trombone
(Trombone; fr.ingl. trombone; ted.Posaune)

Origini e diffusione

Solo dopo il periodo rinascimentale, la storia del Trombone si separò da quella della tromba e, quando gli fu affidato un ruolo ben preciso, diventò uno strumento autonomo all’interno degli organici strumentali. Nel 1600, il Trombone era gia suddiviso in 5 differenti modelli: soprano, contralto, tenore, basso e contrabbasso, che costituivano un’ intera famiglia.

Verso la metà di questo secolo, che corrisponde al culmine dell’epoca barocca, l’utilizzo più frequente del Trombone fu quello di rafforzo delle parti vocali nella musica sacra.

Nelle varie forme di musica strumentale profana (suite, concerto, concerto grosso ecc.), come accadde anche nel teatro in musica, esso venne impiegato per dare più vigore alla massa degli ottoni, allorquando veniva coinvolta a sostenere atmosfere tragiche o solenni.

Durante il periodo classico (seconda metà del ‘700), non si registrarono sostanziali cambiamenti circa la funzione del Trombone in orchestra; esso continuò infatti a mantenersi nell’ambito del corpo sonoro, ad eseguire blocchi accordali in sezione con altri strumenti.

All’inizio del XIX secolo, l’introduzione del meccanismo dei pistoni, influenzò anche questo strumento che, nelle nuova versione (trombone a pistoni) venne largamente impiegato nelle bande cittadine e militari mentre, nella musica classica, si continuò ad impiegare il tradizionale Trombone “a tiro” dotato di una coulisse, assai migliore per qualità di suono e per il mantenimento dell’intonazione.

I costruttori di strumenti a fiato, soprattutto francesi e tedeschi, verso la metà dell’ ‘800 effettuarono parecchi tentativi per rendere questo strumento più pratico e maneggevole; vennero aggiunti dei pistoni supplementari nel meccanismo per facilitare i cambiamenti repentini di tonalità e, attraverso alcune ritorte (sezioni di canneggio supplementari), fu possibile allungare il suo condotto acustico per fargli assumere diverse intonazioni.

Dal 1900 in poi, il Trombone svolse il doppio ruolo di strumento solista e di sezione. I più grandi compositori d’inizio secolo lo hanno ampiamente inserito, con parti di primo piano, in parecchie opere (Strawinsky, Ravel, Mahler, Strauss, Schöenberg).

Pur rimanendo indispensabile nella sezione degli ottoni, il trombone nell’ultimo mezzo secolo ha assunto, nella musica leggera e jazz, la più totale indipendenza; esecutori di fama leggendaria, come Tommy Dorsey, Jack Teagarden e il grande Glenn Miller, contribuirono in modo determinante a divulgare e a far apprezzare al grande pubblico, le qualità sonore ed espressive di questo strumento.

 

Struttura e Tecnica

Il Trombone, paragonabile ad una grossa tromba a tubo conico, terminante in un ampio padiglione, viene fabbricato con due meccanismi differenti: a pistoni, simile a quello della tromba che permette una maggior agilità nei passaggi veloci, e quello provvisto di una coulisse, una canna a forma di “U”, che scorre nel canneggio fisso dello strumento per modificarne la lunghezza e quindi l’intonazione.

Con il Trombone l’altezza dei suoni può determinarsi sia per salti d’intervallo, che per glissando; una tecnica quest’ultima, che consiste nel far “scivolare” l’intonazione di una nota ad un' altra senza interruzioni del suono.

Le diverse posizioni della coulisse, combinate con gli armonici naturali emessi dal bocchino, danno modo al Trombone di eseguire l’intera scala cromatica.

La famiglia dei Tromboni è composta da 4 modelli: contralto, tenore, basso e contrabbasso che, con le loro estensioni, coprono la parte medio-grave della gamma dei suoni musicali.

Il Trombone tenore ”a coulisse”, il tipo di strumento maggiormente usato nelle orchestre, ha una estensione sonora che parte dal Mi0 e arriva al Fa4.

La tecnica respiratoria, e il principio fisico-acustico dal quale si ottiene il suono, come per tutti gli “ottoni”, sono simili a quelli che riguardano la tromba.

 

Curiosità

  1. Nel 1850 A. Sax, (l’inventore del saxofono) costruì un Trombone tenore in Sib con 6 pistoni azionati con tre dita di entrambe le mani.

  2. Per aumentare ulteriormente le possibilità espressive del Trombone, sovente viene impiegata la sordina, un accessorio che montato sul padiglione, conferisce allo strumento una sonorità più vellutata.

  3. Glenn Miller, il più famoso trombonista-direttore d’orchestra d'America negli anni 1930-40, fu il primo nella musica jazz ad aver fatto suonare in sezione i Tromboni con i clarinetti. Con questa felice intuizione Miller si distinse come uno dei più raffinati arrangiatori che la musica americana abbia mai avuto.