Origine diffusione e struttura
La Marimba è uno strumento di origine africana appartenente alla famiglia dello xilofono, che si diffuse nelle Americhe durante il periodo della deportazione degli schiavi.
In Africa essa è conosciuta anche con il nome di ”balapon” ed è costituita da una serie di tavolette (da 8 a 22) di legno duro ed elastico, di diverso spessore e lunghezza, montate su un telaio orizzontale. Sotto di esso, generalmente, si trovano delle zucche vuote, di grandezza variabile, che fungono da risuonatori.
Utilizzata nei vari generi di musica latino-americana, la Marimba per essere suonata viene disposta a terra, o portata a tracolla e le bacchette, con le quali vengono percosse le tavolette, terminano con una pallina di caucciù o di sughero.
I modelli di grande dimensione vengono abitualmente suonati da più esecutori; in Messico, ad esempio, dove è conosciuta con il nome di ”zapotecano”, le parti sono affidate in genere a ben 4 esecutori.
Nei modelli più evoluti, quelli usati in orchestre di musica leggera o nel jazz, i risuonatori sono di metallo. L’America centrale, è la sola area nella quale tali risuonatori vengono realizzati in canna di bambù o in legno. In ogni caso essi sono chiusi nella parte inferiore, allo scopo di ottenere una migliore risonanza dell’aria messa in sincronia con le vibrazioni delle tavolette soprastanti.
L’ordinamento di quest’ultime rispecchia, negli strumenti professionali, quello della tastiera del pianoforte e conferiscono allo strumento un’estensione, che a secondo dei modelli, varia da 2 a 5 ottave.
Anche la musica colta ha fatto uso delle sonorità calde e pastose, ricche di risonanze della Marimba che troviamo infatti impiegata nella Ia sinfonia di Robert Russell Bennet (1940), nel ”le Marteau sans maître” di Pierre Boulez e nei lavori di tanti altri compositori moderni o contemporanei.