Origini e diffusione

Il Basso elettrico nasce durante il secondo conflitto mondiale come surrogato del contrabbasso, del quale tuttavia mantiene le caratteristiche principali, anche se sprovvisto di cassa armonica.

La mancanza di una parte così importante dello strumento fu possibile poiché, la percezione delle vibrazioni delle 4 corde venne affidata ad un pick-up magnetico in grado di trasformare tali vibrazioni in suoni per mezzo della corrente elettrica, principio utilizzato qualche anno prima per amplificare la chitarra.

I Bassi elettrici di questo periodo vennero suonati in posizione verticale; supportati da un puntale regolabile essi presentavano sul manico una tastiera liscia, analoga a quella del contrabbasso.

Solo nell’immediato dopoguerra comparvero i primi Bassi elettrici a 4 corde di fattura simile alle omonime chitarre ma, al contrario di quest’ultime, detti strumenti erano muniti ancora di tastiera liscia che rendeva alquanto difficoltosa l’intonazione dei suoni.

La vera innovazione per il Basso elettrico giunse nel 1951 quando Leo Fender decise di realizzare un nuovo modello con tastiera provvista di piccole barrette di metallo, grazie alle quali (come avviene con la chitarra) fu possibile delimitare la posizione precisa delle note, ottenendo di conseguenza la loro perfetta intonazione.

Questo strumento, diventato per lungo tempo l’emblema dei Bassi elettrici, fu chiamato dal suo costruttore “Precision Bass”, in virtù della precisione di intonazione delle note prodotte.

Dotato di un solo pick-up posto in posizione centrale sul corpo (solid body), questo basso presentava tuttavia capacità timbriche assai limitate. E fu per ovviare a questo inconveniente, che qualche anno dopo venne proposto, sempre dalla casa costruttrice “Fender”, il modello “Jazz Bass” con due pick-up: uno in prossimità del ponte, l’altro sul corpo ma in posizione più centrale.

A partire dalla fine degli anni’50, il Basso elettrico si è reso insostituibile per ogni genere di musica leggera, soprattutto nella musica rock e, nell’ultimo trentennio, esso cominciò ad assumere un ruolo sempre più importante tra gli strumenti musicali. Ciò si deve alle profonde innovazioni stilistiche, che hanno determinato un nuovo modo di suonare questo strumento da parte di alcuni musicisti, come Jack Bruce, Stanley Clarke, Marcus Miller.

Jaco Pastorius, infine, leggendario bassista dei Weather Report, attraverso l’utilizzo di Bassi elettrici muniti di tastiera liscia (modello“fretless”) ha dimostrato ampiamente come con questo strumento si possa andare oltre la funzione di mero “accompagnamento” e fargli assumere a pieno il ruolo di “strumento solista”.

 

Struttura e funzionamento

struttura del basso elettrico

Il Basso elettrico ha una struttura che assomiglia molto all’omonima chitarra, ma con dimensioni leggermente più grandi.

Il corpo, che rappresenta la parte centrale dello strumento, il più delle volte è solido (solid body) cioè senza cavità, pertanto esso non ha alcuna particolare incidenza sul timbro sonoro dello strumento come invece avviene nei Bassi elettrici semiacustici (hollow body). I quali, provvisti di cavità all’interno del corpo (camere tonali) offrono un particolare tipo di risonanza e, di conseguenza, influiscono sulla qualità timbrica dello strumento.

Il corpo viene generalmente costruito in legno (frassino, ontano) e recentemente anche in materiali sintetici, soprattutto in grafite che garantisce allo strumento una perfetta insensibilità verso gli agenti atmosferici e gli sbalzi di temperatura.

Il secondo elemento più importante è il manico, anch’esso costruito sia in legno che in grafite e bloccato, sulla parte superiore del corpo, per mezzo di viti (bolt-on). Meno frequentemente, corpo e manico sono costituiti da un unico pezzo (neck-through body), procedimento che conferisce maggiore stabilità allo strumento, ma ne aumenta in modo assai rilevante i costi di produzione.

Sulla sommità del manico vi è la paletta (headstock), nella quale sono alloggiate le meccaniche (ruota dentata e vite senza fine) per la tensione delle corde che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono quattro ed accordate in modo da produrre, se lasciate libere di vibrare, i suoni Mi1- La1- Re2- Sol2 .

Esistono tuttavia Bassi elettrici a 5 e a 6 corde; ai primi di solito si aggiunge una corda al grave che produce un Si0, mentre ai secondi, oltre la suddetta corda al grave, ne viene aggiunta un’altra all’acuto che lasciata libera di vibrare, produce la nota Do3.

La tastiera, montata sul manico (fingerboard), viene generalmente suddivisa da barrette di metallo (tasti), che servono a determinare l’intonazione delle note; il loro numero può variare da 20 a 24, comprensibile del capotasto che si trova all’estremità superiore del manico, vicino alla paletta.

Ci sono altresì tastiere sprovviste di tasti (bassi fretless) per le quali l’intonazione delle singole note è determinata unicamente dalle dita del bassista, come avviene negli strumenti ad arco (contrabbasso, violoncello violino ecc.)

E vi sono anche bassi speciali adatti a particolari usi, che utilizzano accordature diverse da quelle menzionate; quelli a sei corde ad esempio montano due corde fine (Mi1- La1-Re2-Sol-Do3- Fa3).

E’ da notare in proposito, che alcuni bassisti preferiscono accordare il proprio strumento per quinte (accordatura di tipo violinistico).

I pick-up (solitamente due) si trovano sul corpo dello strumento sotto le corde. Essi sono costituiti da magneti avvolti con fili di rame ed hanno la funzione di ricevere l’energia meccanica prodotta dalle vibrazioni delle corde stesse e di trasformare tali vibrazioni in segnali elettrici. I quali, a loro volta, vengono inviati all’amplificatore tramite un cavo con presa jack o più recentemente da un trasmettitore di segnale.

Le altre parti del Basso elettrico sono il ponte, cioè la parte del corpo dove si colloca l’estremità inferiore delle corde, e le sellette (saddles), parte del ponte anch’esse sulle quali poggia ogni corda e aventi la funzione di regolare l’intonazione, l’altezza e a volte anche la spaziatura delle corde.

I potenziometri, infine, (knobs) sono controlli a manopola che permettono di intervenire sia sul volume che sulle frequenze (alte - medie - basse ) dei suoni, oppure anche sulla miscelazione dei pick-up (se ve ne sono più di uno).

Le corde costituiscono la parte dello strumento che genera vari i suoni.

In commercio ne esistono di vari tipi: lisce e/o zigrinate, formate quest’ultime da un’ anima interna e rivestite da un avvolgimento sempre di metallo. Tutti i tipi di corde vengono solitamente costruite in nickel o in acciaio.

 

Tecnica

Le tecniche utilizzate per suonare il Basso elettrico sono generalmente tre: Il fingerstyl, il pickstyl e lo slap.

Il fingerstyl (con le dita) che è il modo più naturale per un bassista, produce generalmente un suono più morbido.

Il pickstyl, (a plettro) mediante il quale vengono percosse le corde, offre un suono piuttosto metallico rispetto a quello prodotto dalle dita; esso è particolarmente usato nell’ area della musica rock. Lo slap (tecnica percussiva) consiste nel percuotere le corde con il pollice (pop) e strapparle con l’indice (slap); essa è molto usata nella musica funk.

Il tapping è una nuova tecnica di derivazione pianistica; consiste nel suonare con entrambe le mani sulla tastiera, permettendo all’esecutore virtuosismi altrimenti impossibili e/o di eseguire due o più linee melodiche contemporaneamente.