Il Coro di Morti è un madrigale drammatico per voci maschili, tre pianoforti, ottoni, contrabbassi e percussioni, composto da Goffredo Petrassi tra il 20 giugno 1940 e il 6 giugno 1941.

Considerata una delle opere più importanti del compositore romano, il Coro di Morti è un'intensa riflessione sulla morte e sul destino dell'uomo.

Composto durante la Seconda Guerra Mondiale, il brano riflette l'angoscia esistenziale di Petrassi di fronte alla tragedia del conflitto e alla consapevolezza della fragilità della vita.

Il testo è tratto dai versi inquietanti che precedono il Dialogo tra Federico Ruysch e delle sue mummie di Giacomo Leopardi.

La musica di Petrassi è cupa e suggestiva, caratterizzata da un uso sapiente della dissonanza e del contrappunto. Il coro canta a cappella all'inizio, mentre gli strumenti si uniscono gradualmente, creando un'atmosfera sempre più densa e opprimente.

Il Coro di Morti è stato eseguito per la prima volta il 28 settembre 1941 al Teatro La Fenice di Venezia. Da allora, è diventato una delle opere più rappresentate di Petrassi ed è considerata un capolavoro della musica italiana del XX secolo.

  • Durata: circa 15 minuti
  • Organico: coro maschile, tre pianoforti, ottoni, contrabbassi e percussioni
  • Movimenti: un unico movimento
  • Stile: moderno, con elementi di dodecafonia e serialismo
  • Influenze: Igor Stravinsky, Arnold Schönberg
  • Interpreti celebri: Coro di Roma dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretto da Fernando Previtali (1953), Coro Arnold Schoenberg di Vienna diretto da Erwin Leuchter (1972), Coro Filarmonico della Scala diretto da Riccardo Muti (1985)