Compositore, Pianista e Dir. d'Orch.
Prokof'ev venne notato fin dall'infanzia per le sue spiccate doti musicali che mise a frutto con composizioni di elevato valore artistico; univoche in quanto distanti da qualsiasi influenza esterna al suo modo di concepire una conduzione musicale.
(Sergej Sergeevič Prokofiev)
Unico figlio di Sergej Alekseevič, laureato in agraria, e di Marija Grigor' evna Žitkova, ottima pianista, Sergej Prokof 'ev nacque il 23 aprile 1891, due anni dopo che i genitori avevano lasciato Mosca e si erano stabiliti a Sontsovka, un villaggio situato nel cuore dell'immensa pianura ucraina.
Pare che i motivi di questo trasferimento fossero legati a disagi economici, dovuti a sbagliate speculazioni finanziarie che indussero Sergej Alekseevič a lavorare alle dipendenze dei nobili Sontsov, una delle famiglie latifondiste più facoltose della Russia prerivoluzionaria.
Queste sono le premesse per le quali Sergej visse un'Infanzia appartata, un periodo in cui il fanciullo, amorevolmente guidato dalla madre, dimostrò il proprio talento musicale, affrontando, già a otto anni, brani pianistici di una certa difficoltà, tratti dal repertorio dei grandi Autori classici e romantici.
Nel 1899, due viaggi, a Mosca e a San Pietroburgo, diedero l'occasione al giovane e promettente musicista di assistere alla “Traviata” di Verdi, al “Faust” di Gounod, alla “Carmen” di Bizet, al “Principe Igor” di Borodin e allo “Schiaccianoci” di Čajkovskij: lavori che affascinarono Sergej al punto che capì immediatamente che la musica sarebbe stata la sua Vocazione definitiva.
In un successivo viaggio a Mosca (1903), Prokof 'ev sottopose alcuni abbozzi pianistici al giudizio del compositore e discepolo di Čajkovskij, Sergej Ivanovich Taneev, il quale, favorevolmente impressionato, lo raccomandò al grande pianista, violinista e compositore di origine belga Reinhold Glière. Per due anni il ragazzo studiò con questo illustre maestro. Quindi, su consiglio di Aleksandr Glazunov, si iscrisse al Conservatorio di San Pietroburgo, che egli stesso dirigeva. Qui Prokof 'ev frequentò i Corsi di contrappunto e fuga, gestiti da Anatolij Ljadov, quelli di strumentazione, tenuti da Nicolaj Rimskij-Korsakov, e perfezionò la tecnica pianistica con Alexandre Winkler.
In questo periodo di intensa attività formativa, Sergej approfondì la conoscenza della produzione dei grandi compositori post-romantici, come R. Strauss, Grieg, Wagner, Debussy e, soprattutto, Max Reger e Aleksandr Skrjabin, per i quali provò un'autentica venerazione. Agli inizi del '900, San Pietroburgo era diventata un importante Centro di Musica d'avanguardia, soprattutto grazie all' impresario teatrale Sergej Diaghilev, che si prodigò per allestire Serate di Musica contemporanea. Questi appuntamenti furono di capitale importanza per Prokof 'ev, che ebbe l'opportunità di far eseguire alcuni lavori, diventati i suoi primi successi.
Terminati gli studi di composizione nel 1909, Sergej continuò a frequentare il Conservatorio, studiando direzione d'orchestra con Aleksandre Čerepnin e Pianoforte con Anna Essipova, che forgiò il giovane al concertismo, nel segno della grande tradizione russa.
Lasciato il Conservatorio due anni più tardi, Prokof 'ev partecipò al prestigioso “Concorso Rubinštejn” con il Primo concerto per pf. e orch. che, per originalità, lasciò esterrefatta la Giuria, la quale, dopo molte titubanze, non poté che assegnargli il I° Premio.
