Iannis  Xenakis
Iannis Xenakis (Brăila RO. 29 magg. 1922 - Parigi 4 febb. 2001)

Compositore, Pianista Teorico e Ricercatore.
Xenakis viene definito una delle figure più rappresentative dell'Avanguardia musicale europea, per via della sua continua e molteplice attività di ricercatore aperto a tutte le Innovazioni artistiche del Secondo Novecento.


Iannis nacque il 29 maggio 1922 a Brăila, Capoluogo dell'omonimo distretto romeno e sede di un importante porto sul Danubio.

Suo padre Clearchos Xenakis, facoltoso uomo d'affari che rappresentava in Romania alcune Società inglesi, nel 1921 aveva sposato Photini Pavlou. Da quell'unione, la coppia ebbe tre figli maschi: Iannis il primogenito, Cosma, che diventò un pittore affermato e Jason, fino a qualche tempo docente universitario di Filosofia negli Stati Uniti.

Benchè in casa Xenakis la musica circolasse frequentemente (Clearchos era un grande estimatore degli autori classici e la moglie una buona pianista dilettante), Iannis non ebbe l'occasione di dedicarsi subito a quest'arte, in quanto, all'età di sei anni, perse la madre, colpita da meningite fulminante durante il parto di una bambina.

Stabilitosi in Grecia con i tre figli, viste le straordinarie doti di Iannis per la matematica, Clearchos decise di mandarlo in Inghilterra a studiare Ingegneria navale, cosa che, tuttavia, non avvenne poichè il ragazzo preferì rimanere ad Atene e frequentare il Politecnico di Stato. I primi accostamenti con la musica si erano già manifestati qualche anno prima, quando Iannis era ancora studente liceale. Fu Jean Choisy, un professore di origine svizzera a impartirgli regolari lezioni di pianoforte. Tuttavia, nonostante due anni di intenso studio, Choisy non riuscì ad infondere al giovane un adeguato interesse per questo strumento e, soprattutto, non comprese la sua Innata vocazione compositiva.

Le cose cambiarono nel 1938, quando Xenakis si dedicò al contrappunto, sotto la guida di Aristote Koundourov, un insegnante georgiano di vecchio stampo, che aveva frequentato il “Gruppo dei cinque” ed era stato allievo di Rimski-Korsakov. Di Koundourov, il futuro compositore greco ebbe a dire: “Ricordo che mi fece imparare a memoria tutto il “Requiem” di Mozart. Tutte le voci, una per una!”.

Con questo maestro Xenakis studiò fino alla Primavera del 1941, quando le divisioni tedesche, accorse in aiuto dell'Esercito italiano, invasero la Grecia.

Gli accadimenti bellici portarono Iannis ad iscriversi al Partito Comunista ellenico e a far parte della Resistenza, trovandosi, in un primo tempo, a combattere contro i tedeschi e poi ad osteggiare le Forze di occupazione inglesi. Arruolato nel Battaglione degli Studenti del Fronte popolare, fu proprio durante un' azione contro le truppe britanniche che Xenakis perse l'occhio sinistro e venne deturpato al volto dallo scoppio di una granata. Durante il ricovero, il giovane studente trovò gli strumenti culturali che cambiarono il suo destino. Ancora convalescente, si entusiasmò per una "Trilogia" di Charles Morgan, incentrata su concetti dell'arte che rimandavano al pensiero di Platone. Del grande filosofo, Iannis riprese a leggere, con nuove motivazioni, le maggiori opere studiate al Liceo: il Convivio, il Fedone, la Repubblica, trovando in esse le risposte esistenziali, che da tempo stava cercando.

Nel 1947, dopo aver conseguito una laurea in Ingegneria (16 genn.), Xenakis decise di recarsi negli Stati Uniti per continuare gli studi di fisica e matematica. Costretto ad espatriare clandestinamente, in quanto ricercato dagli "Attivisti" dell'Estrema destra greca, con un passaporto falso, al nome di Kostantin Kastrounis, e aiutato da "amici comunisti", Iannis riusci a riparare prima in Italia (Roma e Torino), quindi, nel mese di novembre, passando per Ventimiglia, a Parigi, dove, affascinato dalle pulsazioni artistiche della città, finì con lo si stabilirsi definitivamente.

Gli inizi non furono facili. Tuttavia, essendo Ingegnere e con l'aiuto di Georges Candilis, un architetto urbanista di origine greca, venne assunto come tecnico addetto ai calcoli presso lo studio del famoso architetto, urbanista, pittore e designer Charles-Edouard Jeanneret-Gris, noto ai più con lo pseud. di “Le Corbusier”.

Nel frattempo, Xenakis decise di riprendere gli studi musicali e, non avendo lo spazio per un pianoforte in casa, acquistò una chitarra e si iscrisse all'École Normale de Musique, in quanto i Corsi erano gratuiti e, per parteciparvi, non erano previsti Esami di ammissione.

Alla “Normale”, divenne allievo di Darius Milhaud e di Artur Honegger, al quale sottopose alcuni lavori per pf. che aveva scritto quando viveva ancora in Grecia. Dopo un "primo ascolto", e una rapida occhiata allo spartito, il cinquantacinquenne maestro espresse senza mezzi termini che quella non era musica, ma un' accozzaglia di suoni senza nè capo nè coda. La delusione fu tremenda, ma non sufficiente per far rinunciare Xenakis alla vocazione musicale. Si presentò allora a Nadia Boulanger e, per la seconda volta, l'audizione si rivelò un fallimento. “Mademoiselle terrible” (così era soprannominata la Boulanger) congedò l'aspirante allievo, dicendogli che era oramai “vecchio” e musicalmente troppo ignorante per ammetterlo ai suoi Corsi. Quando tutto volgeva al peggio, parlando con un amico, Xenakis venne a sapere che al Conservatorio insegnava un docente di vedute avanguardiste di nome Olivier Messiaen. Quest'ultimo, dopo aver esaminato alcuni lavori, si congratulò con l'autore, riconoscendogli un notevole ed innato talento musicale. Sostenuto nel morale, Xenakis chiese se avesse dovuto riprendere gli studi di armonia e contrappunto interrotti da tempo. “Non ne vale la pena; ascolti molta musica e scriva” fu il laconico consiglio di Messiaen; quindi lo invitò a partecipare, come "libero uditore", ai suoi Corsi di composizione.

Entrato nell'ambiente del Conservatorio, Iannis si impegnò a fondo per tre anni, ed ebbe modo di crearsi una personalità artistica, influenzata da musiche extraeuropee, soprattutto asiatiche ed africane, assimilate attraverso l'ascolto di vecchi dischi 78 giri, prestati da amici o trovati nei mercatini rionali.

