violoncello
(fr.violoncelle; ingl.cello;ted.Cello;)

Origini e diffusione

In quanto strumento a corde sfregate, il violoncello deriva direttamente dalla viola bassa da gamba la quale venne sostituita negli organici strumentali a partire dalla fine del 1600.

Questo non vuol dire che il “nuovo strumento” determinò la scomparsa delle più antiche viole; ne tanto meno i compositori di questo periodo tralasciarono di scrivere musica per loro.

Certo è però, che l’utilizzo del violoncello impose un nuovo modo di organizzare la famiglia degli archi, da contrapporre al quartetto o sestetto di viole, diffusissimo nel rinascimento e in gran parte nel periodo barocco.

La convivenza tra vecchi e nuovi strumenti durò più di un secolo, generando a volte accesissime dispute tra i musicisti.

Impiegato per lo più con funzioni di sostegno o di rinforzo nei diversi generi musicali, grazie soprattutto ai compositori italiani della prima e seconda metà del 1700,

il Violoncello intraprese un fortunatissimo ruolo che lo vide protagonista nella musica da camera e concertistica in tutti i teatri ed auditorium d’Europa.

Struttura

E’ ormai certo che il Violoncello nacque in Italia unendo le dimensioni della viola bassa con la forma del violino.

Uno dei primi costruttori di questi strumenti fu Andrea Amati, capostipite della celebre famiglia di liutai cremonesi.

Le sue dimensioni ideali sono quelle rilevate da un Violoncello Stradivari del 1723 che ha una cassa armonica lunga complessivamente 75,8 cm.; la larghezza superiore di 34 cm. e quella inferiore di ben cm. 43,7.

In merito alle parti che lo compongono, del tutto simili a quelle del violino, c’è da notare le uniche differenze rilevate che stanno nelle dimensioni più grandi di quest’ultimo e nel punto di appoggio del ponticello che sorregge le corde.

L’accordatura a vuoto delle quattro corde del Violoncello, che è più grave di un ottava rispetto alla viola, viene rappresentata dalle note Do1- Sol1- Re2- La2.

L’archetto infine, con una lunghezza della bacchetta di 70 cm. ca., porta una fascia di crini che, a seconda del loro spessore, raggiunge un numero compreso tra le 175 e le 280 unità.

 

Tecnica

I principi sulla tecnica d’esecuzione, sono simili a quelli del violino ma, a causa delle sue dimensioni, il Violoncello è dotato di un puntale ad altezza regolabile che offre, oltre l’appoggio a terra, un perfetto isolamento acustico con il pavimento.

L’esecutore, seduto, tiene lo strumento tra le ginocchia ed impugna l’arco con il palmo della mano destra rivolto verso il basso.

 

Curiosità

  1. Dagli inizi della sua apparizione, e fino ai primi del ‘900, le corde del Violoncello venivano costruite in minugia; e anche se questo materiale non è del tutto abbandonato, le corde di acciaio, sono oggi di uso più frequente.

  1. Il termine Violoncello fu adottato, fin dalla metà del 1600, come diminutivo di violone.

  2. Nel 1800 i violoncellisti reggevano ancora lo strumento stretto tra le ginocchia; fu il belga Adrien François Servais - soprannominato per la sua grande bravura il “Paganini del Violoncello”- che, verso la metà del secolo, cominciò a servirsi del puntale.