Nel 1912, Prokof 'ev compì i primi viaggi all'estero con l'intento di farsi conoscere e prendere contatti con la realtà musicale europea. A Parigi e a Londra assistette alle rappresentazioni dei “Ballets russes”, entusiasmandosi per i lavori stravinskijani “L'Oiseau de feu” e “Petruška”; nella Capitale inglese, inoltre, il giovane compositore russo fu contattato da Diaghilev, il quale gli propose di musicargli un Balletto, avente per titolo Ala e Lolly, che, però, non venne realizzato se non più tardi, in forma di Suite per Orch. (Suite Scita op.20, 1915).
Anche se questo progetto scenico non ebbe seguito, i rapporti tra Prokof 'ev e Diaghilev rimasero produttivi; fu quest'ultimo, infatti, ad invitare l'emergente pianista ucraino in Italia per un giro di concerti e a metterlo in contatto con Tommaso Marinetti, Giacomo Balla ed altri esponenti del Futurismo italiano (1914). Oltre all'attività concertistica, Prokof 'ev si dedicò alla composizione, alla stesura dell'Opera teatrale Il giocatore, su libretto proprio, tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Fëdor Dostoevskij. Il Lavoro, in 4 atti e 6 quadri, conobbe vari rifacimenti: una prima versione fu ultimata nel 1916; la seconda, elaborata nel 1927, debuttò al T. Royale de la Monnaie di Bruxelles (29 apr. 1929).
Nell'estate 1915, Prokof 'ev fece ritorno in Russia, dove trascorse gli anni della Guerra e della Rivoluzione Bolscevica.
Dopo un periodo di intensa attività compositiva, nel quale scaturirono pagine musicali di grande espressione artistica, come i 2 Concerti per pf. e orch., le 4 Sonate per pf., la Suite scita, il Primo Concerto per vl. e orch. e la Sinfonia Classica, nel 1918 Prokof 'ev decise di recarsi negli Stati Uniti. In America giunse dopo un lungo ed avventuroso viaggio transiberiano fino a Vladivostok. Qui si imbarcò per il Giappone, dove soggiornò a Tokio e a Yokohama, poi approdò a San Francisco; infine si stabilì a New York (sett. 1918).
Nei quindici anni a seguire, vissuti in parte negli “States” e in parte in Europa, il volontario esule russo alternò l'attività di concertista a quella di compositore. A New York le sue esibizioni pianistiche suscitavano un grande entusiasmo, tanto da fargli meritare l'appellativo di “Chopin cosacco”; Cleofonte Campanini, direttore dell'Opera di Chicago, gli commissionò l'allestimento di un Lavoro teatrale.
Prese corpo, in tal modo, il progetto dell'Amore delle tre melarance che, purtroppo, fallì a causa della prematura morte del committente italiano (dic. 1919).
Deciso a non abbandonare la strada intrapresa nel mondo teatrale, Prokof 'ev accettò l'invito di Diaghilev di recarsi a Parigi per la realizzazione di un nuovo balletto, intitolato Chout, ovvero Storia di un buffone che ne burlò altri sette, utilizzando musiche scritte nel 1915 e, per via della Guerra, mai eseguite. Messo in scena al T. Gaîté Lyrique di Parigi (17 magg.1921), il successo ottenuto ebbe eco anche in America, e Mary Garden, nel frattempo subentrata alla Direzione dell'Opera di Chicago, convinse il compositore russo a riprendere il progetto dell'“Amore delle tre melarance”.
Rappresentata con libretto francese di Véra Janacopoulos (30 dic. 1921), quest'opera, ispirata all'omonima Commedia settecentesca del Conte veneziano Carlo Gozzi, all'inizio ottenne un grande consenso. Tuttavia, dopo qualche mese il lavoro fu stroncato dalla critica newyorkese, alla quale si unì anche il parere negativo di Igor Stravinskij. Incurante di tali giudizi, Prokof 'ev si dedicò a nuovi progetti. In breve tempo si susseguirono il Terzo Concerto per pf. e orch. e l'Opera in 5 atti L'angelo di fuoco, iniziata ad Ettal, una cittadina della Bassa Baviera, dove il compositore soggiornò per circa un anno e mezzo. Un mese dopo aver sposato la cantante spagnola Carolina Codina (in arte Lina Ljubera) conosciuta a New York, nell'ottobre 1923 Prokof 'ev si trasferì a Parigi e, nei due anni seguenti, svolse tournées concertistiche in Francia, Inghilterra, Belgio, Italia e Spagna. Poi, alla fine del 1925, tornò negli Stati Uniti, dove continuò ad esibirsi in qualità di concertista e dir. d'orchestra. In questo periodo ricco di attività musicali, due eventi incisero notevolmente sulla vita del compositore ucraino: la nascita del primo figlio (febb.1924) e la morte della madre (dic.1924).
