Compositore, Pianista, Organista, Dir. d'Orch.
Straordinario virtuoso delle tastiere, Listz, in campo sinfonico, non viene considerato come meriterebbe.
La sua produzione è imponente e si ramifica in tutte le forme pianistiche, stili e generi musicali, sia sacri che profani.
(Ferenc; Franz von Listz)
Franz Liszt, considerato uno dei più grandi pianisti-concertisti di tutti i tempi, nacque nel 1811 a Doborjan, villaggio ungherese riannesso all'Austria nel 1920 con il nome Burgerland (oggi Raiding), situato a Sud-est di Vienna (nella contea di Odenburg), distante dalla capitale un'ottantina di chilometri.
Nonostante la sua gracilità e la salute precaria, il piccolo “Franz” fu avviato dal padre Adam, amministratore del Principe Nicola Esterházy e discreto pianista dilettante, che intuì la straordinaria predisposizione del figlio per questo strumento.
Previsioni che si rivelarono azzeccate dal momento che, all'età di otto anni, Franz Liszt tenne il suo primo concerto a Baden, e, poi un secondo a Odenburg; riscosse, in entrambi i casi, sperticati elogi. Fu tuttavia il concerto dato a Bratislava, nel Novembre del 1820, che decise la sua sfolgorante carriera. Allestito nel palazzo degli Esterházy, il concerto decretò il successo del giovane pianista, tanto che lo stesso Principe, unitamente ad alcuni Aristocratici, decise di sovvenzionare all' “Enfant prodige” una congrua Borsa di studio di sei anni affinché egli potesse completare la propria formazione artistica.
Dopo alcuni falliti tentativi di mettersi in contatto con il grande pianista e didatta J.N. Hummel, allora maestro di cappella a Weimar, Adam Liszt si trasferì con la famiglia a Vienna, e lì Franz trovò nella figura di Carl Czerny l'insegnante ideale, che lo trattò come un figlio, trasmettendogli, spesso senza compenso, tutta la sua formidabile tecnica pianistica. Questi insegnamenti furono largamente compensati dal successivo debutto di Liszt negli esclusivi Circoli culturali ed artistici viennesi con un concerto pubblico che scatenò un delirante entusiasmo tra i presenti (Vienna, 1° dic. 1822). Tale successo si ripeté dopo pochi mesi con un secondo concerto (pare abbia assistito anche Beethoven), allestito nella Redoutensaal di Vienna il 13 apr. 1823. Spronato da questi esiti trionfali, il giovane Franz venne accompagnato dal padre a Parigi per l'iscrizione al Conservatorio Nazionale cittadino, allora diretto da Cherubini, ma, non riuscendo a farlo ammettere per questioni burocratiche, il tenace genitore pianificò per il figlio un corso di studi con maestri privati.
Alla formazione musicale di Liszt, oltre a Czerny, contribuirono altri stimati insegnanti: Salieri per l'armonia; Ferdinand Paër per la composizione e l'orchestrazione; il grande Antonin Reicha per il contrappunto. Tutti questi grandi maestri aiutarono lo straripante talento musicale del ragazzo a svilupparsi secondo la natura del suo carattere, non condizionato dall'accademismo, spesso pedante, delle Istituzioni pubbliche.
Il 7 marzo 1824, segnò l'inizio della carriera artistica di Liszt sulla scena internazionale. A tale data corrisponde, infatti, l'esordio parigino del nuovo “Astro nascente” della tastiera, evento subito seguito da alcune tournées concertistiche nella provincia francese e in Inghilterra dove, preceduto dalla sua fama, Liszt venne accolto con tutti gli onori normalmente riservati alle grandi personalità.
In questi anni tentò anche la strada del teatro musicale, con la realizzazione dell'opera lirica in un atto Don Sanche ou Le chateau d'amour; ma, viste le tiepide accoglienze ottenute all'Opéra di Parigi (prima rappr. 17 ott. 1825), egli si propose di abbandonare definitivamente questo genere musicale.
Nel 1827 due fatti incresciosi dovevano modificare profondamente la vita di Franz Liszt: la morte del padre, avvenuta nell'Agosto di quell'anno, e la cocente delusione d'amore, subita durante la rovinosa relazione con Caroline, figlia del Conte di Saint Cricq, portarono il giovane artista sull'orlo della disperazione (al punto da limitare notevolmente le sue esibizioni pubbliche) e verso una profonda crisi mistica che si tradusse nell'intenzione di prendere i Voti sacerdotali, a cui rinunciò su consiglio della madre.
