizione di uomo solo, egli si dedicò alla Composizione: nel 1886, mentre stava completando le sue due Opere più importanti, la Sinfonia n. 3 in do min. ded. a Listz, e la Suite cameristica "Le Carnaval des animaux", per ragioni non pienamente chiarite, fu costretto a rassegnare le dimissioni dalla Société Nationale de Musique e, sette mesi dopo, alla morte della madre, Saint-Saëns lasciò per qualche tempo la Francia e si trasferì alle Isole Canarie. Qui, il maestro continuò la sua Opera di compositore e divulgatore scientifico, adottando lo pseudonimo di Sannois, nome che utilizzò anche quando scrisse i suoi "Diari di viaggi" in alcuni libri divenuti poi famosi.
Gli ultimi anni della sua lunga vita Saint-Saëns li trascorse viaggiando per il mondo, per poi stabilirsi definitivamente in Algeria. Per meriti acquisiti, il governo francese gli conferì l'Ordine della Legion d'Onore qualche tempo prima della sua morte, avvenuta per un attacco di polmonite il 16 dicembre 1921 all'Hotel de l'Oasis di Algeri. Trasportata a Parigi, la Salma ricevette i Funerali di Stato nell' Eglise de la Madeleine e tumulata nel Cimitero di Montparnasse.
Saint-Saëns fu un personaggio dalle molteplici attività. Si interessò di Geologia, di Archeologia, di Botanica e compì studi entomologici sui lepidotteri, discipline che coltivò fin da ragazzo.
Come intellettuale orientò i suoi interessi filosofici ad una visione esistenziale atea; a tal proposito egli scrisse il Saggio, “Problèms et Mystères”, in cui viene enunciato come la Scienza e l'Arte possano sostituirsi alla Religione. Da eccellente fisico-matematico, Saint-Saëns pubblicò importanti Articoli di acustica musicale e tenne alla Sociétè Astronomique de France una brillante Relazione sul fenomeno del miraggio.
Ammiratore di Listz, Saint-Saëns fu grande amico di Gabriel Fauré, suo allievo prediletto, mentre non risparmiò violenti critiche alla Musica di molti suoi connazionali, come Claude Debussy, César Franck, Vincent d'Indy e Jules Massenet, con i quali si trovò spesso in aperta polemica.
Tra i grandi meriti di questo maestro va annoverata l'introduzione del Poema sinfonico in Francia, una forma musicale di matrice germanica utilizzata, tra il 1871 e il 1877, per quattro lavori: Le rouet d'omphale; Phaéton; La jeunesse d'Hercule e il più famoso Danse macabre. Alla musica per orchestra dedicò, inoltre, 5 Sinfonie; 5 Concerti con Pianoforte solista; 3 Concerti per violino e orch.; 3 Concerti per Violoncello e Orch., ed alcune composizioni tra le quali spicca la Suite per violoncello e orch op. 16 bis.
Per il Teatro Saint-Saëns produsse 12 Opere, delle quali Samson et Dalila è la più celebre (su Libretto di F. Lemaire) e la cui prima rappresentazione si svolse a Weimar nel 1877.
Riguardo alla musica cameristica, questo maestro non trascurò alcun strumento. Alle varie Sonate per pianoforte, violino, violoncello, oboe, clarinetto e bassoon, si affiancano numerosi Trii, Quartetti, Quintetti per archi e pf., il famoso Settimino per Tromba Quintetto d'archi e pf., e la già citata Suite “Le Carnaval des animaux” per 2 pf. 2 vl., vla., vcl., ctb., flauto (e ottavino), clarinetto, armonica e xilofono -
Nonostante Saint-Saëns fosse un eccelso organista, la sua produzione per questo strumento appare assai limitata. Essa comprende: 3 Fantasie; 3 Rapsodie su Canti bretoni; 6 Preludi e Fughe; 7 Improvvisi; la trascrizione di un'opera di Listz, riguardante la Vita di S. Francesco, ed alcune Preghiere eseguite all'organo con accompagnamento dei violini e dell'orchestra. Più rilevante è, invece, la produz. per pianoforte “solo”, che si estende a numerose forme concepite per questo strumento: Scherzi, Capricci, Studi, Variazioni, Valzer, Romanze senza parole ecc.
Tra la Musica vocale di Saint-Saëns esiste una ricca antologia di Canti profani, quasi tutti per voci maschili, tra essi: Le Soldats de Gédeon; La Gloire; Aux aviateurs; Les guerriers; una Marcia dedicata agli Studenti di Algeri”, e oltre 100 Liriche su Testi propri.
Nell'arco della sua lunga vita, il maestro si occupò anche di musica sacra. In essa spiccano per importanza 3 Oratori: Le Déluge; La Terre Promise e L'Oratorio di Natale, seguono 2 Salmi, 1 Laudate Dominum; 1 Tantum Ergo e varie Preghiere.
Quanto alle trascrizioni di musica di altri compositori, i maestri preferiti di Saint-Saëns furono J. S. Bach, Beethoven, Mozart, Schumann, Berlioz; esiste una "rielaborazione" dell' “Orfeo ed Euridice” di C. Willibald Gluck, compiuta in collaborazione con Gustave Doret.
Neppure il Cinema restò insensibile alla musica di Saint-Saëns. Egli, infatti, fu tra i primi autori ad aver scritto musica espressamente per questo genere di intrattenimento, quando compose la Colonna sonora per il film” L'Assassinat du Duc de Guise”, diretto nel 1908 da André Calmettes e Charles Le Bargy.