nacchere o castagnette
(fr.castagnettes; ingl.castanets; ted. Kastagnetten; sp.castañuelas;)

Idiofoni a concussione

E’ uno strumento costituito da due elementi uguali di legno duro (in genere di ebano), a forma di conchiglia e legati tra di loro a una estremità, da un laccio di cuoio o a mezzo di un cordoncino.

Le nacchere (dette anche ”castagnette” perchè in passato venivano realizzate con il legno di castagno), sono considerate strumenti complementari alle danze tradizionali spagnole, quali il flamenco, il bolero e il fandango.

Normalmente di nacchere se ne tengono un paio in ciascuna mano; fissandole con il cordoncino al pollice, provocano il loro caratteristico suono asciutto con il rapido movimento delle altre dita.

Le dimensioni di questi singolari strumenti variano tra loro e, normalmente, ne vengono usate due paia, diverse sia di grandezza, che di altezza di suono.

La coppia più piccola detta ”hembra” (femmina) viene tenuta nella mano destra e serve per le variazioni ritmiche che l’esecutore inventa estemporaneamente; l’altra, quella più grande, chiamata ”macho” (maschio), è posta nella mano sinistra con la funzione di tenere il ritmo di base.

Anche se le nacchere, dall’inizio del 1800 sono state considerate degli strumenti tipici della penisola Iberica (soprattutto della regione spagnola Andalusia), esse hanno origini antichissime.

Strumenti simili infatti, sono stati trovati tra i reperti archeologici che riguardano l’antico Egitto; risalenti al III millenio a. C. costruiti con materiali diversi (legno, osso, avorio, metallo), pare che fossero catalogati tra gli strumenti impiegati nei rituali del tempio (sistri, cimbali, crotali ecc.).

Più tardi, sempre in Egitto, nell’ antica Grecia e a Roma, esemplari di castagnette, vennero utilizzati anche per accompagnare le varie danze in cerimonie sia pubbliche che private.

Nel Medioevo, questi strumenti, nelle loro svariate forme e dimensioni, si diffusero in Spagna e nell’Italia meridionale, trovando impiego nella musica di accompagnamento al canto e alla danza, insieme alla chitarra.

Si hanno notizie circa l’utilizzo di strumenti con caratteristiche analoghe alle castagnette anche nell’antico oriente.

In Cina, ad esempio, i monaci del tempio hanno l’usanza di accompagnare i loro canti-preghiera con il čun-tu, formato da alcune tavolette di bambù, legate ad una estremità con una cordicella, tenute con una mano e battute con il palmo dell’altra. Un altro strumento orientale, che può essere accostato alle castagnette per il modo di produrre un suono similare, è lo hyoshigi; esso viene impiegato nel teatro giapponese ed è costituito da una piccola coppia di tavolette rettangolari di legno duro, che per generare il suono vengono scosse una contro l’altra.