In questo periodo di distacco dalla musica e dalla vita mondana, Liszt si lasciò conquistare dalla letteratura; lo coinvolsero particolarmente le Teorie di Lamennais, circa la funzione divina dell'arte, concetto che fece proprio e che servì a fargli riprendere l'attività musicale con rinnovato vigore.
Infervorato dai Moti rivoluzionari del Luglio1830, il diciannovenne compositore-pianista scrisse una Symphonie Révolutionnaire (rimasta incompiuta), dove erano inclusi canti provenienti da diverse liturgie e l'Inno della marsigliese, un esperimento dettato dall'idea di un socialismo filosofico-cristiano, filtrato dalle idee dell'amico Lamennais e del filosofo Claude-Henry de Saint-Simon.
Nel 1831 Liszt iniziò a frequentare una Cerchia artistico-culturale della quale facevano parte letterati e filosofi come Victor Hugo, Heinrich Heine, Alphonse de Lamartine, il pittore Delacroix, Rossini, Bellini e molti altri. Solo tre di essi, però, si rivelarono fondamentali nella formazione del ventenne musicista: Hector Berlioz, che lo fece entrare in contatto con la musica a programma; Niccolò Paganini, che lo convinse a trasformare la sua già formidabile tecnica pianistica in virtuosismo trascendentale; Fryderyk Chopin il quale gli fece scoprire quanto di poetico si potesse ottenere con il pianoforte.
La passione amorosa arrivò nel 1835 dopo aver conosciuto la Contessa Marie d'Agoult, nobildonna scrittrice e giornalista, che si celava sotto lo pseudonimo di Daniel Stern. Da questa travolgente relazione - durata quattro anni, e fino al 1844 mai completamente sopita - nacquero tre figli: Blandine, Cosima (che in Seconde nozze sposò Richard Wagner) e Daniel, morto prematuramente all'età di venti anni.
Questi sono gli anni dei soggiorni italiani della celebre coppia, in particolare sul lago di Como, a Venezia, a Milano, città dalla quale Liszt lanciò pesanti critiche sul modo di eseguire musica strumentale in Italia; infine a Firenze e a Roma, poi nella tenuta toscana dei principi di Belgioioso, conosciuti qualche tempo prima a Parigi.
La parte più consistente dell'attività musicale dell'ormai affermato compositore-pianista non doveva farsi attendere; con impegno febbrile, nel 1838 egli organizzò una serie di concerti a Vienna in suffragio delle popolazioni ungheresi, rimaste vittime delle spaventose esondazioni del Danubio in quell'anno. L'enorme successo che ne derivò convinse Liszt ad intraprendere la carriera del concertista internazionale, iniziata a Roma, in una memorabile serata, dove si esibì da solo, presentando all'Alta società romana il Recital pianistico: una forma da lui ideata, che definì “Soliloquio”.
Lasciata l'Italia, una serie di tournées europee consacrò Liszt come nuovo Astro del Pianismo internazionale. Dalla Russia alla Francia, dal Portogallo alla Turchia, nei Salotti artistici non si parlò che di lui, diventato oramai il mito da inseguire nei vari spostamenti. Dopo essere stato insignito del titolo di Dottore in Musica a Köningsberg ed aver scatenato a Berlino una vera e propria “Lisztomania”, nel corso di una tournée in Ucrainia, Liszt, nel 1847, conobbe la principessa Carolyne de Sayn-Wittgenstein, la donna che gli restò accanto anche quando egli abbandonò le esibizioni all'estero per stabilirsi a Weimar. La decisione di rientrare in Germania fu presa con l'intenzione di ritemprarsi dalle fatiche causate dagli incessanti itinerari di quegli anni e dalla ferma decisione di abbandonare l'attività errante del concertista. Per contro, la stabile ma produttiva situazione musicale della cittadina tedesca spronò Liszt a diventare il principale animatore di una intensa attività artistica, che, nell'arco di tredici anni (1848-61), trasformò Weimar in un prestigioso Centro musicale a livello europeo.
Accanto a questo meticoloso impegno, il grande pianista ungherese affiancò l'attività di direttore d'orchestra e quella di stimatissimo Insegnante di pianoforte: ne beneficiarono numerosi giovani, diventati in seguito celebri pianisti come Bülow, Bronsart, Reibmann e Sophie Menter, la sua allieva prediletta. Tra i compositori, che frequentarono i "Simposi" di questo grande maestro, vanno ricordati Aleksandr Borodin, Camille Saint-Saëns, Isaac Albeniz, César Franck, Bedrich Smetana, tanto per citare i più importanti, e direttori d'orchestra di grande temperamento, come Nikisch, Mottl, Weingartner, che compirono, in seguito, mirabili interpretazioni del repertorio sinfonico tardo romantico.