Nel 1953, mentre era impegnato, come architetto, alla progettazione del Convento domenicano “Santa Maria de la Tourette”, situato nei pressi di Lione, Iannis sposò Françoise Gargouïlle, allora studentessa di psicologia e operatrice sanitaria. I due (dai quali nel 1956 nascerà una figlia: Mâkhi Zyïa), si erano conosciuti l'anno precedente a Parigi, in un periodo in cui la giovane donna era in preda ad una forte crisi esistenziale, in quanto la sua vocazione era quella di diventare una scrittrice. Con l'aiuto del marito, riuscì nel suo intento, al punto che, Françoise Xenakis, oltre aver pubblicato numerosi saggi, è tuttora considerata una giornalista e novellista a livello internazionale.

L'esordio di Iannis Xenakis nel panorama sinfonico avvenne al Festival di Donaueschingen del 1955, con la Composizione Meta-staseis, per orch. di 61 elementi. L'opportunità di affacciarsi sulla ribalta internazionale gli fu data dal celebre dir. d'orch. berlinese Hermann Scherchen, invitato a Parigi per dirigere le musiche di Edgard Varèse. In un primo momento Scherchen si interessò molto alla partitura di “Meta-staseis”, tanto da volerne l'esclusiva; poi, oberato da impegni artistici, fu costretto a rinunciare al lavoro che, tuttavia, segnalò all'amico e collega Hans Rosbaud.

In controtendenza con la Tecnica seriale, Xenakis si distinse anche per la sua estraneità alla musica aleatoria o alla libera improvvisazione e alieno fu anche nei riguardi del Pensiero “negativo”, introdotto in Europa dal californiano John Cage (1954). Quest'ultimo aveva assunto, come Principio, l'assenza di ogni progettualità compositiva, mentre per Xenakis il modo di pensare la musica comportava una visione razionale, di tipo geometrico - architettonico. Questa tecnica si concretizzò a partire dalla composizione Pithoprakta, il cui debutto avvenne l'8 mar.1957 a Monaco di Baviera, sotto la dir. di Scherchen. A questo lavoro, in cui Xenakis utilizzò per la prima volta il Calcolo delle probabilità nella costruzione delle forme, seguì Achorripsis, per 21 Strumenti, eseguito in anteprima a Buenos Aires, con Scherchen sul podio del Teatro Colon (20 lug.1958).

Desunti gli strumenti di musicista-ricercatore dal Calcolo matematico e dalle Oscillazioni dilatatorie di Simmetrie geometriche, Xenakis conobbe la notorietà internazionale grazie alle proprie tesi, pubblicate sull'autorevole rivista “Gravesaner Blätter”, diretta da Scherchen (La Crise de la Musique serielle, 1955 e la Teoria delle probabilità, 1956). Questo gli permise, a partire dal 1959, di dedicarsi pienamente all' attività di compositore.

Le premesse di questa svolta professionale vanno attribuite all'incontro con Edgard Varèse, giunto dagli Stati Uniti per dirigere il suo “Poème electronique” all'interno del Padiglione Philips, realizzato dall'Equipe di Le Corbusier in occasione dell'Esposizione di Bruxelles (1958).

Xenakis fu determinante per il progetto di quest'opera. In un primo momento, avrebbe dovuto anche comporre un Interludio allo spettacolo vero e proprio, ma, alquanto avverso alla musica elettronica, declinò l'Incarico e preferì dedicarsi alle sperimentazioni sulla musica concreta, cioè sull'utilizzo combinatorio di suoni e rumori reali.

Emblematica fu la Composizione Diamorphoses, realizzata nello Studio parigino dell'amico e collega Pierre Schaeffer, che già nel 1951 aveva fondato le “Groupe de Recherches de Musique Concrète”, finanziato da Radio France.

La collaborazione tra i due si incrinò con la proposta di Xenakis di creare un laboratorio, in cui si potesse fare musica con l'ausilio del Calcolatore. Nonostante il compositore francese si fosse opposto all'Idea, il sodalizio si mantenne fino al 15 dicembre 1962, data in cui si interruppe definitivamente, per via del clamoroso scandalo parigino suscitato da "Bohor", brano su Nastro magnetico a 8 tracce, che il musicista greco aveva dedicato a Schaeffer.

Nel 1957, Xenakis ricevette un sovvenzionamento dalla Commissione Culturale Europea e questo gli permise di rendersi indipendente nella ricerca musicale. A tal proposito, fondò lo MYAM, un Gruppo di Ricerca informale, incentrato sulle relazioni musica-matematica, di cui fecero parte il compositore matematico e acustico Michel Philippot, gli ingegneri e musicisti Abraham Moles e Alain de Chambure.

Pur mantenendo l'orientamento rivolto alla Musica concreta, nei primi anni Sessanta Iannis iniziò ad accostarsi ai Calcolatori elettronici per la realizzazione delle proprie musiche. Con l'utilizzò di un IBM 7090, egli elaborò un "Corpus" di composizioni fondato su particolari distribuzioni di probabilità algoritmiche, alle quali adeguò parametri dinamici, timbrici e formali. Su questi presupposti, nel 1962 nacquero ST4, ST10, ST48, (ST sta per Stochos, e il numero indica la quantità degli esecutori), quindi Morsima-Amorsima per pf., vl., vcl. ctb., la cui anteprima si svolse ad Atene sotto a direz. di Lukas Foss (3 lug.1962) e Atrées, per 10 Strum., eseguita in prima assoluta dall'Ensemble de Musique Contemporaine, con Konstantin Simonovitch sul podio (Parigi, 6 Sett. 1962).

Dalla cosiddetta Musica stocastica, per la quale Xenakis applicò la Teoria probabilistica del matematico russo Andrej Markov (Catene markoviane), il compositore compì un ulteriore passo in avanti e giunse ad una simbiosi tra essenza musicale e complesse forme geometriche, sottoposte a "rotazioni" intorno ad un asse, conferendo all'opera stessa un inedito senso di continuità, generato da fluttuanti Irregolarità ritmiche. Affascinato da questo "processo", che consentiva un'enorme libertà di concepire forme in musica, Xenakis adottò, come metodo compositivo, la “Teoria dei gruppi”: una serie di Insiemi ordinati, fatti derivare dai "Quattro parametri" che costituiscono il Suono musicale (Altezza - Durata - Intensità e Timbro). Un altro "elemento costitutivo" di questa teoria, fu la concezione di “Spazio” all'interno di un'esecuzione musicale. In verità, il problema della spazialità era già stato affrontato qualche anno prima da Karl-Heinz Stockhausen e, soprattutto, da Pierre Schaeffer, che fu il primo ad avvertirlo agli inizi degli anni Cinquanta. Nel 1966, per eseguire la sua Composizione Terretektorh al Festival di Royan, Xenakis dispose un orch. di 88 elementi tra il pubblico, secondo un rigido gioco di simmetrie, con Hermann Scherchen al centro in qualità di Direttore. Lo stesso esperimento avvenne con l'Opera Nomos Gamma, sempre rappresentata a Royan due anni dopo. In questo lavoro, per la cui esecuzione occorse un Organico di 98 musicisti, Xenakis volle creare delle Spirali di suoni, ottenute dalla Sezione degli Strumenti ad arco, in contrapposizione a quelle generate dai legni, dagli ottoni e dalle varie percussioni.

