Niccolò Vito Piccinni
Niccolò Vito Piccinni (Bari 16 Gen.1728 - Passy FR. 7 Magg.1800)

Compositore, Clavicembalista, Dir. di Coro e maestro di Canto.
La sua vita travagliata, a causa di avvenimenti Socio-politici, non gli impedì di comporre circa 150 Opere musicali, avvalendosi dei più illustri librettisti del tempo.


(Nicola Vincenzo)

Appartenente ad una famiglia di musicisti, Niccolò Vito Piccinni nacque il 16 gennaio 1728 a Bari, città nella quale, in un primo tempo, venne avviato alla Carriera ecclesiastica.

Le sue straordinarie doti musicali convinsero il padre, violinista di talento, ad impartire al giovane Niccolò le prime Lezioni di Musica che proseguirono al Conservatorio S. Onofrio di Napoli sotto la guida di due insigni maestri: F. Durante e L. Leo. Dopo aver ottenuto lusinghieri successi come Operista, nel 1758 Piccinni si trasferì da Napoli a Roma, città nella quale, due anni dopo, trionfò con l’Opera Buffa La Cecchina ossia “La buona figliola”, da considerare il suo capolavoro, che lo rese celebre ed ammirato in tutta Europa.

La sua permanenza a Roma si protrasse, con alterna fortuna, fino al 1774. Poi, alquanto deluso da alcune critiche ai suoi lavori, fece ritorno a Napoli per restarci appena il tempo di organizzare un viaggio a Parigi su invito della Regina Maria Antonietta. Stabilitosi con la famiglia nella Capitale francese, Piccinni, senza volerlo, si trovò al centro di una contesa tra i suoi sostenitori e quelli del partito avverso, fedeli alla musica di C.W. Gluck.

La sua prima opera scritta in Francia fu il Roland, che ebbe un discreto successo; a seguito di ciò venne nominato Direttore della Compagnia Italiana dell’Opéra e Maestro di canto della Scuola Reale di Musica. Scoppiata la Rivoluzione (1789), Piccinni dovette tornare frettolosamente a Napoli, dove fu accolto calorosamente da Ferdinando IV di Borbone. Qualche anno più tardi, tuttavia, egli venne sospettato di cospirazione contro il Reggente e confinato nella propria casa per quattro anni (1793-97). Tornato in libertà, nel 1798 Piccinni si recò nuovamente in Francia e, due anni dopo, Napoleone lo nominò Direttore del Conservatorio Musicale parigino, un incarico che si rivelò purtroppo infruttuoso poiché il maestro, gravemente ammalato, di lì a poco si spense a Passy (nei pressi di Parigi) il 7 maggio 1800.

Piccinni compose circa 150 Opere, per le quali si avvalse dei migliori librettisti del suo tempo (Metastasio, Goldoni, Petrosellini, Casti). Nonostante sulla sua produzione musicale sia calato a volte un ingiustificato silenzio, egli resta uno dei massimi artefici dell’Opera Buffa napoletana.