Liszt non lesinò il suo autorevole appoggio neppure all'allora assai discusso Richard Wagner, del quale diresse la surreale Opera in un unico atto “Der fliegendeHolländer” (L'Olandese volante”), nota in Italia anche con il titolo “Il Vascello fantasma”; stesso privilegio toccò al “Lohengrin”, opera romantica in tre atti, desunta dal romanzo medioevale tedesco “Parsifal” (1853).
Questo prodigo mecenatismo, (spesso senza alcun ritorno economico) non influì, non pose ostacoli di nessun genere alla figura di Liszt compositore. Egli si avventurò nel campo orchestrale con perfetta padronanza di mezzi, sempre aperto a concezioni moderne, che lo portarono all'ideazione di una nuova forma strumentale, il Poema Sinfonico, frutto di una lenta elaborazione della Musica a Programma, conosciuta grazie a Berlioz.
Gli anni passati a Weimar furono anche travagliati da una serie di episodi intriganti e gelosie personali, che amareggiarono l'esistenza dell'oramai cinquantenne maestro: primo tra tutti il celebre Manifesto firmato da Brahms e Joachim (1860), in aperta polemica con il generale orientamento progressista che la musica cosiddetta “moderna” stava assumendo.
Un altro evento funesto fu la prematura scomparsa di Daniel Liszt, morto di tubercolosi a Berlino nel Dicembre del 1859. Come se non bastasse, a questa tremenda circostanza si aggiunse un tenace ostracismo perpetrato da un autorevole manipolo di nemici della “Nuova musica”, capeggiati da Franz von Dingelstedt, nuovo Intendente del Teatro d' Opera alla corte di Weimar, dove Liszt era direttore dell'orchestra. Dopo essersi dimesso da questo incarico, nel 1861 Liszt si recò in Italia, approfittando di un viaggio a Roma di Carolyne, la sua compagna, che sperava di ottenere una dispensa papale relativa al suo primo matrimonio con il Principe Sayn von Wittgenstein. A partire da quell'anno, e fino al 1869, Liszt visse praticamente a Roma; durante questo periodo egli fu totalmente assorbito da un fervore mistico al punto che, anche quando si presentò l'opportunità di unirsi in matrimonio con l'amata Caroline, rimasta vedova (1864), lui inaspettatamente prese gli Ordini minori ed iniziò una vita errante tra Roma, Weimar e Budapest. Questi continui spostamenti furono la conseguenza di nuovi Incarichi professionali che Liszt assunse in Germania e in Ungheria, pur preferendo Roma come sede principale. In quegli anni, il grande maestro fu colpito da due lutti familiari: la morte della primogenita Blandine (1862) e della madre (1866), circostanze nefaste che fecero aumentare la sua profonda vocazione religiosa. Questo periodo e gli anni a venire furono dedicati in gran parte ad una consistente produzione di musica sacra: spiccano per l'appassionato fervore due oratori, le ultime tre Messe ed un sostanzioso “Corpus” di composizioni religiose, nelle quali appare evidente l'influenza polifonica rinascimentale italiana.
Nel 1873, una serie di riconoscimenti ufficiali rinverdì l'attività musicale di Liszt. I grandi festeggiamenti, che il popolo ungherese gli riservò in occasione del cinquantenario della sua carriera artistica e che culminarono con la proclamazione di Liszt ad eroe nazionale, gli valsero la nomina di Presidente della nuova Accademia musicale di Budapest (1875), dove organizzò parecchi seminari sulla tecnica ed interpretazione pianistica. L'anno successivo fu invitato alla Cerimonia di inaugurazione del Festival di Bayreuth che, a tutt'oggi, resta il principale appuntamento delle esecuzioni del repertorio wagneriano. Di Wagner, nell'agosto 1882, Liszt ascoltò la prima rappresentazione del Parsifal e, in quella occasione, l'amicizia tra i due, compromessa da eventi passati, tornò a rinsaldarsi.
Gli anni a venire furono per Liszt un continuo susseguirsi di riconoscimenti artistici tributati dalle Teste coronate e da Istituzioni culturali di mezza Europa. Nel 1884, il Teatro nuovo di Budapest dedicò un monumento in suo onore, proprio nel momento in cui a Weimar andò in scena, con esiti trionfali, la prima rappresentazione dell'Oratorio in due parti “Die Legend der heiligen Elisabeth” (La Leggenda di Santa Elisabetta). Grandiosi successi furono raccolti anche in Inghilterra e in Francia, durante una strepitosa tournée svoltasi nel 1886, in cui Liszt fu presentato alla Regina Vittoria.
