Largo al factotum, cavatina del barbiere Figaro dall'opera buffa Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, è uno dei brani più celebri e conosciuti della lirica italiana.

Composta nel 1816, su libretto di Cesare Sterbini, si inserisce nella seconda scena del primo atto e rappresenta l'ingresso in scena di Figaro, che si presenta al pubblico come il factotum della città, un barbiere abile e intraprendente, capace di svolgere qualsiasi mansione.

  • Struttura musicale: Il brano è caratterizzato da un ritmo vivace e incalzante, con una melodia orecchiabile e facilmente riconoscibile. Si articola in due sezioni principali: un'introduzione recitativa e la cavatina vera e propria, suddivisa in due strofe e un ritornello.
  • Testo: Le parole di Sterbini descrivono con ironia e brio la frenetica attività di Figaro, sottolineando la sua abilità nel destreggiarsi tra mille impegni. Il linguaggio è semplice e diretto, ricco di rime e assonanze che contribuiscono alla musicalità del brano.
  • Interpretazione: Largo al factotum è un brano che richiede al baritono una grande padronanza tecnica e vocale. La sfida consiste nel rendere la vivacità e l'esuberanza del personaggio, mantenendo al contempo una certa eleganza e raffinatezza. Tra i grandi interpreti di questo brano ricordiamo Tito Gobbi, Leo Nucci e Dimitri Hvorostovsky.

Ha avuto un enorme successo fin dalla sua prima rappresentazione, diventando uno dei brani più popolari di Rossini e dell'opera italiana in generale. La sua fama è dovuta alla sua irresistibile melodia, al ritmo contagioso e al ritratto divertente e memorabile del personaggio di Figaro.