Origini diffusione struttura e funzionamento
La Chitarra elettrica è uno strumento che ha avuto una grande diffusione nella musica leggera e soprattutto nella musica rock dalla metà degli anni ’50 in poi. Nasce alla fine degli anni ’30 per rispondere all’esigenza di avere uno strumento che derivasse dalla chitarra classica ma che fosse in grado di produrre un suono più forte, dai toni chiari come quelli di una chitarra acustica.
Per raggiungere questo scopo, si pensò che il metodo più efficace fosse quello di utilizzare dei pick- up magnetici posti sulla cassa di risonanza, sotto le 6 corde, in modo da ricevere le loro vibrazioni e trasformarle in suono attraverso la corrente elettrica.
Il primo a realizzare questo tipo di strumento fu l’americano naturalizzato Adolf Rickenbacker, il quale collegò un microfono magnetico a delle chitarre spagnole.
Le solid body

Più tardi, alcuni personaggi che gravitavano intorno al mondo musicale americano ed inglese, come Leo Fender, Paul Bigsby, Marle Travis e soprattutto Les Paul, rivoluzionarono la struttura della Chitarra. Essi sostituirono la tradizionale cassa armonica con una tavola di legno massiccio (solid body), lasciando ai soli pick-up il compito di captare le vibrazioni emesse dalle corde di indirizzarle ad un preamplificatore capace di aumentare il livello di tensione del segnale, fino a renderlo adatto ad un amplificatore di potenza.
La prima Chitarra elettrica ”moderna”, messa in commercio dalla casa costruttrice Gibson nel 1952, fu ideata da Les Paul, un chitarrista/inventore che all’età di 12 anni riuscì ad amplificare il suono del suo strumento, ponendo sotto le corde un microfono di telefono che collegò ad una radio, utilizzata come amplificatore.
Dopo questa esperienza, il giovane Les decise di realizzare una Chitarra elettrica a cassa piena; a questo fine, si fece costruire dalla Larsen Brothers di Chicago uno strumento munito di due pick-up e un corpo di legno massiccio che gli permise, verso la fine degli anni ’30, di ottenere un suo prototipo di chitarra elettrica che soprannominò ”The Log”(il ceppo).
Quasi contemporaneamente, gli inventori/costruttori quelli sopra menzionati, si dedicarono al perfezionamento di questo tipo di chitarra; in particolare Leo Fender, realizzatore negli anni ’50 dei mitici modelli Telecaster e Stratocaster che, come quelli di altre importanti marche, oggi vengono costruiti in serie, sfruttando il principio della produzione modulare.
In questo modo, le varie parti dello strumento, come il corpo, e il manico possono essere fabbricati separatamente e poi assemblati, così come avviene per i comandi del volume e dei toni, fissati in un secondo momento al battipenna, detto anche poggia-mano.
Sul corpo, in legno di acero, trovano posto sotto le corde i pick-up, microfoni elettromagnetici distribuiti su una, due, o anche tre piastre, mentre tutti gli altri accessori, tra cui il ponte, la cavetteria e la presa per il jack, vengono alloggiati in apposite sedi.
Solo la meccanica per la tensione delle corde (a ruota dentata e vite senza fine) si trova sulla paletta del manico che è suddiviso, come in tutte le altre chitarre, da barrette di metallo.
Le semiacustiche

Oltre alla Chitarra elettrica con il corpo in legno massiccio esistono i vari modelli di Chitarra semiacustica, munita cioè di una cassa di risonanza, però più larga ed appiattita rispetto alle Chitarre interamente acustiche. Sulla tavola armonica - provvista di due fessure o buche a ƒ- sono sistemati sotto le corde, 1 o 2 pick-up: il primo alla fine della tastiera e il secondo in prossimità del ponte, scolpito in palissandro, sul quale poggiano le corde.
La Chitarra semiacustica, comunemente chiamata “chitarra jazz” ha una cassa di risonanza quasi sempre costruita in laminato d’acero, mentre per la tavola armonica viene utilizzato l’abete, sottoforma di piallaccio i cui strati sottilissimi vanno da tre (per i primi modelli) a cinque negli strumenti più recenti.
Le dimensioni standard che riguardano la cassa della Chitarra semiacustica sono generalmente: lunghezza 53 cm. altezza circa 7,5 cm e le tre larghezze: fondo 45 cm.; fianchi 32,5 cm.; spalle 32cm.
Il manico e la tastiera, pressoché uguali per tutti questi strumenti, sono realizzati rispettivamente in mogano ed ebano. I tasti, costituiti come sempre da barrette di metallo, hanno un numero variabile che va da 20 a 22, escluso il capotasto, cioè il punto in cui poggiano le corde nella parte superiore del manico; all’interno di quest’ultimo, generalmente viene inserita una barra di metallo o di grafite, ( Truss-rod) per assicurare con la sua regolazione tramite una vite a frugola più stabilità al manico o per variarne l’angolatura (più concava o più convessa).
Gli effetti che le Chitarre elettriche sono in grado di produrre, quando vengono equipaggiate da accessori supplementari, sono molti; vi fanno parte i vari comandi a pedale per la distorsione del suono prima di essere amplificato, e il pedale wah wah, che modifica il suono agendo sugli impulsi elettrici.
Da qualche anno a questa parte, è possibile applicare sulla Chitarra elettrica un’interfaccia ”midi”, che trasforma lo strumento in un vero e proprio sintetizzatore a ”sei corde”.
Infine, per quei chitarristi appassionati di musica elettronica, esiste il ”Sintiax”, un modello di chitarra computerizzata, con cui è possibile utilizzare programmi creati per la sintesi e l’elaborazione assistita o automatica dei suoni.