Durante il ritorno in Germania, il celebre compositore-pianista-concertista soggiornò qualche giorno nel Lussemburgo; a quel momento risale la sua ultima esibizione pubblica; nel corso del viaggio, infatti, egli accusò un forte raffreddamento che più tardi degenerò in bronco-polmonite. Giunto a Weimar stanco e sfinito per una forte e persistente tosse, egli ebbe tuttavia la forza di recarsi a Bayreuth per assistere alle rappresentazioni del “Parsifal” e del “Tristan und Isolde” di Wagner (23-25 lug.1886).
Il giorno 26 non ebbe più la forza di alzarsi dal letto, e il 31 per il grande maestro sopraggiunse la morte.
Per volontà della figlia Cosima, la notizia del decesso venne posticipata di due giorni al fine di non compromettere la Cerimonia di chiusura del Festival wagneriano.
La Salma di Liszt fu sepolta nel Cimitero di Bayreuth il 3 agosto, e il giorno seguente, in suo onore, nella Chiesa cattolica della città venne eseguito un Requiem, all'interno del quale Anton Bruckner suonò all'organo alcune Variazioni sul tema della Fede di Parsifal.
L'imponente produzione musicale di Liszt viene approssimativamente divisa in tre periodi temporali:
Gli Anni giovanili, quelli della formazione, dedicati allo studio e perfezionamento della tecnica e dell'interpretazione pianistica; il Periodo della maturità, nel quale, all'attività concertistica si affianca gradatamente quella del compositore; ed infine l'Ultimo Periodo totalmente incentrato sulle composizioni sinfoniche e sinfoniche-corali, quando a Weimar egli poté usufruire di una valida orchestra.
Per quanto riguarda il pianoforte, Liszt viene considerato il più grande virtuoso del suo tempo e, se si eccettuano alcune evoluzioni tecniche, anche dei tempi attuali.
Le sue strabilianti doti di virtuoso derivarono da un felice connubio di varie tecniche assimilate dai suoi insegnanti o colleghi, che il geniale pianista seppe plasmare e rendere personali.
Inoltre, cosa di non poco conto, egli possedette un impareggiabile carisma, attraverso il quale riusciva ad affascinare il pubblico presente alle sue esibizioni.
La Musica per pianoforte di Liszt si articola in tutte le forme adatte a questo strumento: Studi, Sonate, Variazioni, Capricci, "Pezzi" di bravura (il tutto racchiuso in Raccolte dai vari titoli e dediche), seguono le composizioni per pianoforte e orchestra (2 concerti, 3 fantasie e il Totentanz, parafrasi del Dies Irae gregoriano), una rilevante mole di lieder, più 6 melologhi accompagnati e 9 composizioni di musica da camera.
Per quanto riguarda la musica sinfonica, Liszt la affrontò relativamente tardi, dopo che aveva già composto importanti e fondamentali lavori pianistici e quando, come si diceva prima, ebbe a sua disposizione un'efficiente orchestra: quella di Weimar. Tuttavia, la produzione in questo genere è notevole e il suo nucleo centrale è costituito da 12 poemi sinfonici (scritti nel decennio 1848-58), interamente dedicati alla Principessa Carolyne Sayn-Wittgenstein. Al medesimo periodo appartengono anche la Faust Symphonie, ispirata al capolavoro letterario di J. Wolfgang von Goethe (1854); e la Dante Symphonie, strutturata in due parti (Inferno e Purgatorio), composta tra il 1855 e il 1856.
Agli anni '60 appartengono, invece, le composizioni più significative di musica sacra; a partire dai due celeberrimi Oratori: Christus e Die Legend der heiligen Elisabeth.
Il Primo, ispirato ai Testi delle Sacre Scritture e alla Liturgia cattolica, consta di tre parti e venne rappresentato a Weimar il 29 magg. 1873; il Secondo, tratto da Episodi evangelici e dedicato a Luigi II di Baviera, vide il suo primo successo a Budapest il 15 Agosto 1865.
Tra le altre composizioni di musica sacra spiccano 4 Messe, tra le quali la famosa Messa di Gran del 1855 e un Requiem per soli, coro virile, organo e ottoni; segue infine un consistente numero di Salmi, Te Deum, Cantici, Inni ed alcune Preghiere.