La gioia e la responsabilità di essere padre fecero da contraltare al dolore per la perdita dell'amatissima genitrice e spinse ancor più Prokof 'ev a tentare di affermarsi nell'affollato panorama musicale internazionale. Una prima occasione avvenne nella Primavera del 1925, su invito di Diaghilev a produrre un nuovo lavoro per il pubblico parigino. Nacque così Le pas d'acier (Il passo d'acciaio), balletto in 2 quadri con sceneggiatura propria, col sostegno di Georgij Jakulov.
Andata in scena al T. Sarah Bernhardt (7 lug.1927), l'opera ebbe un deciso successo che permise l'allestimento di un altro Balletto, L'enfant prodigue (Il figliol prodigo) in 3 atti e 10 quadri, le cui scene bibliche furono curate dal pittore Georges Rouault.
Durante la preparazione di questo balletto, Prokof 'ev effettuò una trionfale tournée concertistica in Unione Sovietica (1928), che lo vide acclamatissimo esecutore e direttore d'orchestra nei Teatri di Mosca, Leningrado, Odessa e Kiev. Già qualche mese dopo, il celebre maestro si trovava a Parigi per la messa in scena de “L'enfant prodigue” (T. Gäité Lyrique 21 magg.1929), che fu l'ultima collaborazione con Diaghilev, colpito improvvisamente da un'inguaribile malattia.
Dopo la morte del grande impresario russo (Venezia, 19 ago. 1929), Prokof 'ev si avvalse della collaborazione del Ballerino e Scenografo ucraino Serge Lifar per l'allestimento di un nuovo Balletto: Sur le Borysthène (Sul Dnepr), commissionato dall'Opéra di Parigi (1930), dove andò in scena due anni e mezzo più tardi (16 dic. 1932).
Si susseguirono alcune Tournées negli Stati Uniti e in vari Paesi (Francia, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Marocco, Tunisia, Algeria). Poi, affascinato dall'Ideologia socialista, Prokof 'ev avvertì un impellente desiderio di tornare in Patria.
Stabilitosi definitivamente a Mosca nel 1936, il maestro visse un intenso e variegato periodo compositivo, documentato dalle musiche per il Film “La dama di picche”; da quelle di Scena per il Boris Godunov, tratto dal Dramma di Puškin; dal Secondo Concerto per vl., dal Balletto in 4 atti e 10 Quadri Romeo e Giulietta, ispirato alla Tragedia shakespeariana; dalla celeberrima Favola sinfonica per voce recitante e orch. Pierino e il lupo, su testo proprio. Scritta nel 1936 e concepita come esempio didattico, la partitura è costruita su una Sequenza di leitmotiv, legata ai vari personaggi affinché i bambini possano identificarli attraverso i timbri degli strumenti.
Dopo aver composto la mastodontica Cantata per il XX anniversario della Rivoluzione d'Ottobre su Testi di Marx, Lenin e Stalin (1937), nella primavera del 1938, Prokof 'ev conobbe lo sceneggiatore, regista e prod. cinematografico Sergej Ėjsenštejn, che gli propose di scrivere le Musiche per il film “Aleksandr Nevskij”. La “Prima” avvenne a Mosca nell'autunno dello stesso anno e, dopo questa esperienza, il compositore ucraino iniziò una proficua parentesi musicale in campo cinematografico. Per il regista Albert Hendelstein, Prokof 'ev scrisse la colonna sonora del film “Lermontov” (1941); la stessa cosa fece per il film “I Partigiani nelle steppe dell'Ucraina”, diretto da Igor Savčenko (1942). Ma, soprattutto, occorre ricordare il lungo travaglio artistico (1942-45), dovuto alla realizzazione delle musiche per la Trilogia cinematografica “Ivan il Terribile”, diretta da Sergej Michajlovič Ėjsenštejn.