Tornando agli inizi degli anni Sessanta, Xenakis partecipò, con altri compositori occidentali l'italiano Luciano Berio, il ted. Hans Heinz Stuckenschmidt, gli statunitensi Elliott Carter, Roger Session ed Henry Cowel) all'incontro “East-West Music”, svoltosi a Tokyo nell'aprile del 1961. In tale occasione, il musicista greco presentò un concerto di musica sperimentale che ottenne un grande successo e l'ammirazione di Toru Takemitsu, il più alto esponente giapponese di musica contemporanea.

Ritenuto uno dei più avanzati sperimentatori, nell'estate del 1963 Xenakis venne invitato da Aroon Copland a tenere dei Seminari a Tanglewood (Massachusett) presso il Berkshire Music Center. Tornato in Europa, Iannis trascorse l'inverno a Berlino Ovest dove, grazie ad un finanziamento elargito dalla Fondazione Ford, potè lavorare su nuove teorie che coinvolsero anche il problema della temporalità, consistente nel creare una successione determinata di "trame sonore", facendo in modo che le caratteristiche di ognuna si realizzino con maggiore o minore probabilità rispetto a quelle della trama immediatamente precedente.

Nel maggio del 1965, su intercessione di George Auric, il presidente George Pompidou concesse a Xenakis la cittadinanza francese e, per l'occasione, il Ministero della Cultura organizzò un Festival interamente dedicato ai suoi lavori (Parigi, Salle Gaveau, 20 magg.).

Acquisita una fama a livello mondiale, a partire dalla Seconda metà degli anni Sessanta, Xenakis vide moltiplicarsi gli impegni artistici. Le sue musiche, eseguite in ogni parte del pianeta, necessitarono di organici e direttori d'orchestra di estrema sensibilità interpretativa. Alla prematura morte dell'amico fraterno e preziosissimo collaboratore Hermann Scherchen (2 giu. 1966), gli subentrarono Kostantin Simonovitch e Charles Bruck, entrambi Direttori dell'Ensemble de Musique Expérimentale de Paris.

Dopo aver partecipato ad un simposio organizzato a Manila dall'UNESCO (apr. 1966), Xenakis si recò negli Stati Uniti, dove fece rappresentare a Ypsilanti (Michigan) la prima versione dell' Oresteïa, scritta per v. bianche, coro misto, legni, ctb., vcl., tuba e percuss.: una Trilogia ibrida, a mezza strada tra opera, oratorio e balletto. Sempre nel Continente americano si succedettero le tappe più significative di questo periodo: a Città del Messico “Meta-staseis” ottenne uno strepitoso successo (29 Lug.1966); quindi, a Buenos Aires, oltre alla rappresentazione delle proprie composizioni, Iannis tenne un lungo ciclo di Seminari e Conferenze all'”Istituto di Tella”, diretto da Alfredo Ginastera.

Nel dicembre del 1966, abbandonata temporaneamente l'attività di compositore, Kenakis fondò a Parigi l'EMAM (Equipe de Mathématique et d'Automatique Musicales), insieme a fisici e matematici di primissimo livello, tra i quali quali Marc Barbut, Georges Guilbaud, François Genuys. Le attività di questa struttura si articolarono su due versanti distinti: da un lato l'Esegesi e la Ricerca teorica, dall'altro l'applicazione dell'informatica nella musica, soprattutto in funzione delle relazioni tra Suoni e Fasci di luce.

Un primo esperimento pubblico avvenne nel 1967 all'interno del "Padiglione francese" all'Expo Mondiale di Montreal, dove Xenakis presentò Polytope de Montréal, uno Spettacolo di luci e suoni per 4 orchestre di 15 elementi ciascuna, agenti in uno spazio funzionale, in cui venivano emessi lampi di luce di cinque colori diversi (rosso, bianco, giallo, verde, blu), con una frequenza di 1/25 di secondo.

Immerso sempre più nella musica sperimentale, per le sue qualità di ricercatore, nell'Autunno del 1967, Xenakis venne invitato ad insegnare Matematica applicata all'Università di Bloomington (Indiana). Nel frattempo, si dedicò allo studio di un nuovo concetto di "Filosofia musicale", che lo portò a scrivere “Vers une philosophie de la Musique”, una Rassegna pubblicata a Parigi alla fine degli anni Sessanta.

Il 7 aprile 1968, Xenakis presentò Nuits, un brano a cappella per 12 voci soliste (6 femm. e 6 masch.), una sorta di Salmodia che, pur nella sua dimensione di forte tragicità, ottenne un autentico trionfo al Festival di Royan. Il successo ottenuto, tuttavia, non indusse il maestro a proseguire sul versante della vocalità. Attratto dalle conquiste in campo elettronico ed informatico, egli si dedicò a lavori in cui poter coinvolgere molteplici aspetti artistici, sempre e comunque subordinati all'Elemento musicale. coaudiuvato dall'equipe del Centro EMAMu, Xenakis gettò le basi per la realizzazione del Balletto Kraanerg per nastro magnetico e orch., la cui première, coreografata da Roland Petit, ebbe luogo in Canada, durante l'Inaugurazione del National Center di Ottawa (2 giu.1969).

L'attività di ricercatore si manifestò ancora di più in Hibiki Hana Ma (in giapp. Riverbero Fiore Intervallo), un brano elettro-acustico, in cui gli input di raggi laser vennero sincronizzati con un' orch. registrata su nastro digitale a 8 canali, un Biwa (liuto giapponese) e un tamburo rullante (Osaka, Expo Mondiale 1970).

Più scienziato e filosofo che musicista, negli anni Settanta Xenakis mise in atto un progressivo allentamento di quei rigidi principi costruttivi delle passate esperienze di musica stocastica, stemperando durezze timbriche, allentando tensioni fino a sfiorare parvenze di preordinate linee melodiche. La ricerca di Impasti sonori più fluidi, lo smussamento di asperità acustiche furono il risultato di una "nuova visione speculativa", che indusse il maestro a riaddottare un metodo compositivo dominato dalla logica e dalla viva presenza dell'elemento umano.

