Origini e diffusione
Nato sicuramente dopo il violino, il Contrabbasso fu inserito tra gli “archi” per soddisfare l’esigenza di costituire un quartetto di strumenti a corde strofinate. Il termine "contrabbasso" però è molto più antico dato che lo troviamo soprattutto inserito nella musica vocale fin dai primi anni del 1500, per indicare il registro più grave delle voci.
Dalla metà del XVI secolo e per tutto il 1600, gli appellativi violone e Contrabbasso di viola stavano ad indicare lo stesso strumento il quale, alquanto diverso dai Contrabbassi odierni, venne impiegato per eseguire le parti strumentali scritte nel registro più grave.
Se consideriamo il violone (o contrab. di viola) lo strumento dal quale deriva l’attuale Contrabbasso, allora si può affermare che il quartetto d’archi, di epoca tardo-rinascimentale e barocca era formato da strumenti che partendo dal grave verso l’acuto, avevano nomi che tenevano come riferimento il violino; essi erano: violone o contrabbasso del violino; violoncello o basso del violino; viola o violino contralto e il violino stesso.
Per vedere il Contrabbasso inserito con parti autonome nelle varie orchestre e nei gruppi per musica da camera, occorre risalire ai primi anni del 1700. Prima di allora, questo strumento ebbe quasi esclusivamente un ruolo di sostegno e rinforzo, raddoppiando le parti di altri strumenti o delle voci gravi, quando era utilizzato nella musica liturgica.
Come strumento solista, il Contrabbasso fece il suo esordio in una “serenata” di Mozart (la K 239 del 1776) dove il grande compositore salisburghese affiancò, a due orchestre, alcuni strumenti solisti ad arco (il concertino) tra i quali faceva parte il Contrabbasso.
Oggi (come la maggior parte degli strumenti) esso non prende impiego solo nella musica classica.
Fin dal secondo decennio del 1900, il Contrabbasso si è reso insostituibile nella musica jazz.
Suonato quasi sempre a “corde pizzicate”, questo strumento viene considerato l’unico elemento in grado di creare un tramite tra la sezione armonico-melodica e quella ritmica, in aggiunta alle sue possibilità solistiche.
Struttura
Il Contrabbasso, nella maggior parte dei casi, si presenta con il fondo piatto, come le antiche viole e le sue parti sono identiche a quelle degli altri strumenti ad arco moderni.
Per quanto riguarda le dimensioni, i liutai di ogni epoca hanno continuato a modificarle, anche se quelle considerate ottimali risalgano addirittura a Nicola Amati, personaggio centrale della scuola liuteristica cremonese della prima metà del ‘600.
A questo strumento vengono riconosciuti 3 modelli: grande, medio, e piccolo che appartengono rispettivamente alla scuola cremonese, bresciana e toscana.
Nonostante queste differenze, le lunghezze delle loro casse armoniche sono minime e comprese tra i 102 e i 114 cm. Le larghezze, che sono 3, variano: quelle superiori dai 45 ai 70 cm.; dai 35 ai 39 le centrali e dai 63 agli 88 cm. quelle inferiori.
Le trasformazioni del Contrabbasso non risiedono soltanto nelle dimensioni, ma anche nella sagoma della quale esistono due modelli: quella italiana simile al violoncello e la tedesca che ricorda quella della viola da gamba.
Il numero delle corde - costruite in budello o in metallo - nel corso della sua esistenza, è cambiato da tre (quello delle origini e abolito da circa 40 anni) a quattro (numero classico) e a cinque (numero sempre più diffuso).
Le accordature che possono essere per “quarte” o per “quinte”, sono molte e variabili a secondo delle scuole e dei periodi; esiste tuttavia un tipo di accordatura per così dire “standard” che fa produrre alle corde libere le seguenti note: Mi0 - La0 - Re1- Sol1; e la possibilità di scendere al Do0 con l’adozione della quinta corda.
Per la tensione, dato il loro diametro, al posto dei piroli viene adottato un meccanismo di vite senza fine ed ingranaggio.
Tecnica
Il Contrabbasso - per le sue dimensioni - è l’unico ad essere suonato stando in piedi.
Esso viene appoggiato a terra per mezzo di un puntale regolabile, come si usa fare con il violoncello.
L’arco che generalmente è lungo dai 65 ai 70 cm, pesa all’incirca 100 gr e possiede una fascia di crini larga 22 mm.
La sua manovrabilità può avvenire in due modi: con il palmo della mano rivolto verso l’alto (metodo all’italiana) oppure in basso come avviene nella maggior parte dei casi.
Nella musica jazz invece la tecnica del “pizzicato” detta “slap”, attribuita al contrabbassista di colore Bill Johnson, prevale nettamente sull’uso dell’arco.
La mano sinistra è utilizzata per la “tastatura” delle corde, le quali, a causa delle loro dimensioni e le distanze dalla tastiera, impongono all’esecutore un notevole sforzo fisico.
Curiosità
-
Nel 1906 in Germania, fu costruito un Contrabbasso chiamato oktobass dalle dimensioni davvero gigantesche; esso misurava infatti 4,20 metri di altezza ed aveva le corde “tastate” da una mano meccanica, con l’archetto azionato da un motore elettrico.
-
Un cordofono simile al Contrabbasso, munito - a seconda dei periodi - di una, due o tre corde ha il curioso nome di tromba marina.