Compositore, Pianista, Insegnante e Dir. d'Orch.
Glazunov si sentì particolarmente legato alla musica strumentale tardo-romantica soprattutto di area tedesca. Raffinato orchestratore, per analogie di carattere sinfonico venne soprannominato da molti critici il “Brahms russo”.
(Glazunoff o anche Glazunow)
Appartenente ad una delle più illustri ed antiche famiglie di editori russi, Aleksandr Kostantinovič Glazunov nacque a San Pietroburgo il 10 agosto 1865. Il clima artistico-culturale in cui visse permise al "pargolo" di sviluppare molto presto il suo innato talento musicale, probabilmente ereditato dai genitori: il padre era violinista e la madre un'ottima pianista.
Guidato dalla genitrice, a otto anni, Glazunov era già in grado di eseguire, al pf., brani di notevole difficoltà tratti dal repertorio dei maggiori musicisti romantici; a undici, iniziò a scrivere musica propria. Il suo primo insegnante, fuori dall'ambito familiare, fu Nicolaj Rimskij-Korsakov.
Con quest'ultimo, nel 1880, Aleksandr iniziò lo studio dell'armonia, disciplina che, ben presto, gli permise di comporre la sua prima sinfonia in mi magg., intitolata Slava, diretta a San Pietroburgo da Milij A. Balakirev (1881) e, a Mosca, da Rimskij-Korsakov.
Nel 1884, l'oramai ventenne musicista russo compì un viaggio a Weimar, dove ricevette gli elogi di Liszt, presente all'esecuzione della Sinfonia n.1. Il soggiorno in Germania proseguì a Bayreuth, con l'intento di conoscere la musica di Wagner. Dopo questa importante esperienza, Glazunov visitò la Spagna e il Marocco, in compagnia dell'editore e musicista Mitrofan Petrovič Beljaev, con il quale, una volta rientrato in Patria, organizzò le prime Stagioni Concertistiche di Musica Russa a San Pietroburgo.
Nel 1887, in collaborazione con Rimskij-Korsakov, Glazunov completò “Il Principe Igor” di A. Borodin, scrivendo l'Ouverture, il III atto, e l'orchestrazione di alcune parti; grazie a questo lavoro e alla realizzazione di una seconda sinfonia in memoria di F. Liszt (1886), la notorietà del giovane compositore russo crebbe non solo dentro i confini nazionali, ma anche a livello europeo. Due anni più tardi si recò a Parigi e a Londra per dirigere le proprie opere, che entusiasmarono critica e pubblico. Nello stesso periodo, gli venne assegnata la cattedra di composizione e orchestrazione al Conservatorio di San Pietroburgo, del quale, su invito di Rimskij-Korsakov e di alcuni membri del Consiglio, nel 1905 assunse la Presidenza, mantenendola fino al 1917, anno della Rivoluzione bolscevica.
Importanti furono gli incarichi e i riconoscimenti attribuiti a Glazunov. Tra essi vanno menzionati l'elezione a Presidente delle Fondazioni Belajev (1908); i Dottorati “Honoris causa”, rilasciati dalle Università di Oxford e di Cambridge (1907); la nomina a Cavaliere della Légion d'honneur (1916); senza dimenticare che questo compositore vinse per ben 17 volte il “Premio Glinka” e devolvette sempre la relativa somma di denaro in donazioni.
Nel 1928, Glazunov lasciò la Russia e si stabilì definitivamente a Parigi. Nel biennio seguente compì diverse tournées in Spagna, Portogallo, Olanda, Inghilterra, nei paesi dell'Est europeo e negli Stati Uniti, ottenendo ovunque grandi successi. In questo periodo, all'età di sessantaquattro anni, l'illustre maestro si sposò con Olga Nikolaevna Gavrilova, una donna di dieci anni più giovane, madre di una ragazza che Glazunov trattò come una figlia legittima al punto da concederle il proprio cognome.
Musicista eclettico, oltre al pianoforte, Glazunov sapeva suonare il violoncello, diversi strumenti a percussione e a fiato, in particolar modo il clarinetto, passione che mantenne fino alla prematura morte, avvenuta il 21 marzo 1936 a Neuilly-sur-Seine, nei sobborghi di Parigi, per una degenerata forma di bronchite.
A funerali avvenuti, la Salma venne sepolta nel Cimitero della cittadina francese. Trentasei anni dopo, le autorità sovietiche riconobbero l'effettivo valore di questo maestro e decisero di far rientrare in Russia le Spoglie, che furono tumulate nella necropoli dei Maestri dell'Arte, all' Alexander Nevsky Lavra di Leningrado.
Pur essendo uscito dalla scuola di Rimskij-Korsakov, di Borodin e di Balakirev, Aleksandr K. Glazunov dimostrò, fin dall'inizio, una spiccata preferenza per la musica tardo-romantica tedesca, al punto di essere definito da molti musicologi “il Brahms russo”.
Raffinato orchestratore, l'apice della sua produzione viene individuato nelle 8 Sinfonie, (della nona esiste solamente l'abbozzo del I movimento). Tuttavia, occorre non dimenticare altri lavori, come il Poema sinf. Sten'ka Razin; il Concerto per vl e orch. in la min.; la Musica per Balletto Rajmonda; Le quattro stagioni, dove appare, in maniera assai evidente, l'influenza di Čajkovskij e di Anton Rubinstein. Glazunov si distinse anche per le elaborazioni di musica altrui e fu stimato, come didatta, da intere generazioni di compositori sovietici, tra cui Sergej Prokof 'ev.
Attratto dalle "grandi forme", questo compositore non espresse a sufficienza la propria formidabile preparazione contrappuntistica nel genere cameristico, pur lasciandoci 7 pregevoli quartetti, composizioni vocali e pianistiche di rara suggestione.
Una menzione particolare, infine, va al Concerto in mi bem. magg. op.109, per sassofono contralto e orch. d'archi, eseguito per la prima volta dal virtuoso Marcel Mule (Parigi, magg. 1934).