In quest'ottica, gli anni Settanta furono caratterizzati da un ritorno agli organici strumentali come mezzo espressivo. Il 6 aprile 1971 si svolsero, al Festival di Royan, le anteprime di Charisma, per vcl. e clar., scritto in memoria dell'amico e collega Jean-Pierre Guézec, e di Synaphaï, per pf. e orch., diretta in quell'occasione da Michel Tabachnik. Seguirono un concerto monografico di Xenakis al Whitney Museum of American Art di New York (14 magg. 1971), l' anteprima di Aroura, per sezione d'archi di 12 elementi (Lucerna, Festival String 24 ago.) e di Persepolis, spettacolo di luci e suoni, composto per il Festival Art di Schiraz (Iran, 26 ago. 1971).

All'apice della notorietà, dopo essere stato nominato membro onorario della Società Britannica Computer Arts, nel maggio del 1972 Xenakis si vide offrire la commissione di un'opera musico-teatrale da Michel Guy, uomo politico e responsabile dell'Apparato culturale francese. Non essendo interessato a tale progetto, come controproposta il maestro avanzò l'idea di mettere in scena uno Spettacolo automatizzato in cui venivano coinvolte le ultime conquiste della tecnologia informatica. Nacque così Polytope de Cluny, composizione astratta multimediale per nastro magnetico a 8 tracce, supportata da Flash elettronici e raggi laser di vari colori, che si riflettevano in centinaia di specchi orientabili. Il debutto avvenne il 13 ott. 1972, all'interno delle terme romane di Cluny, nei pressi dell'Università La Sorbona di Parigi. Il grande successo ottenuto, permise al lavoro di tenere "Cartello" fino al gennaio 1974.

Nell'Autunno del 1972, con l'avvento dell'Era digitale, il Centro EMAM divenne CEMAMu (Centre de mathématique et Automatique Musicales), dotato, appunto, di un Convertitore digitale/analogico che aprì a Iannis nuovi orizzonti e possibilità creative. Questo periodo, inoltre, coincise con un' Intensa attività di conferenziere nelle Università più accreditate del Mondo e nei Corsi estivi della famosa “Neue Musik Schule” di Darmstadt (1972, '74 e '90). La fama acquisita fece sì che le realizzazioni di Xenakis venissero rappresentate in ogni parte del pianeta. A Bali e a Giava, su iniziativa di Maurice Fleuret, giornalista ed impresario, fu organizzato un ciclo di Serate concertistiche, alle quali parteciparono anche il compositore Toru Takemitsu, la pianista francese Marie-Françoise Bucquet e la compositrice fr. naturaliz. amer. Betsy Jolas (dic. 1972).

Nel decennio successivo numerosi furono i Festivals che ebbero il maestro greco protagonista e, di conseguenza, non mancarono i riconoscimenti. Nominato Professore emerito all'Università di Montreal, Xenakis raccolse meritati successi a Parigi, con la première di Erikhthon, per pf. orch., diretta da Michel Tabachnik, (21 magg. 1974); quindi a Lisbona con Cendrées, per coro misto e orch. (20 Giu. 1974), e al Festival “Beethoven” a Bonn, dove l'orchestra della Radio di Colonia gli eseguì Noomena e venne presentata l'anteprima del Brano per Organo Gmeeoorh (19-22 sett. 1974).

Nel giugno del 1975, al Festival di La Rochelle (cittadina sulla Costa atlantica franc. a 150 km. a Nord di Bordeaux), venne rappresentata Empreintes, eseguita dall'orchestra della Radio olandese, condotta da Michel Tabachnick. Ma l'avvenimento più importante per Xenakis fu il proprio ritorno in Grecia, reso possibile dalla caduta del “Regime dei Colonnelli” (23 lug. 1974). Per l'occasione, Atene dedicò al rimpatriato compositore la “Settimana Xenakis”, che rappresentò il "clou" conclusivo di un grandioso festival musicale (sett. 1975), dove il pubblico, per la prima volta, potè assistere alle maggiori realizzazioni di questo maestro, appena nominato membro onorario dell'American Accademy of Arts and Letters.

Il quinquennio successivo Xenakis lo trascorse prevalentemente in Europa, dividendosi tra Francia, Inghilterra e Germania, Paesi in cui partecipò a vari Festivals e dove tenne numerosi seminari e conferenze, in quanto fu professore al secolare Gresham College di Londra (1975-78) e all'Università Sorbonne di Parigi I (1972-89).

In ambito Extra europeo le Tappe più importanti furono il Festival di Musica Contemporanea di Israele, dove debuttò la Composizione cameristica N'Schima, per 2 v.mezzo-sopr., 2 cor., 2 trb. e vcl., per la dir. del maestro cileno Juan Pablo Izquierdo (Gerusalemmme,14 febb. 1976), una Tournée nel Nord-America: a New York, dove venne rappresentata Dmaathen, brano per oboe e percuss. (Carnegie Hall, maggio 1978) e a Montreal per eseguire Epei: Ensemble da Camera commissionato dal “Quebec Society for Contemporary Music” (16 dic. 1978).

Negli ultimi anni Settanta, l'Attività artistica di Xenakis si svolse prevalentemente in Francia. Dopo la “premiere” parigina di “N'Schima” (apr. 1977), egli realizzò, nello Studio 111 di Strasburgo, Akantos, per v. sopr., pf., cl. basso, fl., quart. d'archi (13 giu.1977); quindi partecipò ai Festivals di Musica Contemporanea di Metz (21 giu.) e di La Rochelle (28 giu.), rispettivamente con A Colone, per coro e ensemble cameristico, e Kottos, brano per vcl., ded. ed eseguito dal grande virtuoso Mstislav Rostropovich. In luglio, dopo un breve soggiorno in Grecia, per il debutto di A Hèléne, per coro femmile, al Teatro Epidauro di Atene, Xenakis fu di nuovo in Francia, a Parigi, dove, il 21 dcembre 1978, venne eseguita la Composizione Jonchaies for 109 musician, scritta su commissione dell'orchestre National de France, in quell'occasione diretta dal maestro ginevrino Michel Tabachnik.

In questo periodo oltre al conseguimento di un Dottorato in Arti e Scienze all'Università di Parigi (1976), Xenakis ricevette importanti Riconoscimenti tra cui le “Grand Prix National de la Musique”, assegnato dal Ministero della Cultura francese, il “Premio Beethoven” della città di Bonn e, ancora a Parigi, le “Grand Prix du Disque” promosso dall'Accademia Charles-Cross.

