Stizzoso, mio stizzoso è un'aria buffa dall'intermezzo in due parti La serva padrona del compositore italiano Giovanni Battista Pergolesi.

Composta nel 1733, l'aria è cantata dal personaggio di Serpina, la serva astuta e vivace che cerca di domare il padrone brontolone Uberto.

Nel brano, Serpina lamenta le continue lamentele e i rimproveri di Uberto, nonostante le sue premure e attenzioni. Con tono ironico e un pizzico di impertinenza, lo invita a calmare il suo carattere irascibile e a godersi la vita.

Si distingue per la sua melodia orecchiabile e il ritmo vivace, accompagnati da un'orchestrazione brillante e ricca di spunti comici. L'aria divenne rapidamente una delle più popolari dell'opera e contribuì al successo immediato de La serva padrona.

Alcuni aspetti interessanti:

  • Il contrasto tra i due personaggi: Serpina canta con voce agile e acuta, mentre Uberto ha un registro più basso e burbero. Questo contrasto musicale sottolinea la differenza di carattere tra i due personaggi.
  • L'uso dell'ironia: Serpina usa l'ironia e il sarcasmo per mettere in ridicolo il comportamento di Uberto. Questo rende l'aria ancora più divertente e coinvolgente.
  • L'importanza del ritmo: Il ritmo incalzante dell'aria contribuisce a creare un'atmosfera di allegria e vivacità.
  • L'influenza sulla musica successiva: Stizzoso, mio stizzoso ha influenzato molti compositori successivi, tra cui Mozart e Rossini.