Gli avvenimenti bellici, che l'U.R.S.S. dovette affrontare nel corso della Seconda Guerra Mondiale costrinsero Prokof 'ev a lasciare Mosca e rifugiarsi a Nalčik nel Caucaso, dove conobbe Marja Cecilia Abramova (Mira) Mendel'son, che lo accompagnò durante i suoi spostamenti a Tblisi (Georgia) e a Alma Ata (Kazakhstan), mentre la moglie Lina era rimasta a Mosca con i due figli.
In queste remote regioni, Prokof 'ev riprese con rinnovato entusiasmo la via del teatro, lasciata nel 1939, dopo il compimento dell'opera in 5 atti e 7 scene Semën Kotko, un lavoro di carattere nazionalista, tratto dal romanzo “Sono un uomo del popolo lavoratore” di Valentin Kataev.
A spronare il compositore ucraino su questo cammino fu proprio Mira Mendel'son, aspirante scrittrice, che si dimostrò una preziosa consigliera, soprattutto riguardo alla scelta dei soggetti da trasformare in opere musicali.
Fu così che nacque la Commedia lirica in 4 atti e 9 quadri Obrucenie y Monastyre (Matrimonio al convento), per la quale la Mendel'son ricavò il libretto dal romanzo ottocentesco “De Duenna” dello scrittore irlandese Richard Brinsley Sheridan. Ultimata nel 1943, la “prima” dell'opera avvenne il 3 nov. 1946 al T. Kirov di Leningrado e si rivelò uno dei lavori migliori ed apprezzati del compositore ucraino.
Un cammino più tortuoso toccò all'opera successiva Vojna I Mir (Guerra e pace), ispirata al Romanzo epico di Lev Tolstoj. strutturato in 1 prologo, 5 atti e 13 quadri, dapprima il lavoro venne rappresentato in forma di Concerto al “Club degli Autori” di Mosca (7 giu. 1945). Poi, con libretto scritto dallo stesso Prokof ' ev e da Mira Mendel'son, l'opera debuttò, in misura ridotta a 7 quadri, al T. Malij di Leningrado (12 giu. 1946) ed infine, in versione integrale e definitiva, al T. La Fenice di Venezia (26 genn 1955).
Dopo la sconfitta tedesca di Stalingrado, la certezza di una vittoria finale fece esplodere in Prokof 'ev, sempre più animato da spirito nazionalista, un entusiasmo creativo senza precedenti.
La stesura del Balletto in 3 Atti Zolushka (Cenerentola) non fu altro che un diversivo teatrale, contrapposto a Pagine sinfoniche di grande impegno, quali furono le Sonate per pf. nn. 6, 7, 8, l'imponente Quinta Sinfonia in si bem. magg. e la maestosa Ode per la fine della guerra per 8 arpe 4 pf. orch. di fiati, percuss. e contrabb.
Nell'immediato Dopoguerra, al grande maestro non mancarono i riconoscimenti internazionali. Il “Times” gli dedicò un ricco articolo, che procurò al compositore una vasta popolarità e l'ammirazione dei nuovi talenti musicali, tra cui il violoncellista Mistlav Rostropovich, il pianista Svjatoslav Richter e il violinista David F. Ojstrach. In Russia, tuttavia, nonostante i vari “Premi Stalin” ricevuti fino al 1946, la politica del Regime si accanì su Prokof 'ev. Il culmine arrivò nel 1948, allorché, in un clima di soffocanti censure, Stalin dichiarò nulli tutti i matrimoni con gli stranieri. Di conseguenza Prokof ev' fu costretto a separarsi dalla moglie di origine spagnola. Quindi sposò l'oramai inseparabile collaboratrice Mira Mendel'son. Qualche mese dopo, Lina Ljubrera, accusata di Spionaggio internazionale per il solo fatto di aver inviato denaro in Spagna ai propri genitori, venne arrestata ed internata in un campo di concentramento, dove rimase fino al 1953, anno in cui, espulsa dalla Russia, rientrò in Patria.