Negli anni seguenti, la produzione del maestro e ricercatore greco si infittì sempre più, grazie alle numerose committenze di caratura internazionale. Nel febbraio del 1978, la Westdeutsche Rundfunk di Colonia mise a disposizione i propri mezzi elettroacustici per la realizzazione della Leggenda d' Eer, spettacolo di suoni sintetici e luci laser, questi ultimi rifessi da centinaia di "prismi" mobili e specchi. Due mesi più tardi, per il Palais Garnier di Parigi, Xenakis compose Ikhoor, per Trio d'archi (vl., v.la, vcl.), quindi, in estate tenne una serie di conferenze presso il Centro Achantus di Aix en Provence e, più tardi, collaborò all'allestimento di una rassegna di musiche proprie, svoltasi tra le rovine della città di Micene.

Per l'occasione (Polytope de Micene, 2 - 6 ago. 1978), furono eseguite “A Hèléne”, “A Colono”, “Orestea”, “Sappha e Persephassa” e musiche su brani tratti da Omero. L'esito fu trionfale. Nelle Cinque serate del “Polytope” l'affluenza di pubblico superò le quarantamila presenze.

Diventato un compositore di fama mondiale, negli anni successivi a Xenakis vennero dedicate intere rassegne musicali ed allestiti simposi in tutto il mondo. Anche l'Italia, storicamente arretrata sul versante dell'Avanguardia musicale, organizzò in suo onore degli appuntamenti musicali, promossi dall' Accademia Filarmonica Romana, che si svolsero a L'Aquila, dove debuttò la Composizione Phalinseste, eseguita all'Ensemble “Divertimento”, sotto la direzione di Sandro Gorli (3 mar. 1979). Un susseguirsi di committenze portarono questo maestro prima a Strasburgo per l'allestimento delle Pleiades ded. all' Organico “Percussions de Strasbourg” (magg.1979), quindi in Canadà, per alcuni seminari a Montreal e, successivamente a Bonn, dove, sotto un tendone di oltre 1000 metri quadr. (Diatope de Beaubourg, Bahnhofplatz), tra giugno e settembre, ebbe luogo una serie di spettacoli improntati su musiche ed effetti scenici in gran parte inediti.

Contemporaneamente, in occasione dell' Hollander Festival, venne eseguita dall'orchestra di Radio Hilversum la Composizione Anemoessa, per coro misto e orch. (21 giu.1979), lavoro che riscosse un ampio consenso internazionale, soprattutto durante gli Xenakis's Days, organizzati dalla Music Contemporary Society del Quebec (12-15 ott. 1979).

Gli anni Ottanta furono ancora più prolifici. Per il Duo Salvatore Accardo - Bruno Canino (vl. e pf.), presente al 30° Beethovenfestival di Bonn, Xenakis scrisse Dikhthas (4 giu.1980), quindi, per la prima volta, la musica del maestro venne eseguita in Russia dove, con la collaborazione del percuss. francese Sylvio Gualda, fu mandata in scena la Pièce Sappha (Mosca, Ago. 1980).

Le Stagioni concertistiche continuarono a New York, con le Composizioni “Meta-staseis”, Footprints e “N'shima”, quindi in Francia, al Festival di Lille, e a Bordeaux, su iniziativa del Sigma Festival.

In occasione di un Simposio scientifico a Salonicco, il Governo greco elesse Xenakis membro del Consiglio Nazionale della Resistenza greca, onorificenza che il maestro ricambiò con una serie di conferenze presso il Dipartimento Statale di Architettura, aventi per tema “Spazialità e Fonti delle udienze e delle prestazioni”. Dopo aver tenuto seminari su queste tematiche in programmi radio-televisivi in Francia, Belgio, Germania e Canada, nel 1981 Xenakis tornò a comporre per varie committenze senza, tuttavia, abbandonare l'attività di ricercatore. Nell' ottobre del 1980, su invito di Sylvio Gualda, scrisse Aïs, per v. bar., percuss. solista e orch.; la “Premiere” avvenne a Monaco di Baviera il 13 febbraio 1981, con Spyros Sakka (bar.) Sylvio Gualda (percuss.) e l'orch. Bayerischen Rundfunk, diretta da Michel Tabachnik.

Seguirono, in quell'anno, Embellie (Schiarita), brano per viola solista, ded. a Geneviève Renon-MacLaughlin (Parigi, 30 mar.); la Composizione Mists, per pf. solo, commissionata dal pianista australiano Roger Woodward, che la eseguì al Music Contemporary Festival di Edimburgo (12 ago.); Serment-Orkos, lavoro per coro misto, dato in ”Premiere” da “Radio Greece” (6 Sett.).

Dopo aver partecipato agli Incontri internazionali di Musica Contemporanea di Metz con la composiz. Komboï, per harpsicord e percussioni, scritta per la clavicemb. polacca Elizabeth Chojnacka e il solito Sylvio Gualda (22 nov.), la produzione di Xenakis si rivolse ad organici più complessi. Su commissione della Kölnrundfunk (Radio Colonia), il maestro compose Nekuïa, per coro e orch., il cui debutto avvenne il 26 marzo 1982, con Michel Tabachnik sul podio. Un mese più tardi, a Parigi, su testi della moglie Françoise Xenakis, compose la seconda versione di Pour la Paix (Per la pace), per 4 v. recitanti, coro misto e tape a banda magnetica. Diretto da Michel Tranchant, il lavoro, registrato negli Studi di Radio France (22 aprile 1982), valse all'autore la nomina di Chevalier de la Légion d'honneur.

Sempre più richiesto a livello internazionale, nei decenni Ottanta e Novanta, il maestro svolse un' Imponente attività compositiva, che costituisce l'apice della sua produzione artistica. La realizzazione di lavori complessi come Shaar (La Porta), per grande orch. d' archi, presentato al Festival di Tel Aviv (3 febb, 1983) e Chant des Soleils (Canto dei Soli), per grande coro misto,  di voci bianche, ensemble di Ottoni e Percuss., rappresentano la cifra dell'Universalità musicale di Xenakis, confermata anche da Idmen, grandiosa opera doppia per coro misto a 32 parti reali (Idmen A) e sez. di percuss. (Idmen B), commissionata dal Ministero della Cultura francese, in occasione della Festa europea della Musica, svoltasi a Strasburgo (ago.1985).

Nonostante l'assiduo impegno in campo musicale, Xenakis non tralasciò ambiziosi progetti architettonici. Nell'aprile del 1984, dopo aver ultimata Thalleïn, composiz. per 14 strumenti, commissionata dalla London Sinfonietta che la eseguì in “Premiere” sotto la direzione di Elgar Howarth (Londra, 14 febb.), Xenakis, in collaborazione con l'architetto francese Jean-Louis Véret, realizzò la “Cité de la Musique” nel Parc de la Villette di Parigi. Sempre nella Capitale francese, in questo periodo, egli fu uno degli artefici della progettazione del Nouveau Conservatoire National de Musique, soprattutto del suo auditorium, che, per le impeccabili qualità acustiche, fu battezzato “Écrin de son” (Scrigno del suono).

