Charles Gounod
Charles Gounod (Parigi 17 Giu.1818 - ivi 18 Ott. 1893)

Compositore, Pianista e Organista.
Nonostante la produzione gounodiana abbracci quasi tutti i generi musicali, la fama lo raggiunse per via della sua celeberrima “Ave Maria” la quale, per bellezza, contende il "podio degli allori" a quella di Franz Schubert.
Abilissimo arrangiatore, Gounod seppe mettere a frutto pienamente le proprie capacità, imponendo all'orchestra Eleganza formale e Rigore armonico.


(Charles-François)

Charles-François Gounod nacque a Parigi il 17 giugno 1818. Figlio del pittore François-Louis, che morì quando Charles aveva cinque anni, fu allevato dalla madre Victoire Lemachois, valente pianista dalla quale ricevette i primi rudimenti musicali.

Di pari passo con l'istruzione scolastica, Gounod studiò privatamente armonia con Antonín Reicha; poi, nel 1836, terminati gli studi classici al Liceo Saint Louis, si iscrisse al Conservatorio Musicale parigino, dove frequentò i corsi di Ferdinand Paër, di Jean-François Lesueur e di Jean-François Halévy. L'assiduo impegno e lo straordinario talento musicale permisero a Gounod, dopo soli tre anni, di partecipare e di vincere il “Prix de Rome” (1839), la prestigiosa Borsa di studio istituita dallo Stato francese, che permetteva agli studenti più meritevoli nel campo delle arti di frequentare l'Académie de France di Roma, istituzione fondata da Jean-Baptiste Colbert intorno alla metà del 1600. Nella città papale Gounod soggiornò fino al 1843 ed ebbe modo di studiare accuratamente la musica sacra italiana, le Opere di Rossini, di Mozart e di Gluck. Concluso il "periodo romano", si recò prima a Vienna, poi a Berlino e a Lipsia, città nelle quali il giovane compositore si mise in evidenza con la rappresentazione di una Messa e di un Requiem, gratificati da lusinghieri apprezzamenti.

Tornato a Parigi, Gounod frequentò l'esclusiva cerchia di illustri letterati come Baudelaire, Nerval, Gautier, Banville, mentre, per mantenersi finanziariamente egli svolse mansioni di organista e di maestro di coro nella parrocchia delle Missions étrangères. In questo periodo, Gounod seguì per due anni corsi di Teologia con il proposito di intraprendere la via del sacerdozio, un’iniziativa dovuta a ripetute crisi mistiche, in parte attribuite all'influsso del Padre domenicano H. Dominique Lacordaire, uno tra i maggiori esponenti del Cattolicesimo liberale ottocentesco.

Convinto dalla celebre cantante Pauline Viardot a rinunciare alla vocazione ecclesiastica, Gounod si interessò al teatro musicale mettendo in scena Sapho, il suo primo lavoro che, nonostante avesse come protagonista la stessa Viardot, venne accolto all'Opéra di Parigi da scarso entusiasmo (16 apr.1851). Malgrado il parziale fallimento, quest'opera, composta su libretto di Émile Auger, rappresentò un momento decisivo per Gounod, in quanto segnò l'avvio della sua carriera in questo genere di intrattenimento. Agli inizi del 1852, per nulla demoralizzato, egli adattò le musiche di J. B. Lully per un rifacimento del Bourgeois gentilhomme di Molière, e, successivamente, compose quelle “di scena” per l'“Ulysse” di F. Ponsard, lavori che gli permisero di ottenere l'ambito incarico di direttore dell'imponente e prestigioso organico corale parigino Orphéon.

Nel frattempo, un'appassionata relazione amorosa con Anna Zimmermann, figlia di un insegnante di pianoforte, portò Gounod al matrimonio, un'unione travagliata fin dall'inizio per le ricorrenti crisi religiose del trentaquattrenne musicista, alle quali si aggiunsero profonde depressioni nervose, tanto che egli dovette essere ricoverato, per un breve periodo, in una casa di cura per malattie mentali.

Nonostante tutto, l'attività compositiva continuava a procedere intensamente; dopo il debutto dell'opera La Nonne sanglant (1854) e dopo aver abbandonato il Teatro dell'Opéra per disaccordi con il direttore Henry Crosnier, Gounod allacciò nuovi rapporti artistici al Théâtre-Lyrique, che fruttarono la messa in scena dell'opera comica Le médecin malgré lui (genn.1858) e Faust (mar.1859), opera in cinque atti ispirata al poema di W. Goethe, il cui successo elevò la notorietà di Gounod a livello internazionale.

Nei momenti non toccati dal genere operistico, questo maestro si dedicò con grande passione sia alla musica strumentale che a quella di carattere sacro, portando a compimento due sinfonie e la Messa Solenne in onore di Santa Cecilia, entrambe scritte nel 1855.

Dopo alcuni rifacimenti del “Faust”, che raggiunse la sua forma definitiva nel 1869, i successi teatrali di Gounod subirono una parziale battuta di arresto. L'esiguo numero di rappresentazioni dei lavori operistici Philémon et Quadri, su libretto di Michel Carré, tratto dal Poema letterario Mirèio, di Fréderic Mistral.

Il grande successo arrise, finalmente, al Théâtre-Lirique il 27 Apr. 1867, con il debutto di Roméo et Juliette, opera che scatenò un entusiasmo generale tra i presenti, sostenuto successivamente da numerose repliche, anche quando le rappresentazioni proseguirono al Théâtre dell'Opéra.