La Vicenda finì inevitabilmente per coinvolgere anche Prokof 'ev, il quale, accusato di formalismo da Andrej A. Ždanov, inflessibile impositore del “Realismo socialista”, dovette pronunciare una umiliante autocritica sulle proprie Tendenze artistiche.
Seguirono anni difficili, di gravi difficoltà economiche, condizionate dal ritiro dei suoi lavori da tutti i Teatri dell'Unione Sovietica. Nonostante il forzato Isolamento e la salute vacillante, Prokof 'ev ebbe ancora la volontà di impegnarsi nel genere teatrale, portando a termine l'Opera in 4 atti La storia di un vero uomo, iniziata nel 1944 e rappr. in forma privata a Leningrado (T. Kirov, 3 dic. 1948). Seguirono il Balletto in 4 atti La favola del fiore di pietra, ultimato nel 1950, rappr. postumo al T. Bol'šoj (12 dic. 1954), e l'Oratorio A guardia della pace, per v. recitante, coro misto e di v. bianche e orch. (1950).
A seguito di una caduta accidentale, la salute del maestro iniziò a peggiorare. Incapace di restare seduto al pf., continuò l'attività creativa componendo “a tavolino” la Settima Sinfonia in do diesis min. op. 131 (1951-52) e parte della Seconda Sinfonia in re min. rimasta incompiuta (1953).
Il 5 marzo 1953, un'ora prima della morte di Stalin, Prokof 'ev cadde in coma, colpito da un'emorragia celebrale. Vani furono i tentativi per salvargli la vita.
La notizia del decesso passò quasi inosservata per volontà del Partito di focalizzare l'attenzione pubblica esclusivamente sulla morte di Stalin. Soltanto una settimana dopo, ad Esequie avvenute, le Autorità sovietiche permisero alla Stampa di pubblicare la notizia della scomparsa del Maestro.
Ai Funerali, parteciparono poche decine di persone, che accompagnarono il Feretro al Cimitero moscovita Novodevičij, dove la Salma tuttora riposa.
Compositore fecondissimo ed eclettico, Prokof 'ev si impone come figura a sé stante nel panorama musicale della Prima metà del Novecento.
Nessuno dei suoi colleghi contemporanei, infatti, spaziò da gigante in ogni ambito compositivo e riuscì a far conoscere la propria musica al mondo intero. Egli vi riuscì pur trascorrendo gran parte della vita in un Paese (l'U.R.S.S.), oppresso da un clima politico avverso a qualunque espressione artistica non conforme al Regime.
Tuttavia, le ragioni per le quali Prokof 'ev si distinse dagli altri maestri del suo tempo non dipendono esclusivamente da un, più o meno, volontario isolamento in patria. Le realtà politiche, per le quali il compositore ucraino a volte si entusiasmò, incisero profondamente sui variegati, e spesso contrastanti, orientamenti stilistici della sua sterminata produzione musicale.
L'accettazione dei principi del Realismo socialista degli anni'30 viene ampiamente documentata da un gran numero di componimenti, che vanno dalla “Cantata per il XX anniversario della Rivoluzione d'Ottobre” alla Colonna sonora per il film “Alexander Nievskij” e alle musiche di scena dei Drammi puškiniani “Boris Godunov” e “Evgenij Onegin”.
Questo, di conseguenza, portò in Occidente un'esagerata svalutazione di molti lavori del compositore, spesso dovuta ad azioni propagandistiche antisovietiche. Soltanto dopo la nascita della Perestroika (1987), la ricca, poliedrica e identità artistica di Prokof 'ev venne riconosciuta nella sua complessità. Il Caso più emblematico resta “Guerra e Pace”, che prima fu giudicata dalla critica occidentale un'opera di eccessiva retorica nazionalista, un lavoro dettato dal “Regime”, poi fu riabilitata e considerata uno dei grandi capolavori musico-teatrali del '900.