Tornato nei panni del musicista ricercatore, Xenakis disertò pochi appuntamenti internazionali di musica contemporanea. Nella seconda metà degli anni Ottanta, Parigi, Londra, New York, Tokyo, e anche Centri minori, ma non per questo meno prestigiosi, fecero a gara nel contendere le anteprime musicali di questo Scienziato-compositore.

Nel suddetto periodo nacquero vere e proprie "pietre miliari" della musica del Secondo Novecento: Keqrops, imponente realizzazione per orch. ded. al pianista Roger Woodward, che la eseguì accompagnato dalla New York Philharmonic diretta da Zubin Mehta (N.Y., Lincon Center, 13 nov. 1986); Tracées, Horos e Ata, tre lavori di notevole complessità strutturale, rispettivamente commissionati dall'Orchestra National de Lille (17sett.1987), dall'orchestra filarmonica del Giappone (24 ott., ivi) e dalla Symphonisches Orchester von der Südwestfunk di Donaueschingen (3 magg.1988). Accanto a queste composizioni per grossi Organici, non mancarono lavori cameristici, come Akea per quart. d'archi e pf. presentato al Festival d'Automne di Parigi dal Quartetto Arditti e da Claude Helffer (15 dic. 1986). Sempre di carattere intimista, occorre ricordare inoltre Xas, per 4 Sassofoni, ded. al celebre “Quartour de saxophone” Rascher (18 nov.1987) e Keren, brano per trb. “solo”, ded. al grande trombonista israeliano Benny Sluchin, che lo eseguì al Festival Musicale di Strasburgo (19 sett. 1986).

L'impiego degli strumenti tradizionali continuarono fino al 1989 con Waarg, ded. a Elgar Howarth, direttore della London Sinfonietta (Londra, 6 maggio 1988), e con Rebonds, composiz. scritta per il percuss. Sylvio Gualda, che la eseguì a Villa Mèdici, nel novero del “Festival Roma Europa” (1 lug. 1988). Un improvviso ed effimerò ritorno alla musica elettronica avvenne per Xenakis con Voyage absolu des Unari vers Andromède, lavoro eseguito in Giappone nel Tempio Kamejama Honyokuji di Osaka, durante l'Esposizione Internazionale “des Cerfs-volants” (1 apr. 1989). Quindi, il maestro, nuovamente alle prese con la musica cameristica, scrisse il brano per cl. basso e “ensemble” Échange, su ordinazione del virtuoso Harry Sparnaay che, accompagnato dall'Asko Ensemble, lo eseguì ad Amsterdam sotto la direzione di David Porcellijn (26 apr. 1989).

Dopo il Dottorato in musica “honoris causa” rilasciato dall'Università di Edimburgo, e la nomina di Membro dell'Accademia Reale Svedese, il 18 maggio 1989 Xenakis partecipò al “Greek Festival Music” di Londra con Épicycles, per vcl. e 12 Strum. ded. al concertista Rohan de Saram, diretto in quell'occasione dall'inglese Guy Protheroe.

Non si erano ancora spenti gli echi del successo londinese che il compositore greco presentò al Festival di Varsavia il Brano Oophaa, per harpsicord e percuss., ded. all'oramai collaudato Duo Chojnacka-Gualda (17 sett. 1989). Più tardi, al “Festival d'Automne de Paris”, per il bicentenario della “Rivoluzione”, Xenakis presentò Okho, interpretato dal Trio di percuss. “Le Clerch” (T. dell'Opera Comique, 20 ott.1989).

Gli anni Novanta si aprirono con un Impeto compositivo che portò il maestro a "spaziare in tutte le direzioni", facendogli recuperare tecniche apparentemente abbandonate.

Accanto a realizzazioni cameristiche come Tetora, scritta per il quartetto d'archi Arditti (Festival Wittener Tage für Neue Kammermusik, 21 apr. 1990), e Knephas, pensato per il New London Chambres Choir, diretto da James Wood (Londra, 24 giu. 1990), Xenakis compose lavori per grande orch., come Tuorakemsu e Kyania, rispettivamente eseguiti a Tokyo, in occasione del sessantesimo anniv. dell'amico Toru Takemitsu (9 ott. 1990), e a Montpellier, dalla filarmonica locale, diretta dall'ungherese Zoltán Peskó (7 dic. 1990).

Nel 1991, Xenakis tornò alla musica di sintesi, grazie all'elaborazione di un programma informatico, basato su un "processo stocastico" a variabili dinamiche, con il quale realizzò Gendy3, lavoro che, presentato al Festival di Metz (17 nov. ), suscitò non poche perplessità anche tra i sostenitori delle avanguardie più agguerrite.

Con Roáï, brano di notevole complessità, Xenakis si presentò al Giubileo dei Quarant'anni dell' Associazione Europea dei Festivals di Musica e la partitura fu affidata a Olaf Henzold, direttore della Rundfunk-Orchester di Berlino (24 mar. 1992). Seguì una breve tournèe italiana, a Parma, dove l'orchestra sinfonica dell'Emilia Romagna eseguì Krinoïdi, performance che, ripetuta a Roma nell'Auditorium di Santa Cecilia, gli valse la nomina di membro onorario della prestigiosa Accademia (apr.1992).

Dopo la Composiz. La Déesse Athéna, per v. sopr., v. bar., percuss. ed ensemble strumentale, commissionata dalla la Radio-Televisione greca, (magg. 1992), il pilastro portante della produzione di Xenakis fu una serie di composizioni dagli organici più disparati. Dal Poema “Dormeur du val” di Arthur Rimbaud, il maestro trasse Pu wijnuej we fyp, per coro di v. bianche a Cappella, che debuttò il 5 dicembre a Radio France sotto la direzione di Denis Dupays. Seguirono Paille in the wind (Paglia nel vento), per vcl. e pf., ded. a Jacopo Scalfi (vcl.) e Roger Woodward (pf.), che lo presentarono alla “Scala” di Milano (24 dic.), e Troorkh, concerto per trb.e orch., eseguito a Stoccolma dal trombonista Christian Linberg con l'orch. della Radio Svedese, diretta dal finlandese Esa-Pekka Salonen (26 mar. 1993).

Dopo la realizzazione di Mosaïques per l'Orchestra Giovanile del Mediterraneo diretta da Michel Tabachnik (Marsiglia, 23 lug. 1993) e Les Baccantes d'Euripide, opera scenica per v. bar., coro femm. ed ensemble strum. (Londra, Queen Elisabeth Hall, (1 sett. 1993), Xenakis ebbe l'onore di vedersi dedicare rassegne musicali dai più prestigiosi Enti ed Istituzioni internazionali.

