Glockenspiel
(it.gioco di campanelli;fr.jeu de timbres; ingl.glockenspiel)

Origine e diffusione

Strumento di origine medioevale, agli inizi il Glockenspiel era costituito da un imprecisato numero di piccole campane ed utilizzato in conventi ed abbazie. In seguito, a partire dal XVI secolo, esso fu impiegato per scopi musicali presso le Corti tedesche di Dresda e Berlino, con una struttura composta da sbarrette in acciaio o di bronzo di lunghezza variabile e graduata.

Solo nel 1700 il Glockenspiel venne notevolmente migliorato e introdotto in orchestra; i compositori che lo utilizzarono maggiormente in questo periodo furono G. Friedrich Häendel (nell’Oratorio Saul, 1738) e W. Amadeus Mozart (nell’opera teatrale il Flauto magico, 1791).

Benchè il Glockenspiel verso la metà del 1600 si fosse già trasformato in uno strumento a tastiera, utilizzata per comandare un congegno meccanico munito di martelletti, per lungo tempo questo strumento trovò un migliore impiego nella sua struttura primitiva, cioè sotto forma di campanelli sostenuti da un telaio oppure composto da barrette di bronzo. Mozart ne utilizzò uno simile in unione al flauto suonato da Papageno nel ”Flauto magico”.

A partire dal 1800, il Glockenspiel trovò impiego anche nella musica di carattere militare e tra le sue varie forme, lo troviamo anche a mezzaluna o costituito da una serie di campanelli di diversa grandezza, posti uno dentro l’altro, senza che questi vengano in contatto tra loro.

Attualmente il Glockenspiel è inserito in orchestra anche con il termine Stahlspiel ed è talvolta sostituito dalla celesta, nonostante essa abbia un suono più debole e delicato.