Per l'estrema versatilità e per l'innata predisposizione al Teatro, Prokof 'ev fu paragonato più volte a Mozart: un accostamento un po' forzato, ma che trova legittimità anche nel precoce avviamento all'arte musicale di entrambi.
Al pari del grande maestro salisburghese, Prokof 'ev iniziò a comporre all'età di sei anni, a nove scrisse la sua prima Opera Il Gigante (mai rappr.) e a undici si cimentò in campo strumentale con la stesura della Sinfonia in sol magg. (1902).
Ma la passione per l'Opera, coltivata fin da bambino (esistono degli abbozzi infantili), e per il Balletto, provata fin dai tempi dei “Ballets” di Diaghilev, porterà Prokof 'ev ad essere un compositore pervaso da una profonda vocazione per il teatro musicale, un genere, nel quale egli profuse tutte le sue Risorse musicali, confluite poi, con grande naturalezza, nella composizione di colonne sonore cinematografiche.
Anche la produzione strumentale è largamente debitrice del genere operistico e del balletto. Da questi due versanti teatrali, Prokof 'ev ricavò parecchie “Suite” orchestrali, a cui si aggiungono 9 sinfonie, (ma soltanto 7 catalogate con il n. d'opus). Di queste, vanno ricordate la celeberrima Sinfonia classica, ottenuta rielaborando alcune parti del Balletto “Ala e Lolli” (1917), e la più tardiva, ma altrettanto famosa, “Quinta” (1944), che il compositore scrisse nella speranza di una nuova e libera esistenza del Genere umano.
Sempre per orch., è nel Concerto che Prokof 'ev riversò la propria genialità. Dotato di un'impeccabile e personalissima tecnica pianistica, per le proprie esibizioni egli compose 5 Concerti per pf. e orch.; 2 per vl. e orch.; 2 per vcl. e orch., lavori che occupano un posto di grande rilevanza nel repertorio concertistico novecentesco.
Riguardo alla musica da camera, sono presenti 7 Sonate per vari strumenti; la splendida Ballata per vcl. e pf. (1912); lo Scherzo umoristico per quattro fag. (1912); 2 quartetti per archi (in si min.,1930 e in fa magg., 1941), l'Adagio per vcl. e pf. tratto dal Balletto “Cenerentola” (1944); l'Ouverture su temi ebraici per cl., pf. e quart. d'archi (1919).
Anche la musica per pf. è rilevante. Oltre ai concerti, occorre ricordare 10 sonate, scritte in diversi periodi; 6 “pezzi” ricavati da lavori precedenti; la Marcia e lo Scherzo tratti “L'amore delle tre melarance”; 5 "pezzi" che compongono l'Antologia Sarcasme (1914); 10 "Pezzi" da Romeo e Giulietta; vari Brani nelle Forme di Valzer, Rondò, Marce, Canzoni, Variazioni ed altre ancora.
Meno rappresentata è la Musica vocale. Al Coro Prokof 'ev dedicò, oltre alla celebre “Cantata per il XX Anniv della Rivoluzione d' Ott .”, 2 Liriche per coro femm. e orch (1909); I canti dei nostri giorni, per soli, coro e orch. (1937); la Cantata Aleksandr Nevskij, tratta dall'omonimo Film (1939); la Cantata Prospera o paese potente (1947); l'Oratorio per v. recitante, coro misto e orch. A guardia della pace (1950).
In una così vasta produzione non poteva mancare la musica popolare e quella dedicata all'Infanzia.
Al primo genere appartengono i 2 Quaderni di canti pop. Russi (1944) e i 7 Canti popolari e Marcia in la magg. (1942); al secondo 3 Canti infantili (1936); 12 "Pezzi" facili per pf. Musica per bambini (1935); la già citata Favola sinf. per v. recitante e orch. “Pierino e il lupo” (1936).