Tra ottobre e dicembre 1993, Dresda, Seul, Parigi e Oslo, nell'ambito dei rispettivi Festivals, organizzarono Intere serate concertistiche nel nome di questo maestro. Al Festivals d'Automne della Capitale francese (9 -13 nov.) i lavori “Naama” e “Oopaa” vennero supportati da Balletti, creati dalla coreografa postmoderna americana Lucinda Childs; il successo fu tale che lo spettacolo venne portato in tournèe nel Sud della Francia e ad Amsterdam.

Seguirono anni di intensa attività creativa, sia per grossi organici che sul versante cameristico.

Il 5 aprile 1994, al Festival di Musica Contemporanea di Évreux, debuttò Zyïa, per soli e coro virile; quindi, il giorno 24 venne eseguita a Colonia l'Anteprima di Plektó, brano cameristico per vl., vcl., fl., cl, pf. e percussioni. Altri lavori di questo periodo furono Dämmerschein, per grande orch., la cui premiere fu eseguita alla Radio di Colonia con Zoltán Peskó sul podio (9 giu.1994), e Sea Nymphs, per coro misto a cappella, che debuttò a Londra in una performance dei “BBC Singer”, diretti da Simon Joly (16 sett. 1994).

Un fugace ritorno alla Musica stocastica fu dimostrato dalla Composizione S 709, realizzata a Parigi , negli Studi di Radio France, anche se il lavoro, eseguito nel novero delle “Journées UPIC” (Giornate di Informatica Musicale, 2 dic. 1994), venne considerato un percorso di ricerca sperimentale.

Nominato Cavaliere della Legione greca e Commendatore dell'Ordine Naz. del Merito, Xenakis si concesse una breve pausa riflessiva e si dedicò ad una nuova versione di “Dmaathen” (per fl e percuss.). Quindi, sempre più attratto dalla musica concreta, soprattutto strumentale, compose Koïranoi per Norddeutscher Rundfunk Orchester, che la eseguì ad Amburgo con Zoltán Peskó sul Podio (1 mar. 1996).

Altri lavori procedettero a ritmo serrato. Al trombonista svedese Christian Lindberg, Xenakis dedicò Zythos, per trb. e 6 percuss., rappr. a Birmingham (10 apr. 1996). Due mesi dopo fu la volta di Kuïlenn, comp. per 9 strum a fiato, eseguita in anteprima all'Holland Festival di Amsterdam dall'Ensemble Nederlands Blazers ( 10 giu. 1986), e di Hunem-Iduhey, per Vl. e Vcl., rappr. al Lincon Center di New York il 10 agosto 1996.

Consapevole di essere affetto dal morbo d'Alzheimer, una malattia che non lasciava speranze di guarigione, il maestro affrontò l'attività compositiva a ritmi ancora più frenetici. Tra ottobre e dicembre compose Ittidra, per sestetto d'archi, ded. al Quartetto Arditti, al quale si aggiunsero il violista austriaco Thomas Kakuska e il connazionale violoncellista Valentin Erben, quando il lavoro venne eseguito in “Première” a Francoforte (4 ott.). Due settimane dopo, la partitura di Loolkos, per orch. era terminata. Il lavoro, affidato alla "bacchetta" del canadese Kwame Ryan, fu eseguito dalla Südwestfunk Symphony Orchestra in occasione del Festival di Donaueschingen (20 ott.).

I successi riportati indussero Xenakis ad estendere la propria attività in altre città tedesche. Al Festival di Oldenburg (Bassa Sassonia), l'ensemble “Oh Ton” di David Coleman eseguì il Brano cameristico Kaï (12 nov.), mentre Rohan de Saram e Stefano Scodanibbio, rispettivamente violoncellista e contrabbassista del Quartetto “Arditti”, presentarono Roscobeck al Festival Music der Zeit di Colonia (6 dic. 1996).

Nel 1997, dopo aver ricevuto dal Ministero della Cultura giapponese il Premio “Kyoto” (4 febb.), Xenakis fu invitato a Londra per un giro di concerti; per l'occasione il maestro scrisse la Composiz. Sea-Change per Orch., eseguita al suo debutto dalla BBC Symphony, diretta da Andrew Davies (26 lug.). Allo stremo delle forze, sempre più minato dalla malattia, Xenakis decise di interrompere l'attività compositiva. Tuttavia, l'ultimo omaggio lo volle dedicare all'amica percussionista e compositrice scozzese Evelyneth Elisabeth Glennie. Per lei compose O-mega, brano per percuss. e orch., che fu eseguita al Festival di Huddersfield (West Yorkshire, 30 nov 1997) con la collaborazione della London Sinfonietta diretta dal renano Markus Stenz.

Nonostante la malattia che ne impedì la partecipazione, a questo grande protagonista della musica contemporanea furono dedicate numerose “Giornate” a testimonianza del prestigio, riconosciuto a livello mondiale.

Nella Primavera del 1998, Radio France organizzò un Festival incentrato sulle musiche del compositore greco, e questo avvenne anche a Strasburgo, in Bretagna, a Nicosia e, soprattutto, nel maggio del 2000 a Lisbona, dove, oltre alla rappresentazione di circa venti lavori del maestro, vennero allestite le famose “Giornate di Musica e Matematica”, presso la prestigiosa Fondazione Callouste Gulbenkian.

Iannis Xenakis morì alle 5 di mattina del 4 febbraio 2001 in una Clinica di Parigi. Dopo le Esequie in forma privata, la Salma fu cremata e l'Urna delle Ceneri consegnata alla Famiglia.

Più volte definito un antico greco catapultato nell'Era moderna, Iannis Xenakis, dopo il periodo formativo, visse una Dimensione autonoma e particolare, che lo rese “Unico” sulla scena della musica contemporanea mondiale. Il vincolo imprescindibile tra Musica e Matematica, costantemente mantenuto da una riflessione filosofica di matrice classica, segnò una Triangolazione del pensiero di questo compositore, volto a risolvere nodi e problemi che Filosofia, Scienza e Musica incontrarono nel Secondo Novecento.

Da sempre estraneo alla "prassi seriale", giunta, a suo modo di vedere, a un grado di complessità da provocare la negazione dell'istintività artistica, Xenakis, che, tuttavia, ne aveva compreso l'importanza innovativa, partì proprio dalla dissoluzione della serialità integrale post-weberniana, per arrivare alla determinazione del calcolo combinatorio. In altre parole, alla fenomenologia sonora, il maestro presuppose l'adozione di una Simmetria regolata da leggi geometriche, che coinvolse i principi di varie teorie: dei "Gruppi" dei "Giochi”, “degli "Insiemi”, fatte confluire nel Calcolo probabilistico. Così facendo, egli tese al conseguimento di un' Alea ragionata, in cui il “Caso” non doveva essere frutto dell'improvvisazione.