Allo scoppio del conflitto franco-prussiano (1870), Gounod decise di trasferirsi a Londra, città nella quale si dedicò ad un'incessante attività compositiva. Nella Capitale inglese, presero vita gli oratori Gallia e Rédemption, l'opera Polyeucte e le musiche di scena per la tragedia Jeanne d' Arc di Paul Barbier, noto librettista parigino di opere liriche, che mise a disposizione il proprio talento in quasi tutti i lavori musico-teatrali di questo compositore. Durante la permanenza londinese, durata quattro anni, Gounod visse una travolgente storia d'amore con Georgina Weldon, moglie di un capitano della Royal Artillery, relazione terminata in modo burrascoso, tra liti e rivendicazioni di ogni genere, che culminarono con il sequestro del manoscritto dell'opera Polyeucte e di altre musiche, da parte della Weldon a titolo di parziale risarcimento morale. A ciò si aggiunse la furibonda reazione della moglie Anna, la quale, venuta a conoscenza dei fatti, rientrò immediatamente a Parigi con il figlio Jean. Rimasto solo, e per di più coinvolto in una lunga causa giudiziaria, Gounod, colpito da una forte depressione, fu costretto dalle autorità sanitarie a ritornare in patria dove trascorse il resto della vita. In questo arco di tempo, Gounod si dedicò, soprattutto, a composizioni di musica sacra che lo riportarono in auge nell'ambiente musicale parigino. Meno fortunate furono, invece, le realizzazioni in campo operistico: a partire dal 1877, infatti, alcune opere teatrali non raggiunsero l'esito sperato, come avvenne per l'opéra-comique Cinq-mars (1877); per Polyeucte (1878), rappresentata all'Opéra tra la delusione generale, e per il suo ultimo lavoro teatrale Le tribute de Zamora, andato in scena, sempre all'Opéra, il 1° aprile 1881.

Negli anni che seguirono, l'attività di Gounod si rivolse ai rifacimenti e alle rielaborazioni di musiche scritte in anni precedenti; per il Teatro dell'Opéra, adattò Sapho (1882) e per le scene del Trocadero l'oratorio Rédemption (1885). Anche il teatro di Birmingham volle rendere omaggio al maestro francese con la rappresentazione della Trilogia Sacra Mors et Vita (1885); egli, però, non poté presenziare all'evento, poiché l'implacabile Weldon, avendo ottenuto dalla legge britannica il diritto ad un risarcimento di 250.000 franchi, minacciò di farlo arrestare qualora avesse messo piede in Inghilterra.

In questo periodo, Gounod affiancò all'attività di revisore delle proprie musiche una rilevante produzione di composizioni sacre. Tra queste la Messe de Jeanne d'Arc, celebrata nella Cattedrale di Reims (1887), un dittico ispirato a San Francesco, una “Messe solennelle” e le musiche di scena per le Drames sacrés, una sacra rappresentazione in costume medioevale, eseguita a Parigi al Théâtre du Vaudeville nel 1893.

Nel pomeriggio del 15 Ottobre dello stesso anno, mentre stava musicando un nuovo requiem, Gounod venne colto da improvviso malore ed entrò in coma; dopo tre giorni di agonia per il grande compositore sopraggiunse la morte.

I Funerali si svolsero in forma solenne il 27 ottobre all' Église de la Madeleine e la Salma fu tumulata nel Cimitero parigino di Auteuil.

Nonostante la produzione musicale di Charles Gounod abbracci quasi tutti i generi, la fama di questo ecclettico compositore è legata alla sola Opera Teatrale “Faust”, e alla celeberrima Ave Maria, la cui linea melodica fu sovrapposta al Preludio n. 1 in do magg. del “clavicembalo ben temperato” di J. S. Bach.

Eppure, il valore artistico di Gounod ebbe una notevole influenza su gran parte dei musicisti francesi del tempo e sulle generazioni successive, ivi comprese alcune avanguardie che operarono nel primo decennio del 1900.

Le motivazioni di questo singolare paradosso risiedono nell'indole di Gounod, costantemente in bilico tra la dimensione mistico-religiosa e quella della sensualità. Una natura artistica che, pur sprovvista di un'esplicita vocazione, fu costretta, per finalità commerciali, ad occuparsi del teatro d'opera: il genere di intrattenimento dominante nella Parigi di seconda metà '800. A tale proposito occorre ricordare il giudizio di Verdi sull'attività operistica di Gounod: “... è un grandissimo musicista, il primo maestro di Francia, ma non possiede sufficiente fibra drammatica....”.

Per quanto riguarda la musica vocale e strumentale, entrambe alimentate da un'approfondita conoscenza dei maggiori Compositori rinascimentali e barocchi italiani, Gounod seppe coniugare sapientemente eleganza formale e raffinatezza armonica in un elaborato impiego delle risorse timbriche delle voci e dell'orchestra.

Per il Teatro musicale, Gounod scrisse 12 Opere, se si escludono quelle incompiute o andate perdute; ad esse si aggiungono varie Musiche di scena. Sul Versante sacro vanno annoverati 5 oratori, 20 messe, 3 requiem, 3 Te Deum ed alcune preghiere, tra le quali la famosissima “Ave Maria”, composta su un preludio bachiano. In ambito letterario, infine, oltre ad alcune pubblicazioni di carattere critico-analitico sulle opere di altri autori, una particolare menzione è d'obbligo per l'autobiografia, curata da Georgina Weldon, (Londra 1875).