chitarra

(fr.guitare; ingl.guitar; ted.Gitarre)

Origini e diffusione

Le origini della Chitarra sono remote; al punto che, alcuni studiosi la fanno risalire ad un tipo di arpa sumera, antica di oltre 4000 anni. Altre fonti invece affermano che la sua provenienza sia egizia e che poi, attraverso Roma, abbia avuto la possibilità di diffondersi nella penisola Iberica, in particolare nel sud della Spagna.

In epoca medioevale l’utilizzo della Chitarra fu molto intenso; in questo periodo s’impose un modello chiamato “alla morisca” in quanto importata dagli arabi durante le loro dominazioni nell’Europa Sud-occidentale.

Questo strumento dalla cassa ovale, simile al liuto, si contrappose a partire dal XII secolo alla Chitarra latina, conosciuta soprattutto nelle zone del nostro continente non coinvolte dalle occupazioni arabe. Una convivenza che però non portò alcun vantaggio al modello “morisco”, poiché fu quello latino ad imporsi definitivamente.

Il termine arabo Kithara, che successivamente si trasformò in quello di Chitarra, molto probabilmente deriva dal nome di antichi strumenti a corda mesopotamici: gli zhi-thar.

A causa della sua scarsa diffusione in epoca rinascimentale, il patrimonio chitarristico che abbiamo ereditato è alquanto esiguo; in questo periodo infatti, un altro strumento a corde pizzicate: il liuto, gli venne preferito da quei musicisti che, per via di una tecnica esecutiva pressoché uguale, avrebbero potuto suonare anche la Chitarra.

Solo in Spagna e nella Francia provenzale del XV sec. ci fu una particolare attenzione alle possibilità esecutive di questo cordofono.

Dopo quasi un secolo, il repertorio per Chitarra acquistò un maggior vigore, soprattutto quello raccolto nelle prime composizioni “barocche” di “musica per danza” e dove i maestri italiani riversarono il loro innato talento.

Fu un periodo fecondo e di breve durata. Agli inizi del 1700 infatti, sia in Italia che in Francia, si verificò un rapido disinteresse per questo strumento che, altre nazioni come Inghilterra e Germania lo ignorarono completamente.

Solo nei primi decenni del 1800, grazie ad alcuni compositori e virtuosi italiani che svolsero la loro attività in tutta Europa, la chitarra conobbe, sia pur in modo discontinuo, le attenzioni della ribalta internazionale. L’opera di eccezionali interpreti spagnoli, come Francisco Tárrega e Andrés Segovia, fu determinante per sollevare la chitarra dalla crisi repentina avvenuta nella seconda metà del 1800.

Un stato di mediocrità, dovuto probabilmente dall’intenzione dei chitarristi, di voler imitare le sonorità e la musica scritta per il pianoforte.

I compositori di musica contemporanea, danno oggi grande spazio a questo strumento; anche per i nuovi generi musicali che la Chitarra - soprattutto elettrica - ha sostanzialmente creato.

Insostituibile nella musica rock, diffusissima nel jazz, grazie ai progressi dell’elettronica oggi esistono apparecchiature come il sintiax - una vera e propria chitarra computerizzata o le varie interfacce “midi” che permettono alla Chitarra di riprodurre i timbri di qualsiasi altro strumento.

 

Struttura

chitarra classica

Attualmente la Chitarra è composta da un cassa di risonanza a forma di otto, costituita dalla tavola armonica unita ad un fondo piatto per mezzo delle fasce laterali.

Sul manico viene montata la tastiera, suddivisa da barrette di metallo che determinano generalmente 19 tasti.

La paletta serve per tendere le 6 corde di cui è munito lo strumento, attraverso un meccanismo di “ruota dentata e vite senza fine.

Sulla tavola armonica è praticato un foro circolare centrale che consente, al suono amplificato dalla cassa di risonanza, di propagarsi nell’ambiente esterno.

I legni utilizzati per la realizzazione del fondo e delle fasce sono l’acero o il palissandro;

il cedro, il mogano e il frassino per manico e paletta, l’ebano per la tastiera.

Poiché la notazione avviene in chiave di violino, ma con effetto all’ottava inferiore, la Chitarra è considerata uno strumento “traspositore”.

L’accordatura delle corde libere, partendo dal grave è la seguente: Mi3 - La3 - Re4 - Sol4 - Si4 - Mi5.

Tecnica

La chitarra è uno strumento polifonico, e come tale è in grado di eseguire melodie ed accordi che si possono ottenere contemporaneamente o in modo separato.

Le sei corde sono pizzicate dalle dita della mano destra o da un plettro - lamella di plastica o di osso - mentre con la sinistra si tastano le corde.

Nel genere classico la Chitarra viene suonata appoggiata tra le ginocchia stando seduti, mentre negli altri generi, l’esecutore è quasi sempre in piedi, con lo strumento sorretto dalle spalle per mezzo di una banda di tessuto o di pelle.

Curiosità

  1. Esistono vari tipi di Chitarra : quella folk a 6 e a 12 corde; la decacorde munita naturalmente di 10 corde, 5 delle quali passanti fuori dal manico; e la Chitarra battente, diversa da quella normale per la bombatura del fondo, per le fasce più alte e per la presenza di un soffietto ad imbuto fatto di carta traforata, messo all’interno del foro centrale per farle acquisire una particolare sonorità.

  2. Le Chitarre elettriche possono avere anche una cassa di risonanza, ma sono differenti nella forma rispetto a quelle classiche. In commercio esistono svariati modelli: semi-acustici e senza cassa di risonanza.