Sconfessato quindi l'Assioma “asimmetria = libertà totale”, Xenakis iniziò ad applicare formule e concetti matematici alle proprie composizioni, mantenendosi coerente al principio che la musica, pur essendo un mezzo d'espressione, dovesse anche essere una struttura in cui applicare procedimenti sequenziali probabilistici. Questo, però, avvenne dopo l'opera esordio Meta-staseis (1953-54) ancora condizionata da riminescenze seriali, pur avendo già presente in essa una tecnica glissatoria degli archi, ispirata ai movimenti geometrici di una retta nello spazio e volta alla determinazione di ambiti volumetrici preordinati.

Convinto assertore che una composizione non fosse un' entità oggettiva, ma un'Idea sonora assoggettata alla razionalità del pensiero, Xenakis si affidò alle potenzialità del Computer (il Calcolatore IBM 7090), programmato su una Scelta di particolari distribuzioni probabilistiche.

Tuttavia, le eccessive difficoltà di adeguare la “Macchina” a molteplici fattori necessari alla realizzazione di un processo musicale, indussero Xenakis a cercare un altro percorso di formalizzazione mediante una successione a catena di Trame sonore, in modo che le caratteristiche di ciascuna potessero manifestarsi con maggiore o minore probabilità, secondo i Parametri stocastici markoviani.

Un'altra via di Ricerca, forse più profonda, tendente ad una Simbiosi tra Composizione musicale e Forme geometriche, condusse questo Musicista/scienzato alle cosidette “arborescenze”: nuclei polifonici che, dipanandosi in Operazioni topologiche, permettono al Processo sonoro di ottenere Deformazioni e Trasformazioni dovute alle risultanze ottenute da figure geometriche solide ruotanti intorno ad un asse; emblematica in questo senso la Composiz. Erikhthon per pf. e orch. (1974).

Alla costante esplorazione di nuovi procedimenti, dopo aver concepito una "naturalizzazione della musica" attraverso la “Regola aurea” (una delle leggi biologiche della crescita), Xenakis rivolse il Pensiero creativo al Controllo astratto delle tensioni insite in un'Entità musicale, le cui proprietà e dinamiche complessive, pur sfuggendo al Calcolo, potevano essere previste con gli Strumenti della Logica formale.

Anche se visse una dimensione artistica anomala e solitaria, a Xenakis non mancarono gli ascendenti musicali. Da Béla Bartók filtrò i modi di trattare gli agglomerati sonori, soprattutto in prossimità di dinamiche violente: quelle Esplosioni di suono che caratterizzano gran parte dell'Iniziale produzione xenakiana. Per l'attenzione alla ricerca timbrica e ritmica, fu l'operato di Edgard Varèse a sedurlo maggiormente, anche se con qualche riserva: “Di Varèse mi riesce difficile definire nettamente l’apporto, ma quello che ritengo in lui più importante, è l’avere concepito un’Evoluzione sonora che punta essenzialmente sull’Elemento timbrico, sospendendo le funzioni tradizionali della Polifonia e dell’Armonia” (“Xenakis”, autobiografia curata da Enzo Restagno). Decisivo fu, inoltre, l'incontro con Olivier Messiaen, figura di primissimo piano del Secondo Novecento musicale. Da questo suo maestro e mentore, Xenakis ereditò l'importanza dell'Osservazione naturalistica, che lo convinse del fondamentale rapporto tra Razionalità logico-matematica e Natura.

A partire da metà anni '60, i lavori di questo maestro conobbero un progressivo estenuarsi delle Tensioni costruttive, dando modo all'Elemento sonoro di ampliarsi verso un recupero di strutture intervallari, in antitesi con le precedenti Composizioni stocastiche. Così facendo, attraverso Speculazioni teoriche già sviluppate alla fine degli anni '50, Xenakis riprese quelle che, nella sua terminologia, vennero definite architetture “Hors-temps” (extra-tempo): un'organizzazione di parametri sonori (altezze, durate, intensità) dove il flusso del tempo non influisce in maniera assoluta, quindi svincolate da ogni Idea del divenire. Alle “Hors-temps” si oppongono quelle Strutture temporali propriamente dette “En-temps” (nel tempo) come riferì il Maestro durante un'intervista: “Bisogna distinguere due Nature: Nel tempo ed Extra-tempo. Tutto ciò che avviene o si lascia pensare senza un prima o un dopo è Extra-tempo (…) le relazioni o le operazioni logiche applicate a classi di suoni, di intervalli, di caratteri sono fuori dal tempo. Dal momento stesso in cui il discorso contiene il “prima” o il “dopo”, siamo nel tempo. L’Ordine seriale è nel tempo, una Melodia tradizionale anche. Ogni musica, nella sua Natura Extra-tempo, può essere colta istantaneamente, bloccata. La sua Natura Nel tempo è la relazione della sua Natura Extra-tempo con il Tempo. In quanto Realtà sonora, non esiste alcuna Musica puramente Extra-tempo; esiste invece Musica nel Tempo pura, che è Ritmo allo stato puro (Iannis Xenakis).

La produzione xenakiana è davvero imponente, diversificata e quasi del tutto volta alla positiva fiducia nei valori scientifici e nell'Oggettività della Conoscenza. Fin dal marginale interesse per la musica concreta, nato nei primi anni '50 dalle sperimentazioni parigine con Schaeffer e Varèse, Xenakis mantenne inalterata una concezione dell'arte e una filosofia di vita che fu sempre in contatto con il Pitagorismo e la Dialettica parmenidea. Una linea ininterrotta sostenuta da un'incrollabile fede nei fondamenti numerici dell'Universo, nella supremazia della Scienza sul Caos, nella musica come forma di conoscenza, in quanto mimesi dei Processi logici in cui si identificano i Criteri conoscitivi.

Oltre ad essere architetto, scienziato, filosofo, matematico e compositore, Xenakis dimostrò eccezionali doti di conferenziere e, soprattutto quelle di illuminante saggista. Tra i suoi numerosi scritti, svettano La crise de la musique sérielle (1956); Musiques formmelles (1963 e Nuova ediz. 1981); Musique Architecture (1971, ediz. rivista ed accresc. nel 1976); Les Polytopes, in collaboraz. con l'Esteta e filosifo fr. Olivier Revault d'Allones (1975); Le Temps en Musique (in Spirales, 1981); Espace musical, espace scientifique (in Unesco courrier 1986).